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giovedì 21 aprile 2016

La strage continua senza memoria


18 aprile 2016. Nel giorno in cui si commemorano i morti della strage del 18 aprile 2015, più di 800 migranti che giacciono ancora in fondo al mare, altre 400 persone nello stesso identico giorno sono state vittime delle politiche migratorie europee.

mercoledì 19 agosto 2015

Denti, foto, tatuaggi: “Così diamo un nome ai migranti morti in mare”

da Redattore Sociale
MILANO – I primi in Europa. Nessun altro Paese membro dell'Unione ha affidato ad un prefetto il ruolo di dare un nome ai cadaveri non identificati. Non solo di chi perde la vita in Italia, ma anche di chi muore cercando di raggiungerla. A svolgere questo difficile compito dal 30 dicembre 2013 è Vittorio Piscitelli, ex prefetto di Reggio Calabria. "Sarebbe importante che anche la Commissione europea adottasse una figura simile – afferma -. Siamo ancora un continente dove le persone scompaiono". Soprattutto quando s'imbarcano dalle coste del Nord Africa e si dirigono a Nord.

lunedì 22 settembre 2014

La beffa del naufragio di Malta: i dispersi fuggivano dalle bombe di Gaza.I familiari dei profughi in Sicilia sulle tracce dei propri cari. Scomparse in mare famiglie con intere generazioni. "Diteci se i nostri figli sono morti": appello al governo della comunità palestinese. Soccorsi 590 migranti

da Repubblica
di ALESSANDRO PUGLIA
Vogliono sapere, perché non hanno mai perso la speranza. Centinaia di familiari dei naufraghi dispersi nel Mediterraneo arrivano in Sicilia per cercare notizie sui propri cari, scomparsi nei naufragi che restano un mistero. Come quello avvenuto al largo di Malta il 13 settembre, su cui indaga la procura di Catania, forse per un contrasto tra scafisti. A bordo del barcone di cui non c'è più traccia c'erano centinaia di profughi scampati ai bombardamenti di Gaza.