domenica 19 febbraio 2017

Dalla tratta al carcere: gli scafisti “forzati”

Terzo evento del progetto internazionale “Controversie nella politica migratoria europea – La concessione della protezione contro la sicurezza dei confini (KideM)”.

Lunedì 27 Febbraio 2017, ore 16.30 - Palazzo della Cultura, Via Vittorio Emanuele 121, Catania.

Come si arriva a chiedere protezione in Europa in un momento storico in cui i diritti umani e le libertà fondamentali entrano in conflitto con le politiche securitarie e la legislazione europea? L’evento in programma per il 27 febbraio a Catania, è il terzo incontro organizzato da Borderline Sicilia e borderline-europe nell’ambito del progetto transnazionale europeo “La concessione della protezione contro la sicurezza dei confini (KideM)”.


lunedì 13 febbraio 2017

Newsletter SICILIAMIGRANTI - Gennaio 2017

  • Azioni di polizia, repressione e stragi quotidiane: l'Europa continua ad innalzare muri contro i migranti 
  • Gli invisibili di Campobello di Mazara, tra sfruttamento, degrado e abbandono
  • Sicilia orientale: l'accoglienza dei minori stranieri nelle tendopoli, negli hotspot e nei CAS
  • News: Pozzallo, Comune usava per sé i soldi per i migranti. Dai lavori nella palestra agli straordinari da pagare
  • Info e contatti

domenica 12 febbraio 2017

Leggi razziste e discriminazioni quotidiane. Scene di ordinaria violenza nella Sicilia Orientale

Il governo italiano implementa politiche razziste e di chiusura: accordi con la Libia, circolari fortemente discriminatorie ed il recente decreto approvato ieri dal Consiglio dei Ministri. In quest’ultimo si introducono nuove misure "per rendere più rapidi i processi di riconoscimento di asilo per i rifugiati", sdoganare l'"utilizzo" dei migranti per lavori gratuiti di pubblica utilità e moltiplicare i centri per l’identificazione ed il rimpatrio “permanente” che da oggi saranno classificati come CPR e non più CIE.

giovedì 9 febbraio 2017

Gravissime violazioni a Lampedusa

In questo tempo così arido dal punto di vista umano la domanda che ci poniamo spesso è fino a quanto possiamo spingerci oltre. La direzione presa è chiara: muri, respingimenti, abbandono. A pagare le conseguenze delle scelte politiche disumane sono i migranti che fanno da carne da macello in Libia (paese che non ha firmato la convenzione di Ginevra) o muoiono in mare, oppure vengono sfruttati o abbandonati in Italia. Ed oggi la situazione è ancora più grave, dopo che è stata ufficialmente aperta la caccia al migrante, e i rastrellamenti nelle città sono già in atto.

Migranti sbarcati a Porto Empedocle da Lampedusa - Ph. Alberto Todaro

domenica 5 febbraio 2017

Messina: finalmente smontata la tendopoli del Palanebiolo. Per tre anni e mezzo ha ospitato richiedenti asilo in condizioni vergognose

Da Stampalibera.it

A tre anni e mezzo dalla sua trasformazione in Centro di prima malaccoglienza per i richiedenti asilo in fuga da guerre, carestie e crimini ambientali, il PalaNebiolo di contrada Conca d’Oro dell’Annunziata, di proprietà dell’Università degli Studi di Messina, forse tornerà a fare da campo di gioco per le formazioni di baseball peloritane. 

venerdì 3 febbraio 2017

Rastrellamenti e accordo con la Libia: sempre più inquietanti le mosse dell’Italia e dell’UE sull’immigrazione

Comunicato stampa. L’associazione Borderline Sicilia esprime profonda preoccupazione per l’accordo siglato oggi a Malta tra Italia e Libia e per il telegramma del 26 gennaio scorso inviato dal prefetto Pinto alle questure italiane, con cui viene disposto il rintraccio di cittadini nigeriani irregolari al fine di trattenerli nei CIE e rimpatriarli. Non è quindi solo lo status di irregolarità a dettare il criterio di una simile operazione, ma il suo essere connesso ad una specifica nazionalità. 

giovedì 2 febbraio 2017

Visite all’accampamento di Pian del Lago

Nel mese di gennaio abbiamo visitato due volte l'accampamento di Pian del Lago, a Caltanissetta, insieme agli operatori di Oxfam, nell'ambito del progetto OpenEurope. Lo sgombero dell'accampamento pochi giorni prima di Natale ha riempito le pagine dei giornali, ma non ha avuto nessun effetto sulla vita dei migranti: in strada si trovavano prima e in strada si sono trovati subito dopo. Non appena la polizia ha lasciato il posto, infatti, a decine si sono trasferiti al di sotto dei piloni autostradali dove hanno ricostruito i loro alloggi di fortuna, fatti di tende malconce, cartoni e teli di plastica, gli unici mezzi con cui stanno affrontando uno degli inverni più freddi degli ultimi anni. 

mercoledì 1 febbraio 2017

Non solo il mare

È appena trascorsa la settimana in cui abbiamo celebrato in tutto il mondo la giornata della memoria, tra buoni propositi e ricordi struggenti di chi ha vissuto una delle pagine più brutte della storia del nostro povero mondo. Talmente povero di valori, che abbiamo perso da tempo, da poter brindare ai suicidi di persone a cui abbiamo tolto tutto; perché purtroppo la vita è talmente dura per tantissimi impoveriti dal sistema messo in piedi dai potenti di turno, che si è persa la speranza di una vita dignitosa, e l'unica via d'uscita da tanto dolore è il suicidio. Non si muore più soltanto in mare, perché la violenza subita non la si può cancellare con un colpo di spugna, e senza un supporto si resta soli nel proprio dolore e si decide di farla finita.

Migranti trasferiti dall'hotspot di Lampedusa a Villa Sikania approdano a Porto Empedocle

mercoledì 25 gennaio 2017

Pozzallo, Comune usava per sé soldi per i migranti. Dai lavori nella palestra agli straordinari da pagare


Per sei dipendenti la Procura di Ragusa ha chiesto il rinvio a giudizio. Avevano tutti ruoli dentro al centro di accoglienza, ora sono indagati per truffa e frode nelle pubbliche forniture. Chiesti rimborsi gonfiati: al posto di 50mila rotoli di carta igienica ne sono stati comprati 700. I materassini finiti in pista di motocross.

L'hotspot di Pozzallo - Ph. Andrea Gentile

martedì 24 gennaio 2017

Signora, mi dispiace, ma devo confermare che suo figlio è stato ucciso

Tante, troppe telefonate nello scorso fine settimana. Troppi messaggi da parte di padri e madri, sorelle e fratelli che vogliono avere informazioni dei propri cari, prigionieri della nostra battaglia contro i migranti. Una battaglia che miete vittime ogni giorno: le ultime sono, anzi dovrebbero essere, quelle della scorsa settimana, e di preciso del weekend tra il 13 e il 15 gennaio, in cui le politiche europee hanno ucciso circa 200 persone.