850 migranti stipati nell'hotspot di contrada Imbriacola, all’interno di una struttura (in parte inagibile) che potrebbe contenere 250, al massimo 300 persone. A Lampedusa, lontano dagli occhi e lontano dal cuore, tutto può essere fatto, anche tenere minori, donne ed altri soggetti con particolari problemi chiusi dentro un hotspot per più di due mesi, in condizioni di promiscuità, in violazione delle leggi a tutela dei soggetti vulnerabili, illegittimamente trattenuti in un centro off-limits che impedisce alla società civile e alle ong di entrare in contatto con queste persone.
siciliamigranti è una finestra sulla situazione dei migranti in Sicilia. E' il blog di un progetto di monitoraggio e pronto intervento in risposta alle politiche migratorie, contingenti ed emergenziali, messe in atto dal governo italiano per gestire l'arrivo dei profughi provenienti dalla regione del Maghreb e dalla Libia.
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venerdì 4 novembre 2016
venerdì 9 settembre 2016
Più vulnerabili, meno tutele. Trattenimenti prolungati a Pozzallo ed Augusta
Quindici migranti morti in mare, tra di loro donne e bambini.
I bollettini di morte nel Mediterraneo sono sempre più frequenti e lapidari, e lasciano alle immagini dei soccorsi e degli sbarchi il minimo spazio funzionale a chiamare in causa le responsabilità europee e ad encomiare le operazioni italiane. Volti e corpi che scompaiono velocemente, destinati spesso ad una sepoltura lontana da sguardi amici o ad una faticosa sopravvivenza in un paese che si rivela sempre meno democratico ed accogliente.
giovedì 1 settembre 2016
Non preoccuparti papà, io muoio contenta perché almeno voi siete vivi
Non posso che provare dolore di fronte alla morte di una persona innocente, ed il sol pensiero che possa essere un tuo caro a perdere la vita in modo ingiusto mi fa percorrere un brivido lungo la schiena. La notizia che un padre ha dovuto lasciare il corpo della propria figlioletta morta in mare per cercare di salvare altre vite durante l'ennesima strage frutto delle politiche omicide europee, mi sconvolge. Cosa possiamo fare per aiutare un padre disperato che ha perso moglie e figlia?
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| Le 5 salme arrivano al porto di Trapani - Ph. Giorgia Mirto |
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giovedì 28 luglio 2016
Decine di cadaveri sulle spiagge libiche. E a Pozzallo arriva la salma di un'altra vittima delle traversate in mare
Il 23 luglio scorso i media riportano la notizia di una quarantina di corpi restituiti dal mare e ritrovati sulla spiaggia libica di Sabrata. Un numero destinato a salire nel fine settimana, quando saranno ben 87 i cadaveri dei migranti recuperati sulla stessa spiaggia.
Sabrata è uno dei punti di partenza delle traversate intraprese dai profughi per giungere in Italia: viaggi accompagnati più dalla certezza della morte che dalla speranza dell’arrivo. La settimana scorsa ben 39 salme di migranti sono state recuperate dai salvataggi in mare e sbarcate a Trapani e Vibo Valentia. Una strage quotidiana che si consuma nell'indifferenza della gente.
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venerdì 1 luglio 2016
Meno migranti si accolgono da vivi più ne arrivano morti: arrivata a Catania la nave con le 10 salme
Da Rete Antirazzista Catanese
Questa amara constatazione si conferma ogni giorno di più, i morti accertati sono migliaia ma chi ci governa è più interessato a demagogiche operazioni di facciata, ben sapendo che sono le politiche securitarie della fortezza Europa e di Frontex a causare i naufragi ed a favorire i lauti profitti delle mafie mediterranee. Sono finite nel porto di Catania le operazioni di sbarco di 348 migranti dalla nave della guardia costiera CP941 U. Diciotti ; i/le migranti,in maggioranza nigeriani, il resto provenienti dall'Africa sub sahariana, salvati in 3 operazioni di soccorso a fragilissimi gommoni, che stavano affondando, a 20 miglia dalle coste libiche.
Foto di Alfonso Di Stefano
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martedì 10 febbraio 2015
Lampedusa, la dottoressa a bordo della motovedetta: "Ho pregato per tutto il viaggio"
La Repubblica, di RAFFAELLA COSENTINO - Anche i soccorritori hanno temuto per la propria vita e perfino i più esperti sono stati male durante il tragitto, durato al ritorno ben 17 ore. La drammatica testimonianza di Gabriella Lattuca del Corpo italiano di soccorso dell'Ordine di Malta: "le coperte non bastavano, il vento le portava via. Alcuni per scaldarsi si erano infilati nel vano del gasolio e ci siamo dovuti fermare"
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