Mi sono recata a Siracusa intorno alle 9 di questa mattina con l’intenzione di verificare se i 179 cittadini siriani, arrivati ieri in tarda serata al porto di Augusta, fossero strati trasferiti, come precedentemente ipotizzato, al centro di accoglienza per nuclei familiari, “Le Zagare”, di Città Giardino e al centro per adulti migranti di via Gela 80, meglio noto come “Umberto I”, dal nome dell’ex istituto scolastico di Siracusa.
Appena giunta a Città Giardino, piccola frazione del Comune di Melilli, non impiego molto a capire di essere vicina al centro: mi fermo con la macchina per lasciar passare tre giovani uomini siriani, almeno così appaiono, con le compagne e un bambino. Si dirigono, in spalla la borsa con pochi viveri, verso la fermata dell’autobus, tra gli sguardi incuriositi dei passanti. Non si tratta di una situazione inusuale, soprattutto in riferimento a quanto avvenuto al Palaspedini di Catania la scorsa settimana.
siciliamigranti è una finestra sulla situazione dei migranti in Sicilia. E' il blog di un progetto di monitoraggio e pronto intervento in risposta alle politiche migratorie, contingenti ed emergenziali, messe in atto dal governo italiano per gestire l'arrivo dei profughi provenienti dalla regione del Maghreb e dalla Libia.
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giovedì 21 agosto 2014
SIRACUSA APRE LE PORTE AI NUOVI ARRIVATI: SIRIANI DIVISI TRA UMBERTO I E CITTA’ GIARDINO
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mercoledì 30 luglio 2014
Da Città Giardino all’Europa
Da quando è stato aperto lo scorso aprile, il centro di accoglienza di Città giardino (in provincia di Siracusa), si è occupato di accogliere nuclei familiari e donne, principalmente provenienti da Siria, Eritrea e Nigeria.
In questi giorni gli ospiti sono circa 200. Una delle operatrici del centro mi dice che ultimamente sono stati portati in questa struttura non solo famiglie o donne con figli, ma anche fratelli e sorelle o persone che tra loro avevano un legame parentale stretto.
Arrivo al centro verso l’una di pomeriggio. La struttura è grande e nuova; nel cortile alcune persone sono sedute e chiacchierano mentre diversi bambini saltano e vanno in bicicletta. All’entrata due uomini della guardia di finanza sorvegliano la situazione e mi vengono incontro.
In questi giorni gli ospiti sono circa 200. Una delle operatrici del centro mi dice che ultimamente sono stati portati in questa struttura non solo famiglie o donne con figli, ma anche fratelli e sorelle o persone che tra loro avevano un legame parentale stretto.
Arrivo al centro verso l’una di pomeriggio. La struttura è grande e nuova; nel cortile alcune persone sono sedute e chiacchierano mentre diversi bambini saltano e vanno in bicicletta. All’entrata due uomini della guardia di finanza sorvegliano la situazione e mi vengono incontro.
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