Visualizzazione post con etichetta respingimenti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta respingimenti. Mostra tutti i post

venerdì 1 dicembre 2017

Decisioni e priorità imposte che non valutano i rischi

Lunedì 27 novembre la nave Aquarius è sbarcata a Catania con 421 persone, la maggior parte eritree. Erano presenti anche cinque uomini provenienti da Egitto, Bangladesh, Etiopia, Pakistan e sud Sudan. Molto alta la percentuale di donne -  il 40% -  di cui 7 in stato di gravidanza, e di minori - in totale 98 - tra cui 60 non accompagnati. Durante lo sbarco tre persone sono state trasferite in ospedale, tra cui una donna al nono mese di gravidanza alla quale si erano rotte le acque.

lunedì 9 ottobre 2017

Nessuno lo deve sapere

Nell'ultimo vertice di Parigi i rappresentanti di Francia, Italia, Germania e Spagna, e delle istituzioni dell’Unione Europea, hanno confermato la comune linea politica che prevede la cooperazione con stati dittatoriali, diventando di fatto il bancomat di milizie sanguinarie il cui compito è, e sarà sempre più, quello di bloccare le partenze a qualunque costo. Importante non far trapelare niente, di quello che avviene in Africa, all'opinione pubblica, e su questo Minniti e il governo italiano hanno fatto il lavoro sporco, eliminando occhi indiscreti di mezzo, attraverso l’esclusione delle navi delle ONG dal Mediterraneo, unici testimoni scomodi.


Tunisini respinti alla stazione di Palermo

lunedì 7 agosto 2017

Criminalizzare chi soccorre, supportare chi si arma. Le nuove strategie di guerra ai migranti

La nave Golfo Azzurro dell’ONG Proactiva è arrivata giovedì mattina al porto di Catania con 490 migranti, tra cui diversi superstiti di un naufragio. Sono almeno otto le persone morte, trasbordate sulla nave Vos Hestia, anche se rimane sempre forte il sospetto che altri corpi siano scomparsi, inghiottiti troppo velocemente dal mare. 

mercoledì 2 agosto 2017

L'accoglienza ad Agrigento, Trapani e Palermo, tra disorganizzazione, caos e abbandono

Il gioco al massacro non si ferma, l’Europa ha intrapreso un via senza uscita, la cui unica conseguenza è la morte di un'intera società. Il ritornello che sentiamo quotidianamente è “invasione” e “aiutiamoli a casa loro”, ritornello che ha contribuito a far ritornare i rigurgiti di un razzismo strisciante con episodi che si susseguono nelle nostre città, da Aosta a Palermo, come testimoniano le ultime proteste a Castell’Umberto e a Porto Empedocle.


Protesta dei commercianti di Porto Empedocle (AG) contro l'apertura di un centro per minori

mercoledì 5 luglio 2017

“Partono uomini, arrivano fantasmi”. Naufragi e respingimenti in mare. L’Italia chiude le porte anche a chi riesce ad arrivare

Il 12 giugno è sbarcata a Catania una nave svedese dell’assetto Frontex, con a bordo 356 migranti e 8 salme. I sopravvissuti parlano di decine di dispersi e della rottura del gommone sovraffollato su cui viaggiavano stipati all’inverosimile. Solo pochi giorni dopo, un gruppo di migranti sudanesi riferisce di un barcone spezzatosi dopo due giorni di viaggio da cui si sarebbero salvate solo una decina di persone. Altri profughi riportano testimonianze di donne e bimbi siriani incontrati in Libia: erano appena stati “riportati” dalla guardia costiera locale al punto di partenza e raccontavano di aver visto altre piccole imbarcazioni di legno affondare. 


La nave della Guardia Costiera "Diciotti" al porto di Catania

mercoledì 14 giugno 2017

Le morti che aiutano ad accaparrare voti

È appena trascorsa la domenica dei seggi elettorali e le notizie che fanno veramente rumore sono messe sotto una campana di vetro per nasconderle ai più. Anche oggi, come ormai da anni, si contano numerose morti in mare, e si assiste alla consegna alla guardia costiera libica di più di 500 persone, tra cui moltissimi bambini, persino siriani, proprio quelle persone che fino a qualche mese fa venivano acclamate al loro ingresso nelle città tedesche o italiane, attraverso le quote della relocation o i corridoi umanitari.


L'hotspot di Contrada Imbriacola, a Lampedusa

sabato 6 maggio 2017

Comincio ad avere paura per i miei figli

Il decreto Minniti-Orlando, ormai convertito in legge, è entrato prepotentemente nel vivo in questi giorni con i rastrellamenti in tutta Italia, con i respingimenti delle questure e le deportazioni dagli hotspot. Lo stile è quello fascista, anche se a firmare la legge sono due esponenti politici che in teoria dovrebbero combatterlo il fascismo. Le azioni di questo governo danno linfa vitale alle spinte xenofobe quotidiane, alle violenze ai migranti che sono in costante aumento, come in aumento sono le azioni securitarie plateali che il governo guarda con favore.

Lampedusa: 40 nigeriani vengono fatti salire su un volo Meridiana per essere rimpatriati

venerdì 14 aprile 2017

Dopo l’ennesimo sgombero, un aggiornamento dall’accampamento di Pian del Lago

A metà marzo le forze dell’ordine hanno nuovamente sgomberato l’accampamento di Pian del Lago, a Caltanissetta, ottenendo solo il temporaneo allontanamento delle persone che avevano trovato un rifugio precario sotto il cavalcavia della vicina strada statale. Dopo l’operazione di polizia svolta all'alba, alcuni migranti sono stati effettivamente accolti presso centri di prima accoglienza di Caltanissetta, mentre molti altri, non avendo un altro luogo dove andare, sono stati costretti a ricostruire l’accampamento la notte stessa.



giovedì 9 febbraio 2017

Gravissime violazioni a Lampedusa

In questo tempo così arido dal punto di vista umano la domanda che ci poniamo spesso è fino a quanto possiamo spingerci oltre. La direzione presa è chiara: muri, respingimenti, abbandono. A pagare le conseguenze delle scelte politiche disumane sono i migranti che fanno da carne da macello in Libia (paese che non ha firmato la convenzione di Ginevra) o muoiono in mare, oppure vengono sfruttati o abbandonati in Italia. Ed oggi la situazione è ancora più grave, dopo che è stata ufficialmente aperta la caccia al migrante, e i rastrellamenti nelle città sono già in atto.

Migranti sbarcati a Porto Empedocle da Lampedusa - Ph. Alberto Todaro

mercoledì 1 febbraio 2017

Non solo il mare

È appena trascorsa la settimana in cui abbiamo celebrato in tutto il mondo la giornata della memoria, tra buoni propositi e ricordi struggenti di chi ha vissuto una delle pagine più brutte della storia del nostro povero mondo. Talmente povero di valori, che abbiamo perso da tempo, da poter brindare ai suicidi di persone a cui abbiamo tolto tutto; perché purtroppo la vita è talmente dura per tantissimi impoveriti dal sistema messo in piedi dai potenti di turno, che si è persa la speranza di una vita dignitosa, e l'unica via d'uscita da tanto dolore è il suicidio. Non si muore più soltanto in mare, perché la violenza subita non la si può cancellare con un colpo di spugna, e senza un supporto si resta soli nel proprio dolore e si decide di farla finita.

Migranti trasferiti dall'hotspot di Lampedusa a Villa Sikania approdano a Porto Empedocle

lunedì 28 novembre 2016

Non sono persone, sono marocchini!

Ci siamo presi un po' di tempo per scrivere di quanto accaduto a Palermo circa tre settimane fa, quando la nave Dattilo della Guardia Costiera ha portato a Palermo 1048 migranti. Ci siamo presi del tempo per metabolizzare le violazioni che il sistema adotta come prassi sistematiche e disumane, ma anche e soprattutto ci siamo occupati di dare sollievo e sostegno ai dimenticati, alle persone che l'Italia e l'Europa considera meno degli animali. Scriviamo adesso prendendo spunto della lettera anonima che ci è arrivata da un volontario presente al porto.

venerdì 4 novembre 2016

Le difficoltà ad accogliere: Lampedusa

850 migranti stipati nell'hotspot di contrada Imbriacola, all’interno di una struttura (in parte inagibile) che potrebbe contenere 250, al massimo 300 persone. A Lampedusa, lontano dagli occhi e lontano dal cuore, tutto può essere fatto, anche tenere minori, donne ed altri soggetti con particolari problemi chiusi dentro un hotspot per più di due mesi, in condizioni di promiscuità, in violazione delle leggi a tutela dei soggetti vulnerabili, illegittimamente trattenuti in un centro off-limits che impedisce alla società civile e alle ong di entrare in contatto con queste persone.

Le difficoltà ad accogliere: Trapani

Tre sbarchi in una settimana sono troppi anche per Trapani, dove non c'è alcuna prospettiva per chi arriva, ma solo muri invalicabili. Più di mille persone in tre sbarchi hanno messo a dura prova il meccanismo di un hotspot che in genere funziona meglio degli altri. 


Le difficoltà ad accogliere: Agrigento

Dagli ultimi dati raccolti, sembra che la prassi dei respingimenti sia di nuovo in voga nelle questure siciliane. Ad Agrigento, la scorsa settimana sono stati respinti 26 marocchini e 3 algerini dopo essere arrivati a Porto Empedocle con il traghetto proveniente da Lampedusa. Con loro ha viaggiato anche un tunisino arrestato come “presunto scafista”. Dalla nave di collegamento fra le Pelagie e la Sicilia sono scesi anche una ventina di MSNA (minori stranieri non accompagnati) che vanno ad aggiungersi all’esercito dei minori alloggiati nelle tantissime comunità alloggio della provincia agrigentina, che vanta anche il record del numero di centri di prima accoglienza per minori, aperti al solito in emergenza. 


martedì 20 settembre 2016

Dal mare alla campagna, passando per le nostre città

Cosa hanno in comune una giovane donna ghanese, un signore di mezza età nigeriano e un ragazzone senegalese? Oltre il colore della pelle, senza ombra di dubbio, la violenza e lo sfruttamento a cui sono stati sottoposti, e il fatto che sono stati uccisi dalle nostre leggi.
Questo sistema ha deciso di sacrificare i migranti per tenersi in piedi, ha deciso di mettere al bando chiunque voglia risorgere dalle ceneri che abbiamo lasciato nei paesi da cui provengono, ragazzi e ragazze che vivono costantemente con la morte accanto, che spesso decide di prendere il sopravvento.

Sbarco di Palermo - Ph. Alberto Biondo

venerdì 2 settembre 2016

Chi muore, chi arriva e chi rimane. A Pozzallo hotspot stracolmo

“Quello che in Europa non si riesce a capire è che per i migranti arrivati in Libia è meno rischioso tentare la fuga via mare che cercare di ritornare nei propri paesi di origine”, dice A., giovane senegalese arrivato in Italia due anni fa. Come tanti suoi connazionali segue le operazioni di soccorso in mare alla tv, pervaso da una sensazione di sollievo momentaneo che si alterna ad impotenza e rabbia. “Chi non è stato in Libia non può nemmeno immaginare cosa significa sopravviverci. Come ogni europeo ha un cellulare, così ogni libico, di qualsiasi età, gira con un arma a portata di mano. Ma queste cose qui in Italia nessuno vuole starle a sentire.”

Il mercantile Jaguar St. John’s al porto di Pozzallo - Ph. Lucia Borghi

venerdì 26 agosto 2016

Le voci di chi è respinto tra i muri e l'indifferenza che uccidono

In questi giorni afosi di agosto, leggiamo storie di violenza a carico di migranti, di natura diversa: dal politico che si inventa delle ordinanze per vietare la solidarietà verso un migrante che chiede cibo, a ragazzini che muoiono schiacciati da una società indifferente nel tentativo di raggiungere i genitori, persino ignobili spedizioni punitive contro i migranti che popolano i paesi di molte città italiane. Il clima che stiamo vivendo è frutto di un razzismo istituzionale crescente, che crea e legittima violenza, che innalza muri e soprattutto uccide, sì perché il mare continua a restituire cadaveri. Gli ultimi 5, lo scorso 21 agosto.

venerdì 4 marzo 2016

Borderline Sicilia alla presentazione del rapporto della Campagna LasciateCIE entrare

Il 25 febbraio scorso l’associazione Borderline Sicilia ha partecipato alla conferenza stampa organizzata dalla Campagna LasciateCIEntrare presso la Federazione Nazionale della Stampa a Roma, in occasione della presentazione del rapporto annuale “Accogliere: la vera Emergenza”Durante la conferenza sono intervenuti i rappresentanti della campagna, quelli di alcune realtà del terzo settore ed alcuni rappresentanti dell'informazione indipendente e d’inchiesta nell’ambito dell’immigrazione.

sabato 23 gennaio 2016

Il CPSA di Pozzallo diventa hotspot. Ieri il primo sbarco

Martedì è stata diffusa la notizia ufficiale della trasformazione del CPSA di Pozzallo in hotspot, il terzo in Sicilia. All’interno la polizia italiana sarà supportata da funzionari di Frontex, dell’EASO e dell’EUROPOL, mentre la gestione dei servizi rimane ad oggi ancora affidata alla cooperativa Azione Sociale, nell’attesa che il bando di affidamento aperto da mesi conferisca l’appalto triennale ad un soggetto vincitore. Gli hotspot sono il risultato di decisioni politiche europee prese nell’ambito degli accordi di ricollocazione, e si presentano come dispositivi finalizzati alla differenziazione tra migranti economici e richiedenti asilo. 

martedì 19 gennaio 2016

Incontro a Catania tra le associazioni e Frontex

Comunicato stampa
Giovedì 14 gennaio si è svolto a Catania, presso la sala stampa della Questura, un incontro tra le associazioni, i rappresentanti della stessa Questura, con la dott.ssa Paglialunga, e il dott. Nicolao, responsabile regionale di Frontex. Al confronto hanno partecipato rappresentanti della Rete Antirazzista catanese, ed invitate da quest’ultima, dell’associazione Catania Bene Comune, della Campagna LasciateCientrare, dell’Associazione Borderline Sicilia, dell’Associazione ADIF (Diritti e frontiere).