giovedì 17 maggio 2012

Visita al Serraino Vulpitta, la madre dei Cie

di Alessio Genovese
Il campetto di calcio ricavato nell'ex parcheggio del centro è deserto. I quarantuno “ospiti” sono nei tre reparti al secondo piano che aspettano la nostra visita, oggi nessuno di loro potrà giocare a pallone. Tutto deve essere il più sotto controllo possibile, almeno per oggi. Almeno durante la visita dell'on. Alessandra Siragusa del Pd. Al primo piano ci aspettano il vice prefetto e un uomo della questura di Trapani con la direttrice del C.i.e.

Report visita CIE Serraino Vulpitta 11 Maggio 2012

Report di Laura Verduci
L’Europarlamentare Alessandra Siragusa insieme a Laura Verduci e Alessio Genovese in qualità di assistenti sono entrati al CIE di Trapani Serraino Vulpitta alle 12,15 dell’11 maggio 2012.
Il centro si trova all’interno di un palazzo degli anni ‘20 in stile Liberty. La struttura viene inaugurata nel luglio del 1998 come “Casa di Riposo per Anziani "Rosa Serraino Vulpitta", e tutt’ora parte dell’edificio lo è, lo stesso dott. Mondello della prefettura, ci racconta di tentativi di fughe degli “ospiti” del CIE in cui gli anziani si trovano, loro malgrado coinvolti.

mercoledì 16 maggio 2012

LasciateCIEntrare Vulpitta - le voci dei migranti dietro le sbarre

Questo è un dialogo fra migranti dietro le sbarre del Centro di espulsione ed identificazione di Trapani, Serraino Vulpitta ed attiviste della campagna LasciateCIEentrare, 23 aprile 2012

- Scusi, ma chi siete voi?

(Fulvio Vassallo Paleologo) Giornalisti, avvocati, attivisti...
- Dovete fare qualcosa perché qui non si puo vivere... ci trattano come animali qui
- Non abbiamo nessun diritto qui!

mercoledì 9 maggio 2012

Report da Cassibile

Dall’inizio di maggio è operativo a Cassibile un ambulatorio mobile di Emergency, grazie ad un polibus che staziona in piazza dei Caduti del Conte Rosso da lunedì al venerdì dalle 16,30 alle 21,30 viene offerta assistenza sanitaria di base a chi ne ha bisogno. Un positivo e purtroppo raro  segnale di umanità in un clima generale d’ipocrisia ed ostilità. Il campo della CRI, nello svincolo di Cassibile dell’autostrada Catania-Gela, sta lentamente riempiendosi (circa 120 migranti su una disponibilità di 150 posti), ma la vergognosa condizione di richiedere oltre al permesso di soggiorno anche un contratto di lavoro non è stata ancora abolita.

domenica 6 maggio 2012

Sbarco a Lampedusa

Il 7 maggio sono arrivati 17 tunisini a Lampedusa, intercettati dai carabinieri a 10 miglia dalla costa.
Come dice l'articolo sono stati "alloggiati in un residence insieme ad alcuni somali e a migranti provenienti da altre nazioni, arrivati ad aprile." Vuol dire: i somali si trovano ancora lì! Vuole dire anche che il centro di contrada Imbriacolo non è ancora aperto.
leggete qui


venerdì 4 maggio 2012

Comunicato stampa VV.F.: USB denuncia, precari utilizzati per ristrutturare il CIE di Lampedusa

Elaborato Disegno di Legge per riformare il sistema di soccorso alla popolazione.
Nello scorso mese di aprile il Capo Dipartimento del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, Prefetto Paolo Francesco Tronca, ha disposto l’invio a Lampedusa di 15 Vigili del Fuoco precari per ristrutturare dei capannoni destinati al Cie.  Per questo scopo sono stati utilizzati i VV.F. precari di Roma (attraverso l’Ordine del Giorno N° 118  del 27/04/2012 firmato dal Comandante Provinciale Ing. Gaddini) che sono stati trasferiti a Lampedusa con mezzo aereo di proprietà del Corpo Nazionale, al costo di circa 30mila Euro l’ora.

giovedì 3 maggio 2012

Dopo la segregazione: altri respingimenti collettivi verso l'Egitto

Sì, si può parlare proprio di segregazione, perché agli ultimi egiziani bloccati ieri a bordo di un peschereccio, o intercettati mentre su un gommone, condotto da uno scafista, stavano sbarcando nei pressi di Mazara del Vallo, è toccata la reclusione in un campo di calcio, dove era stata allestita una tendopoli-carcere. Quindi dopo ventiquattro ore dall’ingresso nel territorio nazionale, salvo un gruppo di minori condotti in centri di accoglienza, sono stati deportati in Egitto con un volo partito da Palermo alle 5 del mattino del 3 maggio, dopo un riconoscimento sommario da parte di qualche esponente del consolato egiziano, senza alcuna possibilità di essere contattati dalle organizzazioni (OIM, ACNUR) che fanno parte del progetto Praesidum finanziato dal ministero dell’interno proprio per intervenire in questi casi. 

mercoledì 2 maggio 2012

10 ore di lavoro nei campi, 15 euro

da argocatania.org
Lavorare 10 ore in campagna per 15 euro è una realtà non solo a Paternò (vedi inchiesta di M. Barresi che inizia sulla prima pagina de LaSicilia del 24/4/2012, e prosegue in seconda e in terza pagina), ma in buona parte del nostro territorio, regionale e meridionale, riservata a tutta la manodopera straniera (vedi CGIL-FLAI-Sicilia). Le modalità di assoldamento sono identiche da decenni: alle 5 del mattino, nelle piazze convenute, i “caporali” scelgono siciliani e stranieri che fanno salire sui furgoni o sui camion per condurli nelle campagne. 5 euro a persona è quanto l’ingaggiato deve dare al “caporale”.

lunedì 30 aprile 2012

Newsletter Siciliamigranti - Aprile 2012

- La nuova stagione delle detenzioni a Lampedusa. Prossima la riapertura del centro di contrada Imbriacola
- Nuovi sbarchi sulle coste della provincia di Agrigento
- Scadenza e mancata proroga dei permessi umanitari ai cittadini nordafricani.
- Iniziative siciliane nell’ambito della campagna “LasciateCIEntrare”
- Aggiornamenti sulla difficile situazione al Cara di Salina Grande (Trapani)

domenica 29 aprile 2012

Salinagrande: miglioramenti della condizione abitativa ma persistono gravi problemi e si intensificano i controlli della polizia “ a caccia” di irregolari

Ancora critiche le condizioni di parte della comunità tunisina di Trapani. Dopo le pressioni, il Cara di Salina ha autorizzato l'ingresso agli ultimi tunisini rimasti fuori; da quando abbiamo iniziato il monitoraggio a febbraio abbiamo intercettato circa 30 i richiedenti di varie nazionalità  che vivevano nelle campagne di Trapani, nei dintorni di Salinagrande, dormivano in stabili abbandonati, bevevano l'acqua delle fontane pubbliche di Trapani e mangiavano quanto i connazionali riuscivano a procurargli; adesso anche gli ultimi sono stati accolti nel Cara, dopo che avevano perso il diritto di ospitalità per essersi allontanati in cerca di lavoro.