Da Meridionews
Viaggiava spesso sulla tratta tra Catania, dove risiede, e Siracusa. E più di una volta un autotrasportatore di 52 anni si sarebbe fermato nella comunità per minori stranieri di Priolo Gargallo, abusando di alcuni di loro in cambio di soldi e di regali. La polizia del locale commissariato lo ha denunciato con l'accusa di violenza sessuale.
siciliamigranti è una finestra sulla situazione dei migranti in Sicilia. E' il blog di un progetto di monitoraggio e pronto intervento in risposta alle politiche migratorie, contingenti ed emergenziali, messe in atto dal governo italiano per gestire l'arrivo dei profughi provenienti dalla regione del Maghreb e dalla Libia.
Visualizzazione post con etichetta Priolo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Priolo. Mostra tutti i post
mercoledì 19 agosto 2015
lunedì 11 agosto 2014
DA PRIOLO AD AUGUSTA: UN AGGIORNAMENTO SULLE CONDIZIONI DEI MINORI NON ACCOMPAGNATI
Gli sbarchi lungo le coste siciliane proseguono incessanti e solo nell’ultima settimana sono giunti al porto di Augusta circa 750 migranti provenienti da varie parti dell’Africa, tra cui un centinaio di minori. Risulta difficile comprendere dove vengano portati i minori non accompagnati, dato lo stato di sovraffollamento e le difficoltà di gestione che caratterizzano la maggior parte dei centri di accoglienza divisi tra le varie province dell’isola. Decido di recarmi in alcuni centri per minori del siracusano per avere degli aggiornamenti circa lo stato attuale delle cose.
lunedì 28 luglio 2014
Visita ai centri di accoglienza per minori non accompagnati di Priolo e Portopalo
A Portopalo e Priolo sono stati aperti due centri di accoglienza straordinaria per minori non accompagnati. Questi due centri ospitano molti ragazzi minorenni arrivati in Sicilia e in particolare nel siracusano a partire da gennaio scorso. I due diversi enti che gestiscono il centro si dovrebbero preoccupare non solo di garantire un vitto e un alloggio dignitosi per questi ragazzi, ma anche di assisterli nelle pratiche legali e preoccuparsi di garantire loro una buona permanenza prima che vengano trasferiti in strutture d’accoglienza dove possano cominciare finalmente una nuova vita.
giovedì 26 giugno 2014
Messina, arrivano in porto 500 migranti. Venti siriani tentano la fuga. Arrestati due trafficanti che proponevano viaggi in furgone verso Milano al costo di 3 mila euro
Repubblica.it - Cinquecento migranti sono arrivati al porto di Messina sulla nave Etna della Marina militare. Sono soprattutto eritrei, somali e pakistani: 372 uomini, 32 minori e 96 donne, 7 delle quali incinte. Hanno viaggiato su due barconi soccorsi da due navi e poi trasferiti sulla Etna. Molti di loro saranno ospitati nella tendopoli allestita nella città dello Stretto, mentre altri saranno ospitati in alcuni centri della Sicilia.
lunedì 24 marzo 2014
Minori stranieri non accompagnati, accoglienza insostenibile in Sicilia
Redattore Sociale: Il comune più colpito dai flussi è Augusta, che ne ha presi in carico 150 al Palazzetto dello Sport. Altri 230 distribuiti nelle strutture di Floridia, Portopalo e Priolo, al limite massimo della capienza. Graceffo, Bordeline Sicilia onlus: “Andrebbero distribuiti in altre realtà italiane”.
Etichette:
Augusta,
Mare Nostrum,
minori,
Porto Palo,
Priolo
venerdì 24 gennaio 2014
Migranti, stamattina sbarcati in 205. Quinto arrivo dall'inizio dell'anno
Giornale di Sicilia - Augusta – Sono sbarcati alle 7,30 di questa mattina, al porto commerciale di Augusta, 205 migranti di cui 2 donne, 3 bambini e 9 minori non accompagnati. Sono stati tratti in salvo lo scorso giovedì nell’ambito dell’operazione Mare Nostrum. Individuati dall’elicottero della nave anfibia della Marina Militare San Marco, sono stati imbarcati dalla fregata Zeffiro. Tutti in buone condizioni di salute, sono stati trasferiti nel pattugliatore Libra del comandante tenente di vascello Catia Pellegrino per essere condotti nello scalo megarese.
mercoledì 23 ottobre 2013
Il grande business dei Centri accoglienza La loro gestione diventa una miniera d'oro
Le inchieste di Repubblica
Cooperative, società nate per l'occasione, ma anche colossi industriali del Nord e multinazionali: ecco chi c'è dietro ai Cara, le strutture dove finiscono i migranti in attesa di asilo. Alcune sono vere e proprie bombe a orologeria, ma nessuno sembra farci caso
ROMA - Il Cspa di contrada Imbriacola, quello dove finiscono i migranti appena sbarcati a Lampedusa, è solo il primo anello del sistema italiano di accoglienza. Nel resto del Paese la situazione è altrettanto grave, come dimostrano gli scontri di Mineo. Un mare di soldi si muove sopra le teste dei richiedenti asilo. Eppure i migranti continuano a vivere in condizioni indegne. I Centri di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) sono fabbriche di posti di lavoro in territori in cui la disoccupazione era la regola già prima della crisi. Gli operatori possono essere persone che lavorano con impegno e con passione. Ma la loro azione da sola è inutile quando è tutto l'ingranaggio che non gira.
Cooperative, società nate per l'occasione, ma anche colossi industriali del Nord e multinazionali: ecco chi c'è dietro ai Cara, le strutture dove finiscono i migranti in attesa di asilo. Alcune sono vere e proprie bombe a orologeria, ma nessuno sembra farci caso
ROMA - Il Cspa di contrada Imbriacola, quello dove finiscono i migranti appena sbarcati a Lampedusa, è solo il primo anello del sistema italiano di accoglienza. Nel resto del Paese la situazione è altrettanto grave, come dimostrano gli scontri di Mineo. Un mare di soldi si muove sopra le teste dei richiedenti asilo. Eppure i migranti continuano a vivere in condizioni indegne. I Centri di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) sono fabbriche di posti di lavoro in territori in cui la disoccupazione era la regola già prima della crisi. Gli operatori possono essere persone che lavorano con impegno e con passione. Ma la loro azione da sola è inutile quando è tutto l'ingranaggio che non gira.
martedì 22 ottobre 2013
Siracusa: Sala Randone. L’ennesimo centro emergenziale
La sensazione è che si
stia tirando troppo la corda. L’utilizzo come prassi strumentale di un
approccio emergenziale della prima accoglienza, agendo in deroga a quanto
stabilito dalle norme di legge - i cui effetti sono tristemente noti - sta
producendo situazioni critiche effettivamente emergenziali. La proliferazione
di centri estemporanei, attivati senza alcuno status giuridico, non solo
produce un’accoglienza che è ben al di sotto degli standard previsti dalla
legge ma troppo spesso si traduce in detenzione arbitraria degli “ospiti”. Il
sistema di accoglienza creato ad hoc per il 2013 a Siracusa si basa
essenzialmente sull’ex istituto educativo Umberto I, situato alla periferia
della città, e sul centro per donne e minori sito a Priolo Gargallo.
giovedì 12 settembre 2013
Aggiornamenti dal centro di accoglienza informale di Priolo
A distanza di quasi un mese dalla nostra ultima visita, la scorsa settimana siamo
ritornati a Priolo, dove vengono attualmente ospitate 95 persone, per la
maggior parte minori non accompagnati di origine eritrea, etiope ed egiziana. I
Siriani che in queste settimane hanno transitato per il centro si sono
allontanati volontariamente come da prassi consolidata. Presso la struttura sono rimasti
in accoglienza le donne con prole a seguito e un minore non accompagnato, tutti
di nazionalità siriana.
sabato 24 agosto 2013
Nuovo centro per smistamento migranti a Priolo. Ancora una struttura dell’emergenza
Borderline Sicilia nei giorni scorsi ha visitato il nuovo
centro per immigrati in Contrada Mostringiano a Priolo, luogo ameno, forse una
struttura ponte, gestito senza alcuna convenzione con la prefettura o con il
comune.
I responsabili della struttura appartengono all’associazione
onlus Papa Francesco di Priolo, i quali nei primi giorni di agosto di quest’anno
hanno formalizzato alla prefettura di Siracusa la loro disponibilità all’accoglienza,
sperando in un bando di gara che potesse accreditarli in seguito come centro
per minori e soggetti vulnerabili.
Iscriviti a:
Post (Atom)