E’ il 31 ottobre e l’attenzione dei media a livello
internazionale e locale è focalizzata sull’inizio dell’operazione Triton e la
sua relazione con Mare Nostrum. La poca chiarezza rischia di fomentare
dibattiti sterili e distogliere l’attenzione dalle questioni cruciali che questeoperazioni sottendono.
Intanto i migranti continuano a morire in mare.
siciliamigranti è una finestra sulla situazione dei migranti in Sicilia. E' il blog di un progetto di monitoraggio e pronto intervento in risposta alle politiche migratorie, contingenti ed emergenziali, messe in atto dal governo italiano per gestire l'arrivo dei profughi provenienti dalla regione del Maghreb e dalla Libia.
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lunedì 3 novembre 2014
mercoledì 15 ottobre 2014
La vergogna normalizzata: cronache dalla Sicilia orientale
Reportage dai centri di "accoglienza" siciliani (luglio-settembre 2014)
Da Meltingpot
Di Davide Carnemolla
E’ appena passato il 3 ottobre con le iniziative che molti attivisti hanno organizzato seguendo i princìpi della Carta di Lampedusa e le rivendicazioni contenute nell’appello “Il nostro 3 ottobre”
Un 3 ottobre arrivato dopo mesi che hanno visto morire migliaia di migranti nel tentativo di attraversare il Mediterraneo. I numeri del più grande cimitero del mondo crescono sempre di più e solo nel 2014 sono morte almeno 3000 persone. Ma per chi riesce sopravvivere ed a toccare terra non si prospettano affatto tempi felici. La convinzione (o la speranza) di poter avere dei diritti e un’esistenza dignitosa è presto soffocata da una realtà fatta di un mix variabile ma tremendamente costante di abbandono e segregazione. E il tutto accompagnato da campagne mediatiche e politiche di stampo xenofobo e da un’enorme macchina del business che in Italia, e in Sicilia in particolare, riempie le tasche di consorzi, cooperative, associazioni e aziende sparse in tutto il territorio dell’isola. E la situazione potrà solo peggiorare vista l’imminente partenza del mega-programma repressivo-militare Mos Maiorum-Triton e la circolare ministeriale che impone la schedatura di tutti i migranti arrivati in Italia.
Da Meltingpot
Di Davide Carnemolla
E’ appena passato il 3 ottobre con le iniziative che molti attivisti hanno organizzato seguendo i princìpi della Carta di Lampedusa e le rivendicazioni contenute nell’appello “Il nostro 3 ottobre”
Un 3 ottobre arrivato dopo mesi che hanno visto morire migliaia di migranti nel tentativo di attraversare il Mediterraneo. I numeri del più grande cimitero del mondo crescono sempre di più e solo nel 2014 sono morte almeno 3000 persone. Ma per chi riesce sopravvivere ed a toccare terra non si prospettano affatto tempi felici. La convinzione (o la speranza) di poter avere dei diritti e un’esistenza dignitosa è presto soffocata da una realtà fatta di un mix variabile ma tremendamente costante di abbandono e segregazione. E il tutto accompagnato da campagne mediatiche e politiche di stampo xenofobo e da un’enorme macchina del business che in Italia, e in Sicilia in particolare, riempie le tasche di consorzi, cooperative, associazioni e aziende sparse in tutto il territorio dell’isola. E la situazione potrà solo peggiorare vista l’imminente partenza del mega-programma repressivo-militare Mos Maiorum-Triton e la circolare ministeriale che impone la schedatura di tutti i migranti arrivati in Italia.
lunedì 29 settembre 2014
TANTI SIRIANI E PALESTINESI TRA I MIGRANTI ARRIVATI AD AUGUSTA E POZZALLO
Sono rispettivamente 105 e 166 i profughi sbarcati nella giornata di sabato 27 settembre al porto di Augusta e di Pozzallo.
I primi, soccorsi a circa sei miglia da Portopalo da motovedette italiane, sono giunti nel porto di Augusta a notte fonda, per poi essere trasferiti al centro Umberto I di Siracusa. Sono 76 uomini, 11 donne e 18 minori, principalmente siriani in fuga dalla guerra e impossibilitati ormai anche a rimanere in Libia, dove raccontano di un aumento esponenziale di vessazioni e violenze. Tra di loro, le forze dell’ordine hanno arrestato due presunti scafisti egiziani, portati nel carcere di Cavadonna.
I primi, soccorsi a circa sei miglia da Portopalo da motovedette italiane, sono giunti nel porto di Augusta a notte fonda, per poi essere trasferiti al centro Umberto I di Siracusa. Sono 76 uomini, 11 donne e 18 minori, principalmente siriani in fuga dalla guerra e impossibilitati ormai anche a rimanere in Libia, dove raccontano di un aumento esponenziale di vessazioni e violenze. Tra di loro, le forze dell’ordine hanno arrestato due presunti scafisti egiziani, portati nel carcere di Cavadonna.
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mercoledì 17 settembre 2014
A POZZALLO SBARCANO ALTRI 276 MIGRANTI. SOLO DUE GIORNI FA I FUNERALI DI ALTRE 18 VITTIME CHE NON SONO SCAMPATE ALLA TRAVERSATA.
Continuano a ritmo serrato gli sbarchi al porto di Pozzallo. Nel pomeriggio di ieri, scortati da un rimorchiatore battente bandiera norvegese, sono arrivati 276 migranti, di cui 190 uomini, 37 donne e 49 minori. Al porto erano presenti numerosi giornalisti e cittadini pozzallesi, insieme a membri di Save The Children, UNHCR, OIM per il progetto Praesidium e allo staff di MSF, volontari di Croce Rossa, Protezione Civile, forze dell’ordine ed esercito. La situazione dell’accoglienza è decisamente caotica. Con il mancato rinnovo della convenzione tra Comune e Prefettura per il CPSA del porto, dove sono stati trasferiti i minori non accompagnati, per la maggior parte arrivati già da due mesi in città, i nuovi arrivati sono stati collocati presso il centro di Comiso, da cui sono stati rimpatriati proprio in data odierna ben 45 cittadini egiziani http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2014/09/16/immigrazione-272-giunti-in-sicilia_4f4732f1-dad0-4c8c-b47b-87a22b9badac.html.
lunedì 15 settembre 2014
LUNGA NOTTE DI SBARCHI A POZZALLO. PER ALTRI 386 MIGRANTI IMMEDIATO TRASFERIMENTO A COMISO.
E’ un tempo che scorre lento, quello dell’arrivo di altri 386 migranti nel porto di Pozzallo nella notte tra il 12 e il 13 settembre. Da diverse fonti giornalistiche apprendiamo che giovedì mattina i profughi sono riusciti a chiedere aiuto tramite un telefono satellitare alla Centrale Operativa di Roma, per poi essere soccorsi dal mercantile Pegasus, battente bandiera panamense, a circa 100 miglia a sudovest di Pozzallo. Nel dirigersi verso il porto, il mercantile si è imbattuto nei naufraghi del battello con un numero ancora imprecisato di migranti a bordo, nell’ennesima tragedia che conta già due vittime e parecchi dispersi. http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2014/09/secondo-naufragio-nella-zona-sar-search.html?spref=fb Due di questi sono stati temporaneamente caricati a bordo del Pegasus per essere poi trasferiti con aerei militari all’ospedale di Catania, mentre il mercantile proseguiva verso il porto ibleo.
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martedì 9 settembre 2014
DUE NUOVI SBARCHI RAVVICINATI A POZZALLO. IN 251 RAGGIUNGONO LA COSTA SU UN VECCHIO PESCHERECCIO
Hanno solo il tempo di accorgersi della terra ferma sotto i loro piedi, i numerosi migranti sbarcati in questa lunga giornata al porto di Pozzallo. Il CPSA vicino al porto è momentaneamente chiuso, in attesa di un rinnovo della convenzione tra Comune e Prefettura, e sulla banchina li attendono i bus messi a disposizione per il loro trasferimento nei centri di Comiso e Siracusa, da dove inizierà una nuova fase del loro lungo percorso alla ricerca della libertà.
Il primo dei due sbarchi di queste ore avviene alle 17.30 del 7 settembre. Al porto arrivano 259 migranti, di cui 123 uomini, 48 donne e 88 minori, soccorsi nel canale di Sicilia da un pattugliatore maltese che ha poi affidato le operazioni alle imbarcazioni della Marina Militare.
Il primo dei due sbarchi di queste ore avviene alle 17.30 del 7 settembre. Al porto arrivano 259 migranti, di cui 123 uomini, 48 donne e 88 minori, soccorsi nel canale di Sicilia da un pattugliatore maltese che ha poi affidato le operazioni alle imbarcazioni della Marina Militare.
sabato 30 agosto 2014
Triplice arrivo in giornata a Pozzallo. Numerosi i Siriani e i Palestinesi
Mentre le autorità italiane
ed europee studiano come ridefinire le aree di competenza di pattugliamento delMediterraneo, piuttosto che aprire canali legali di ingresso o corridoi umanitari, in mare si continua a morire e non si arresta lafuga di chi scappa da guerre e persecuzioni. Sono 207 i migranti giunti soltanto nella giornata di ieri a
Pozzallo, con tre differenti sbarchi distribuiti nel corso del pomeriggio e
della serata. I migranti si trovavano su un barcone a 120 miglia sud-est di
Capo Passero, quando sono stati soccorsi da due motovedette della Guardia
Costiera e da un pattugliatore maltese, che subito si sono dirette verso il
porto del ragusano.
domenica 24 agosto 2014
A Pozzallo secondo arrivo nel giro di 24 ore. Sempre più numerosi i minori
Mentre la cronaca ci riporta le
agghiaccianti notizie di ciò che succede al largo delle coste libiche, nei porti siciliani continuano gli arrivi. A meno di 24 ore di distanza dallo
sbarco precedente, ieri mattina sono giunti nel porto di Pozzallo altri 355
migranti. La notizia è stata data con un anticipo consistente rispetto ai
precedenti,e i migranti presenti nel CSPA accanto al porto stamattina erano già
stati trasferiti al centro parallelo di Comiso, per far posto ai nuovi arrivati.
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mercoledì 30 luglio 2014
Cancello chiuso al Cpsa di Pozzallo mentre alla succursale di Comiso è concesso vagare nel nulla.
Sul sito del Ministero dell'Interno, nella sezione “I centri dell'immigrazione” è riportato che i Centri di Primo Soccorso e Accoglienza “sono strutture allestite nei luoghi di maggiore sbarco, dove gli stranieri vengono accolti e ricevono le prime cure mediche, vengono fotosegnalati, viene accertata l'eventuale intenzione di richiedere protezione internazionale e vengono smistati verso altri centri.
Dalla fine dell'anno scorso, e fino a poco tempo fa, il CPSA di Pozzallo ha svolto una funzione ben diversa da quella sopra descritta. I trasferimenti verso altri centri sono stati disposti molto lentamente e spesso verso i vari centri emergenziali/straordinari – senza alcuno stato giuridico - sparsi sul territorio siciliano. I migranti sono rimasti all'interno della struttura anche per mesi e data la condizione di costante e massiccio sovraffollamento si è consolidata la prassi, per ovvie ragioni di ordine interno, di consentire l'uscita diurna dal centro.
Dalla fine dell'anno scorso, e fino a poco tempo fa, il CPSA di Pozzallo ha svolto una funzione ben diversa da quella sopra descritta. I trasferimenti verso altri centri sono stati disposti molto lentamente e spesso verso i vari centri emergenziali/straordinari – senza alcuno stato giuridico - sparsi sul territorio siciliano. I migranti sono rimasti all'interno della struttura anche per mesi e data la condizione di costante e massiccio sovraffollamento si è consolidata la prassi, per ovvie ragioni di ordine interno, di consentire l'uscita diurna dal centro.
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mercoledì 21 maggio 2014
Minori stranieri non accompagnati da mesi trattenuti al CPSA di Pozzallo.
Li abbiamo incontrati nel corso dell’ultima visita a Comiso di fronte all’ex azienda “Don Pietro”, una sorta di centro di accoglienza utilizzato all’occorrenza come “succursale” del Cpsa di Pozzallo (http://siciliamigranti.blogspot.it/2014/05/comiso-contrada-canicarao-la-via-delle.html ). Oggi abbiamo appreso che la notte scorsa, molti di loro, stanchi di attendere invano l’agognato trasferimento in comunità, hanno lasciato Comiso per tornare, a piedi, alla “centrale” ovvero al Cpsa di Pozzallo.
Ma chi sono?
Ma chi sono?
giovedì 15 maggio 2014
Comiso, Contrada Canicarao: la via delle “succursali”
Martedì scorso abbiamo fatto tappa a Comiso per monitorare il centro SPRAR a Torre di Canicarao el’ex azienda “Don Pietro” da mesi ormai utilizzata come centro di accoglienza emergenziale. La strada dissestata di campagna che collega i due centri era un viavai di migranti di diverse origini, diversi trascorsi e probabilmente con destini diversi.
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