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venerdì 1 settembre 2017

“Italyisverygood!”

Sono giorni veramente caldi e non solo per la temperatura costantemente intorno ai 40 gradi, ma perché la violenza del sistema attuale si sta manifestando in tutto il suo carattere discriminatorio e assassino. Sì, perché è criminale riportare in Libia migliaia di persone per bloccare gli arrivi in Italia, facendo accordi con milizie colluse con i trafficanti. Si tratta di respingimenti collettivi, di cui l’Italia si è già macchiata in passato e per i quali è stata condannata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo.


Un'immagine ripresa durante lo sgombero in via Curtatone, a Roma - Ph. La Repubblica

martedì 18 luglio 2017

#IoMiDenuncio: liberi di dire “no” ai decreti Orlando-Minniti

Il 20 giugno, durante un flash mob promosso da Amnesty International in piazza del Pantheon a Roma, in occasione della Giornata mondiale del rifugiato, l'avvocato Gianluca Dicandia - esperto di diritto dell'immigrazione e attivista di "Resistenze Meticce" - è stato denunciato per vilipendio contro gli organi dello Stato per avere criticato i decreti Minniti-Orlando, recentemente convertiti in legge. L'identificazione di Dicandia, da parte delle forze dell'ordine, è avvenuta subito dopo il suo intervento e ha suscitato la protesta di quattro persone, a loro volta denunciate per violenza e minaccia a pubblico ufficiale. 

Borderline Sicilia sottoscrive e promuove l'appello lanciato da Libertà di Movimento - Europe for all in favore degli attivisti raggiunti dalle denunce.



martedì 7 giugno 2016

Ai confini dello spettacolo. A Roma, la mostra di Giacomo Sferlazzo

Materiali di scarto, oggetti dimenticati in un viaggio, in una fuga disperata, perduti tra i flutti del mare, tra la sabbia del deserto, tra la noncuranza e il silenzio. Munnizza.
Ogni comunità necessita di definire se stessa in relazione a ciò che scarta, ci ricorda Bauman. I migranti, gli esuli, i rifugiati rappresentano essi stessi uno scarto, elemento chiave del gioco vizioso delle nostre paure tautologiche, utilizzate ad hoc per alimentare e deviare la discussione mediatica. Nella cultura del disimpegno, della discontinuità e della dimenticanza in cui tutti siamo nel e sul mercato, al tempo stesso clienti e merce, quello che tutti temiamo è l’abbandono, l’esclusione, l’essere respinti, scaricati. Gli scarti umani della nostra contemporaneità rappresentano dunque un bersaglio necessario su cui scaricare le ansie e i timori di una precarietà collettiva. Lo Stato, nell'ultimo esausto tentativo di darsi una definizione, un ruolo, raccoglie tali ansie, le alimenta e le sfrutta arruolandole come necessità primarie per riaffermare un’identità che viceversa è labile, inesistente.

Contro l'identità - Giacomo Sferlazzo - Ph. Andrea Kunkl