Visualizzazione post con etichetta Salinagrande. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Salinagrande. Mostra tutti i post

martedì 16 giugno 2015

Perdete le speranze o voi che entrate

Forse per essere meno ipocriti dovremmo tradurre questa frase  in varie lingue e dialetti africani e consegnarla ai migranti che arrivano (quelli morti nel deserto o in mare hanno vissuto sulla propria pelle il significato delle parole scritte nella porta dell’inferno dantesco), per far capire bene quello che dovranno subire una volta arrivati nelle coste italiane ed europee.

martedì 21 aprile 2015

Scomparire tra i grandi numeri

Sono giunti questa notte al porto di Catania, i superstiti dell’immane tragedia di questi giorni. 950 i dispersi a cui si sommano nuove vittime del naufragioavvenuto nel mar Egeo questa nottee ad altri dispersi al largo delle coste libiche. Le cifre mostruose delle recenti tragedie annunciate lasciano senza parole chi da mesi ed anni di discorsi e false promesse ne ha sentite fin troppe. Ma proprio l’ipocrisia e l’opportunismo delle retoriche ufficiali, rende inevitabile il dar voce alle testimonianze di chi da una profondità storica alle notizie sensazionali del momento.

giovedì 18 settembre 2014

Migranti, Salinagrande non chiude per ora. Strage continua nel Mediterraneo

Da Tp24.it
“Ha chiuso il Cara di Salinagrande”. E' stato questo il titolo di giornali cartacei ed online all'indomani del comunicato stampa inviato dalla Prefettura di Trapani riguardo alcuni provvedimenti nel settore immigrazione. Una notizia che ha fatto il giro dello stivale lasciando tirare un sospiro di sollievo ai difensori dei diritti umani che ne annusavano le intenzioni positive. Il cara di Salinagrande per anni è stato al centro di polemiche e denunce a causa delle condizioni a volte poco umane imposte agli “ospiti”. Un centro sporco, una struttura deficitaria ed un numero di ospiti sempre ben oltre il numero massimo consentito. Cercando negli archivi dei siti internet è facile ritrovare le numerose denunce, giunte perfino dalla comunità europea. Tuttavia in pochi avevano attenzionato le parole soppesate nel comunicato dalla Prefettura. “Con determinazione del Ministero dell'Interno è stata autorizzata la chiusura del Cara di Salinagrande”. 

venerdì 29 agosto 2014

Chiude il CARA di Salina Grande

Il prefetto di Trapani ha pubblicato oggi che il CARA di Salina Grande verrà chiuso. Lo ha riportato anche Repubblica di oggi:
"A Trapani, nel corso di una riunione in prefettura con i 32 gestori delle strutture straordinarie di accoglienza che ospitano nel territorio 2.500 richiedenti, è stata formalizzata la decisione di autorizzare la chiusura del Cara di Salinagrande e di disporre la soppressione del Cie Serraino Vulpitta. Il prefetto Leopoldo Falco ha sottolineato ''la positiva e ampia risposta fornita all'emergenza sbarchi sviluppatasi a Trapani con un modello economicamente sostenibile e improntato all'integrazione''.

domenica 6 luglio 2014

Trapani: siamo a 30, ma le regole adesso cambiano

Dopo gli ultimi arrivi della scorsa settimana, Trapani ha stabilito il nuovo record di centri di accoglienza straordinaria: 30 in tutta la provincia.
Gli ultimi 4 centri sono stati aperti la settimana scorsa proprio per la necessità di accogliere circa 500 persone tra uomini, donne e bambini. Con l’ultimo arrivo, nell’hinterland trapanese, tra Cas,  Cara e Cie sono presenti circa 3.000 persone!

mercoledì 7 maggio 2014

Voglio scappare anch'io

La giornata di ieri è stata caratterizzata dall'ennesimo sbarco in Sicilia e in particolare a Trapani. I migranti (siriani, palestinesi, subsahariani) sono stati "raccolti" in mare dalla nave della marina militare Aliseo a 35 miglia dalla costa libica. Erano in 887 su un barcone di legno e in un primo momento sono stati trasbordati tutti sull'Aliseo, ma visto il numero così alto, la marina ha fatto un'altra operazione di trasbordo su un mercantile (Asso Trenta) su cui sono stati fatti salire 343 migranti (tutti uomini) scortati dalla una ventina di militari del battaglione San Marco.

mercoledì 5 febbraio 2014

Trapani, nuova protesta di immigrati al Cara di Salinagrande

TrapaniOK.it - Hanno già avuto riconosciuto lo status di "rifugiato politico" ed appellandosi ad un articolo della Legge sull´Immigrazione hanno chiesto di essere trasferiti in una casa-alloggio. E´ stata questa stamani la motivazione di una nuova manifestazione di protesta al Cara di Salinagrande, dove diverse decine di cittadini stranieri provenienti da varie nazioni si sono chiusi all´interno della struttura ed hanno serrato i cancelli con le catene. Ci sono stati attimi di comprensibile panico se consideriamo che all´interno del Cara opera il personale di servizio che in quel frangente è rimasto rinchiuso insieme agli immigrati. C´è dunque voluto l´intervento delle forze dell´ordine e gli agenti della squadra volante della Questura di Trapani, nella fattispecie, hanno cercato con le buone di riportare tutto alla calma. La situazione si è tranquillizzata e la protesta è rientrata quando è giunta la notizia che uno degli immigrati già riconosciuti come rifugiati sarà presto trasferito in una casa-alloggio del Nord Italia. Una destinazione che dovrebbe riguardare anche gli altri chiedenti asilo.

giovedì 30 gennaio 2014

A MILO PER IL GIORNO DELLA MEMORIA

Nel giorno della memoria siamo andati a Trapani e dintorni per verificare lo stato dei CAS (centro di accoglienza straordinario) del CIE e del CARA.
In uno dei tanti racconti della giornata si parla di campi di concentramento, di torture, orrore e annientamento ...... purtroppo le differenze non sono tanto macroscopiche rispetto al CIE di Milo


giovedì 20 giugno 2013

La quiete prima della tempesta? Una visita a Salinagrande

E’ questa una delle domande che ci poniamo dopo la visita al CARA di Salinagrande…..Sì perché in questo momento la situazione è abbastanza tranquilla, gli ospiti che abbiamo incontrato non hanno grosse lamentele in merito all’accoglienza, anzi molti si dicono felici della situazione attuale, perché i rapporti con la direzione e con le forze dell’ordine sono “normali”, anzi a detta degli ospiti migranti gli operatori si adoperano per agevolare la presentazione di documenti per le audizioni e in caso di diniego, anche per i ricorsi. 

martedì 4 giugno 2013

La situazione a Salina Grande


La situazione all'interno del Cara di Salinagrande, al momento, sembra abbastanza tranquilla. Nel Centro ci sono circa 150 ospiti, secondo quanto riferito, dagli stessi migranti, di diversa nazionalità. La maggior parte degli ospiti sono arrivati nelle ultime tre settimane. Un gruppo di ragazzi molto giovani del Gambia, arrivati da poco più di un mese, ha raccontato il difficilissimo viaggio fino a Lampedusa: via terra in vari modi fino alla Libia, poi in 203 chiusi nella stiva di una nave, per più di due giorni; dai loro racconti emerge anche la presenza di diverse donne e di ragazzi molto giovani.

lunedì 18 marzo 2013

Report da Salina Grande

Nonostante la fine dell'Emenrgenza umanitaria "Nord Africa" che ha comportato, a partire dallo scorso 28 febbraio 2013, la chiusura delle cosiddette "strutture ponte" prefigurando un futuro incerto per molti rifugiati e richiedenti asilo, la situazione nel Centro di Accoglienza per i Richiedenti Asilo (CARA) di Salina Grande si presenta apparentemente tranquilla.

martedì 18 settembre 2012

Salina Grande - report del 15/09/2012

Tornate a Salina Grande dopo un periodo di assenza notiamo subito che il clima è molto più teso di come lo avevamo lasciato a giugno. Oltre alla solita camionetta dei Carabinieri, troviamo all’interno della struttura anche diversi militari e un veicolo della Guardia di Finanza. Non è difficile capire che questa atmosfera desolante all’interno del C.A.R.A più che agli acquazzoni di fine estate sia da attribuire a questa fitta presenza delle forze dell’ordine che vediamo passare e ripassare nel cortile esterno.

lunedì 21 maggio 2012

Condizioni non accettabili a Salinagrande

Sei letti per stanza, materassi per terra, stanze allagate. Così vivono i migranti di Salinagrande. Minori di pochi anni lasciati alle cure degli ospiti in assenza dei genitori 

L'inadeguatezza delle condizioni abitative dei richiedenti asilo ospitati a Salinagrande è questa volta supportata dalle foto delle stanze che ci vengono mostrate. In uno spazio di 10-15 metri quadri dormono in cinque, sei persone. La disposizione delle stanza spesso prevede quattro brande più due materassi per terra. Una stanza in particolare è costantemente allagata da ben sei mesi, a causa di un tubo rotto. Nonostante le ripetute lamentele delle persone che vi risiedono attualmente, ogni sera due dei sei ospiti sono costretti a poggiare i materassi sul bagnato.

domenica 20 maggio 2012

Salinagrande, segni di percosse su migranti del C.A.R.A.

Report 11-15 Maggio 2012
Sin dai primi giorni della nostra attività di  monitoraggio presso il C.A.R.A di Salinagrande avevamo registrato un clima piuttosto ostile da parte dei gestori e degli operatori del centro nei confronti della comunità tunisina in particolare. Non è una novità che i tunisini in Italia siano considerati migranti scomodi, perché provengono da un contesto che li ha resi consapevoli dei loro diritti ed inclini alle rivendicazioni.

domenica 29 aprile 2012

Salinagrande: miglioramenti della condizione abitativa ma persistono gravi problemi e si intensificano i controlli della polizia “ a caccia” di irregolari

Ancora critiche le condizioni di parte della comunità tunisina di Trapani. Dopo le pressioni, il Cara di Salina ha autorizzato l'ingresso agli ultimi tunisini rimasti fuori; da quando abbiamo iniziato il monitoraggio a febbraio abbiamo intercettato circa 30 i richiedenti di varie nazionalità  che vivevano nelle campagne di Trapani, nei dintorni di Salinagrande, dormivano in stabili abbandonati, bevevano l'acqua delle fontane pubbliche di Trapani e mangiavano quanto i connazionali riuscivano a procurargli; adesso anche gli ultimi sono stati accolti nel Cara, dopo che avevano perso il diritto di ospitalità per essersi allontanati in cerca di lavoro.

venerdì 6 aprile 2012

Salinagrande: ritorsioni per chi parla con operatori esterni

Sovraffollamento, alcolismo, depressione tra i migranti del Centro

A Salinagrande ci aspetta una piccola soddisfazione. Incontriamo una delle nostre vecchie conoscenze di quest’anno, un richiedente asilo pakistano con problemi di salute che per quasi cinque mesi ha vissuto all’addiaccio nei pressi del locale Centro per Richiedenti Asilo, nonostante ripetute richieste e solleciti agli uffici competenti, alla Caritas ed allo stesso C.A.R.A. Grazie ad Emergency, con cui lo abbiamo messo in contatto, ha avuto finalmente le medicine di cui ha bisogno e da qualche giorno è stato finalmente ammesso al C.A.R.A.. Ci tiene tanto a ringraziarci, adesso sta molto meglio.

venerdì 23 marzo 2012

Rifugiati e lavoro nero a Salinagrande. Il C.I.E di Milo? “Fa più paura del mare”

Finalmente una buona notizia da Salinagrande: dieci tra richiedenti asilo che vivevano all’addiaccio nei pressi del locale C.A.R.A.  sono stati finalmente accolti all’interno della struttura e possono quantomeno beneficiare di una minima assistenza. Molti però sono quelli che ancora si arrangiano tra gli innumerevoli edifici abbandonati della zona, in condizioni igienico-sanitarie pessime. Non sappiamo esattamente quanti, ce ne risultano almeno una decina, ma potrebbero essere molti di più stando alle testimonianze di alcuni locali che hanno assistito alle fughe dall’interno del C.A.R.A., quando i migranti che entrano di nascosto per mangiare o passare una notte al caldo vengono scoperti dalla polizia. 

venerdì 16 marzo 2012

Salinagrande: tra i rifugi di fortuna dei richiedenti asilo senza assistenza

Tunisini, dinieghi a pioggia. Rivolta al C.I.E. di Milo nella notte tra Venerdì 16 e Sabato 17, sei migranti contusi.
Arriviamo a Salinagrande con l’intento di fare un sopralluogo nei dintorni del locale  Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo, gestito dalla cooperativa Badia Grande. Sappiamo che a molti  richiedenti che vivono nella zona non è garantito un tetto né assistenza di alcun tipo.  Trovano rifugio un po’ dove capita, possibilmente non lontano dal C.A.R.A., dove alcuni connazionali sono disposti a condividere il già magro vitto del Centro.

venerdì 2 marzo 2012

Salinagrande: venti richiedenti asilo in una casupola con tetto in amianto.

Donna al settimo mese di gravidanza mai visitata. I racconti delle violenze nel C.I.E. di Milo

Quando arriviamo di fronte al C.A.R.A. di Salinagrande, poco dopo l’una, i cancelli sono chiusi e i dintorni deserti. All’interno del Centro per richiedenti asilo si scorge invece un certo movimento di operatori e forze dell’ordine. Sono pochi i migranti nel cortile interno, probabilmente sono ancora a mensa. Basta qualche minuto ed attiriamo l’attenzione di alcuni di loro, due tunisini piuttosto giovani, che chiedono alla guardia di poter uscire. Vogliono sapere se siamo venute per cercare manodopera. “Lavoro? Lavoro?” ci chiedono. Rispondiamo che siamo un'associazione di Palermo e che ci troviamo a Trapani per raccogliere testimonianze sulle condizioni di vita all’interno del C.A.R.A. Subito, ansiosi, iniziano a raccontare. Ma poiché abbiamo difficoltà a comunicare in francese due di loro tornano nel Centro e ci portano un amico che parla bene italiano, per farci da interprete.

sabato 25 febbraio 2012

C.A.R.A di Salinagrande e centro Caritas al completo, richiedenti asilo dormono lungo i binari

Primo giorno di monitoraggio al C.A.R.A. di Salina Grande (TP). Arriviamo verso le diciassette, dopo un incontro organizzativo con le realtà antirazziste del territorio, non troviamo molti migranti fuori dai cancelli. Rispetto all’anno scorso e da quando la gestione del C.A.R.A. è passata alla Cooperativa Badia Grande, la stessa che si occupa anche del C.I.E di Milo, la sorveglianza è più severa ed è quasi impossibile riuscire ad entrare in perlustrazione. I cancelli sono chiusi ed i migranti possono uscire uno alla volta; all'ingresso c'è un posto di guardia gestito da operatori della cooperativa che li identifica e ne permette l'accesso al campo. C’è una sorta di coprifuoco alle ore venti, chi si presenta dopo deve dormire fuori. Già ad una prima occhiata il C.A.R.A. sembra molto affollato, sono visibili diverse persone per ogni stanza, vestiti appesi alle finestre ed un numero di migranti nella terrazza, sul lato destro della struttura, che rientrano poco dopo l’inizio del nostro monitoraggio, non sappiamo se spontaneamente o dietro invito degli operatori.