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mercoledì 14 giugno 2017

Le morti che aiutano ad accaparrare voti

È appena trascorsa la domenica dei seggi elettorali e le notizie che fanno veramente rumore sono messe sotto una campana di vetro per nasconderle ai più. Anche oggi, come ormai da anni, si contano numerose morti in mare, e si assiste alla consegna alla guardia costiera libica di più di 500 persone, tra cui moltissimi bambini, persino siriani, proprio quelle persone che fino a qualche mese fa venivano acclamate al loro ingresso nelle città tedesche o italiane, attraverso le quote della relocation o i corridoi umanitari.


L'hotspot di Contrada Imbriacola, a Lampedusa

sabato 6 maggio 2017

Comincio ad avere paura per i miei figli

Il decreto Minniti-Orlando, ormai convertito in legge, è entrato prepotentemente nel vivo in questi giorni con i rastrellamenti in tutta Italia, con i respingimenti delle questure e le deportazioni dagli hotspot. Lo stile è quello fascista, anche se a firmare la legge sono due esponenti politici che in teoria dovrebbero combatterlo il fascismo. Le azioni di questo governo danno linfa vitale alle spinte xenofobe quotidiane, alle violenze ai migranti che sono in costante aumento, come in aumento sono le azioni securitarie plateali che il governo guarda con favore.

Lampedusa: 40 nigeriani vengono fatti salire su un volo Meridiana per essere rimpatriati

mercoledì 5 aprile 2017

“Non possiamo fermarci”. I segni delle frontiere scritti sui corpi di chi arriva

“Il viaggio è stato lungo, ma avevo messo i soldi da parte dalla mia ‘paga’ negli ultimi mesi. Ho avuto anche un incidente, il mio indice è rimasto schiacciato e degli amici mi hanno portato all’ospedale dove me l’hanno amputato. Ora però sto bene, sono in un centro d’accoglienza, parlo e sono capito”. M. ci scrive dopo un mese di silenzio, dal suo nuovo alloggio in Germania. A maggio compirà 17 anni, a giugno sarà già passato un anno dal momento in cui è sbarcato a Pozzallo. 

La nave "Golfo Azzurro" della Ong Proactiva arriva a Catania

mercoledì 15 marzo 2017

Le deportazioni italiane con il sostegno di Frontex

Nonostante il fallimento del sistema degli hotspot sia sotto gli occhi di tutti, il governo rilancia l'apertura di altri centri: secondo le dichiarazioni del capo della polizia Gabrielli i prossimi saranno a Messina e Mineo. La Sicilia continua così a subire il pesantissimo processo di militarizzazione anche attraverso la detenzione di migliaia di migranti. 

Capitalismo - Illustrazione di Francesco Piobbichi

lunedì 6 marzo 2017

Lo sgombero del Palazzo delle ex Poste a Catania

Martedì 28 febbraio, alle 6 di mattina, la polizia municipale di Catania ha sgomberato il Palazzo delle ex Poste in Viale Africa che, nonostante lo stato di totale abbandono e degrado in cui versa da anni, è da tempo rifugio provvisorio per diverse persone senza fissa dimora, soprattutto migranti e richiedenti asilo. L’esito dell’operazione di polizia è stata la denuncia di diciotto persone per violazione dell’art. 633 c.p. che punisce l’invasione al fine di occupazione di terreni o edifici. 

giovedì 9 febbraio 2017

Gravissime violazioni a Lampedusa

In questo tempo così arido dal punto di vista umano la domanda che ci poniamo spesso è fino a quanto possiamo spingerci oltre. La direzione presa è chiara: muri, respingimenti, abbandono. A pagare le conseguenze delle scelte politiche disumane sono i migranti che fanno da carne da macello in Libia (paese che non ha firmato la convenzione di Ginevra) o muoiono in mare, oppure vengono sfruttati o abbandonati in Italia. Ed oggi la situazione è ancora più grave, dopo che è stata ufficialmente aperta la caccia al migrante, e i rastrellamenti nelle città sono già in atto.

Migranti sbarcati a Porto Empedocle da Lampedusa - Ph. Alberto Todaro

venerdì 3 febbraio 2017

Rastrellamenti e accordo con la Libia: sempre più inquietanti le mosse dell’Italia e dell’UE sull’immigrazione

Comunicato stampa. L’associazione Borderline Sicilia esprime profonda preoccupazione per l’accordo siglato oggi a Malta tra Italia e Libia e per il telegramma del 26 gennaio scorso inviato dal prefetto Pinto alle questure italiane, con cui viene disposto il rintraccio di cittadini nigeriani irregolari al fine di trattenerli nei CIE e rimpatriarli. Non è quindi solo lo status di irregolarità a dettare il criterio di una simile operazione, ma il suo essere connesso ad una specifica nazionalità. 

martedì 25 ottobre 2016

Il diario di Campobello di Mazara

Siamo Simon e Verena, due studenti di antropologia di Bolzano che hanno deciso di visitare una delle tante realtà migratorie che gli amici di Borderline Sicilia ci hanno "raccontato". Abbiamo voluto vedere con i nostri occhi, ed accompagnati dagli attivasti di Campobello abbiamo trascorso più di un mese in un paese che oggi ospita tantissimi migranti per la raccolta delle olive. Abbiamo cercato di scrivere un diario per raccontare la nostra esperienza.



martedì 2 agosto 2016

Tutti giù per terra

Non è solo un ritornello per bambini, ma anche e soprattutto la condizione che vivono i migranti sulle navi dei soccorsi, in attesa delle identificazioni al porto, in questura per il prelievo delle impronte digitali. Seduti a terra, così che noi possiamo guardarli dall'alto in basso. Noi, che possiamo decidere il loro destino.

                             La nave Diciotti a Palermo - Ph. Alberto Biondo

venerdì 1 luglio 2016

Meno migranti si accolgono da vivi più ne arrivano morti: arrivata a Catania la nave con le 10 salme

Da Rete Antirazzista Catanese

Questa amara constatazione si conferma ogni giorno di più, i morti accertati sono migliaia ma chi ci governa è più interessato a demagogiche operazioni di facciata, ben sapendo che sono le politiche securitarie della fortezza Europa e di Frontex a causare i naufragi ed a favorire i lauti profitti delle mafie mediterranee. Sono finite nel porto di Catania le operazioni di sbarco di 348 migranti dalla nave della guardia costiera CP941 U. Diciotti ; i/le migranti,in maggioranza nigeriani, il resto provenienti dall'Africa sub sahariana, salvati in 3 operazioni di soccorso a fragilissimi gommoni, che stavano affondando, a 20 miglia dalle coste libiche.

                                          Foto di Alfonso Di Stefano

venerdì 12 settembre 2014

Non cessano gli arrivi: in 567 tra Siriani, Palestinesi e Subsahariani al porto di Augusta

Stanno seduti sul ponte di poppa del Pattugliatore Borsini, guardano la macchina dell’accoglienza muoversi lungo la banchina e aspettano il terminare delle manovre di sbarco. Sono 567 i migranti arrivati ieri, 11 settembre, nel porto di Augusta, reduci dal salvataggio messo in atto dalla Marina Militare italiana su tre diverse imbarcazioni: due pescherecci in legno a sud di Lampedusa, per un totale di 470 persone, e un gommone, trasportante 96 persone, soccorso poco più a est da un’altra nave della Marina, dalla quale è poi avvenuto il trasbordo sulla Borsini. Si tratta principalmente di famiglie siriane, tra cui 40 donne, 55 minori e pure un bimbo neonato, e di una minoranza di sub sahariani e nordafricani.

sabato 30 agosto 2014

Nuova visita al CAS di Marsala: decine di giovani per mesi nel limbo

Tornati all'Hotel Acos di Marsala  per avere possibilità di approfondire alcuni aspetti, incontriamo una decina di ospiti appostati vicino ad una piccola aiuola laterale della stazione di servizio in cui sorge l’albergo convertito in CAS e gestito dalla cooperativa "Vivere con" di Mazara del Vallo.

martedì 26 agosto 2014

"Hotel Acos", report dal CAS di Marsala

Le proteste di lunedì 18 agosto presso il CAS Hotel Acos di Marsala hanno richiamato l’attenzione di giornalisti, UNHCR, OIM e di Borderline Sicilia ONLUS. La visita effettuata il 21 c.m. più che chiarire la situazione sembra porre nuove questioni.
Appena mi affaccio al parcheggio i ragazzi si dimostrano estremamente vogliosi di indirizzare le loro lamentele anche a persone esterne alla struttura. A differenza di quanto avviene di solito, le tempistiche burocratiche non sono il primo problema che mi viene riportato. Sono le condizioni di vita ad essere percepite come l’ingiustizia più grande. Gli immigrati si dicono disposti ad aspettare, ma non lì. La protesta del 18 consisteva infatti in una richiesta di trasferimento che i migranti hanno rivolto alla polizia locale.

martedì 12 agosto 2014

CAS e Caritas a Palermo

La Caritas mostra la sua esperienza nell’assistenza dei più bisognosi con un’azione efficace e ben organizzata che permette di supplire alle carenze del sistema di accoglienza italiano. Tuttavia, non sembra possibile appellarsi alla sola bontà della Caritas e dei volontari poiché è evidente che, come ormai tradizione in Italia, chiamare una situazione cronica “emergenza” autorizzi lo Stato a delegare oneri e a non prendere decisioni strutturali. Le persone che affrontano il lungo viaggio verso l’Europa non sono portatori della sola necessità di ricevere un tetto e un pasto. L’inconsapevolezza dei nuovi arrivati in merito ai permessi di soggiorno e alle richieste di asilo, accennata da Don Sergio, parocco e direttore della Caritas, purtroppo, è destinata spesso a perdurare.

giovedì 7 agosto 2014

A Pozzallo lo sbarco dei Mille

Sono iniziate alle 8.30 di ieri le procedure di sbarco di 957 migranti al porto di Pozzallo, nel ragusano. Tra di essi si contano 617 uomini, 158 donne, di cui (alcune) incinte, e 182 bambini, molti neonati ( uno di soli 15 giorni!), che sono stati subito portati all’ospedale di Modica e Ragusa, insieme alle madri.

martedì 22 luglio 2014

I naufraghi superstiti: "Barcone strapieno, ne sono annegati 180".

Nel video di Repubblica.it i primi soccorsi. Invece sabato sembrava che i morti fossero 30. I racconti degli orrori a bordo: alcuni sarebbero stati uccisi sull'imbarcazione con coltelli e bastoni di FRANCESCO VIVIANO e ALESSANDRO PUGLIA
Repubblica.it Il bilancio dei morti era già drammatico: 30 migranti, fra cui un bambino di un anno, morti sabato scorso nella traversata su un barcone che stava affondando a 65 miglia da Lampedusa. Molti rimasti intrappolati nella stiva, altri uccisi a coltellate e a colpi di bastone dai loro stessi compagni di viaggio. Ma la realtà potrebbe essere ben più drammatica.

mercoledì 16 luglio 2014

Trapani: la nave “Etna” sbarca 1.171 migranti

Trapanioggi.it - di Ornella Fulco
Sono 1.171, di cui 193 donne e 87 minori, i migranti che stanno sbarcando dall’unità della Marina Militare Italiana al porto di Trapani. Provengono da Siria, Eritrea, Nigeria, Senegal e da altri Paesi subsahariani. Sono stati recuperati nello Stretto di Sicilia in cinque differenti operazioni di salvataggio, di cui due effettuate direttamente dall’”Etna”.

sabato 10 maggio 2014

Trasferimenti nei CIE per mancanza di posti nel sistema di accoglienza: 36 Nigeriani espulsi

Lo scorso 8 maggio, 36 Nigeriani, tutti uomini, giunti a Porto Empedocle sulla nave della Marina Militare Cassiopea lo scorso 25 aprile, e collocati presso il centro agrigentino di smistamento Villa Sikania (Siculiana), sono stati raggiunti da un decreto di espulsione emesso dalla Prefettura di Agrigento. 

venerdì 2 maggio 2014

Salvati e poi espulsi. La storia kafkiana dei nigeriani di Pozzallo

Da terrelibere di Antonello Mangano
Un gruppo di nigeriani è stato espulso a Pozzallo senza motivo. Non hanno avuto accesso all’asilo e sono diventati – per la legge – dei fantasmi. Tra loro una donna incinta. È l’ennesima emergenza creata, voluta, malgestita. Dall’Italia ormai transitano solo profughi che cercano mete migliori. Ma è ancora vivo l’immaginario leghista dell’invasione.

giovedì 20 febbraio 2014

POTENZIALI RICHIEDENTI ASILO RESPINTI E ABBANDONATI SUL TERRITORIO

                                                                                                                 A tutti gli organi di stampa
La sezione siciliana dell’ASGI,  l’Associazione Borderline Sicilia Onlus e la Rete Antirazzista Catanese denunciano le gravissime violazioni del diritto d’asilo messe in atto da alcune Questure siciliane, attraverso la prassi dei respingimenti differiti.
Siamo venuti a conoscenza di diversi episodi che hanno visto protagonisti gruppi di migranti salvati a mare dall’Operazione Mare Nostrum, identificati sulle navi militari e poi sbarcati nel porto di Augusta.  Da lì alcuni sono stati trasferiti al centro Umberto I di Siracusa, altri al CSPA di Pozzallo e poi respinti e lasciati sul territorio.