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giovedì 22 dicembre 2016

Messina: una megatendopoli per migranti nella ex caserma 'Gasparro'. Il bando già sulla Gazzetta Ufficiale. Appalto da 1.932.000 euro. E intanto…


Qualche mese ancora e l’ex caserma “Gasparro” di Messina (rione Bisconte) sarà trasformata in uno dei maggiori centri in Italia per l’“accoglienza” forzata dei migranti in attesa che le autorità decidano su una loro eventuale ricollocazione in altre strutture per richiedenti asilo in Europa o – per la stramaggioranza di essi – la deportazione manu miliari ai paesi d’origine. Decine di tende e container saranno installati accanto all’edificio della “Gasparro” dove da tre anni circa sono stipati contemporaneamente sino a 200 giovani migranti, consentendo di triplicare e forse quadruplicare il numero degli “ospiti” e riprodurre a due passi dal centro storico della città dello Stretto il famigerato e fallimentare modello “Mineo” della malaccoglienza.

Ph. Enrico di Giacomo - stampalibera.it

giovedì 1 settembre 2016

Non preoccuparti papà, io muoio contenta perché almeno voi siete vivi

Non posso che provare dolore di fronte alla morte di una persona innocente, ed il sol pensiero che possa essere un tuo caro a perdere la vita in modo ingiusto mi fa percorrere un brivido lungo la schiena. La notizia che un padre ha dovuto lasciare il corpo della propria figlioletta morta in mare per cercare di salvare altre vite durante l'ennesima strage frutto delle politiche omicide europee, mi sconvolge. Cosa possiamo fare per aiutare un padre disperato che ha perso moglie e figlia?

Le 5 salme arrivano al porto di Trapani - Ph. Giorgia Mirto

mercoledì 22 giugno 2016

Cara di Mineo di nuovo al centro di indagini. E intanto aumentano le presenze

Proseguono le indagini sul Cara di Mineo nell'ambito dell’inchiesta di “Mafia Capitale” con nuovi avvisi di garanzia ed investigazioni per falso ideologico e truffa aggravata anche in merito alla falsificazione delle presenze dei migranti al centro.  Presenze che continuano ad aumentare in queste ultime settimane, con nuovi trasferimenti, successivamente agli sbarchi, non solo dal porto di Catania ed Augusta, ma pure da Pozzallo,Trapani e Reggio Calabria. La struttura ad oggi vede la presenza di circa 3500 al suo interno  e si registra l’espletamento di  tutte le procedure di identificazione e selezione proprie dell’approccio hotspot e sembra utilizzata anche  come hub, visti i recenti e massicci trasferimenti di cittadini eritrei  che hanno aderito alla relocation. Un luogo sotto indagine ma al quale vengono affidate quindi nuove e molteplici funzioni, svolte non solo senza una regolamentazione giuridica chiara ma anche e soprattutto senza assolvere al dovere di tutela dei diritti  dei migranti. Un ghetto in mezzo al nulla, al cui esterno si moltiplicano di settimana in settimana I mezzi di esercito e polizia.

giovedì 9 giugno 2016

Servizi pro-rifugiati a Messina. La grande abbuffata


Tutti insieme amorevolmente. Un mixer di buone, meno buone e cattive pratiche di assistenza e sostegno sociale. La maxicoop lucana onnipresente in mezza Italia nella gestione dell’affaire migranti e le piccole cooperative locali riconvertitesi alle emergenze accoglienza. Sacerdoti e operatori della solidarietà vera, imprenditori, agenti immobiliari d’assalto e ipercommercianti con vocazioni transnazionali. Stimati professionisti che dedicano il loro tempo libero al volontariato e meri tecnocrati professionisti del “volontariato”. Avvocati e difensori dei diritti umani e sperimentatori delle moderne pratiche di confinamento, semidetenzione e annullamento di identità e soggettività personali. Associazioni culturali rosse, coop bianche rosa e grigie, alcuni duri e puri e molti altri sin troppo flessibili ed elastici.

mercoledì 8 giugno 2016

Da Pozzallo a Mineo passando per Ventimiglia. Migranti trattenuti, deportati ed isolati sul territorio

Sono immagini di uno stato di polizia quelle che da una settimana ci giungono da Ventimiglia e da Genova: pestaggi, sgomberi, rastrellamenti, deportazioni in aereo, identificazioni forzate a danno di centinaia di migranti comprese donne incinte, minori e vulnerabili. Identificazioni, trattenimenti in caserma e fogli di via recapitati anche a numerosi attivisti o cittadini solidali “colpevoli” di avere dato assistenza, informazioni sul loro status giuridico e solidarietà ai profughi accampati sulla spiaggia. Al confine francese si sta scrivendo un altro dei capitoli bui della storia italiana, perché, che lo vogliamo o no, la violazione dei diritti, la repressione e l’implementazione di politiche liberticide riguarda tutti noi. 

martedì 31 maggio 2016

Riprende il gioco dell’oca per i minori eritrei alla disperata ricerca di un’accoglienza degna in Italia

Ieri pomeriggio siamo venuti a conoscenza della deportazione al Cara di Mineo di 52 migranti, rastrellati il giorno prima a Ventimiglia e subito trasferiti con un volo da Genova a Catania. Durante il nostro monitoraggio del transito e delle partenze dei migranti nella zona della Stazione catanese - attività che ci vede impegnati quasi quotidianamente - abbiamo avuto modo di dialogare con 6 di questi, che erano minori eritrei non accompagnati, arrivati in Sicilia alcuni mesi fa.

lunedì 23 maggio 2016

Immigrazione, il doppio volto del Cara di Mineo. «Identificazioni ed espulsioni come in hotspot»

Una voce che adesso trova tante conferme. All'interno del Centro d'accoglienza per i richiedenti asilo di Mineo sarebbero state attivate le procedure hotspot. Acronimo del sistema europeo, ratificato nel 2015, per le operazioni di pre-identificazione e raccolta delle impronte digitali dei migranti in arrivo. Una rete di strutture di transito, dislocate nei punti caldi di Italia e Grecia, dove i migranti possono rimanere al massimo 72 ore prima di essere spostati negli appositi centri d'accoglienza o, se ritenuti non idonei a restare, raggiunti da decreto d'espulsione che li obbliga a lasciare il Paese. 

mercoledì 2 dicembre 2015

Cara di Mineo, la tappe dell’inchiesta dell’Antimafia

Blogsicilia - L’inchiesta della Commissione Parlamentare Antimafia dell’Assemblea regionale siciliana è stata deliberata il 6 febbraio 2014, prima che il Parlamento nazionale istituisse la Commissione di inchiesta sul sistema di accoglienza e di identificazione (17 novembre 2014) e prima dell’inchiesta giudiziaria denominata Mafia Capitale (giugno 2015).

martedì 16 giugno 2015

Un paese di barriere

E’ di ieri la riunione dei Ministri dell’Interno europei in Lussemburgo, per discutere le nuove politiche in materia di immigrazione, sulla scia delle proposte della Commissione Europea e in vista del vertice che si terrà a Bruxelles a fine mese. Stando alle prime notizie, l’incontro si è risolto con una nuova spinta verso la creazione dei famosi “hotspot” punti di identificazione, smistamento e, a quanto pare, sempre più facili rimpatri per i migranti in arrivo. Tutto ciò nel clima infuocato degli ultimi giorni, densi di dichiarazioni e proposte da parte del mondo politico istituzionale, che spesso usano un linguaggio mistificante e totalmente privo di una dimensione storica per dire la propria sulla grave situazione dei migranti ammassati in alcune zone di frontiera.

giovedì 4 giugno 2015

Mafia capitale, nel mirino il business dei migranti. Perquisizioni alla Provincia di Catania, a Mineo e Piazza Armerina

Repubblica.it - Nuovo blitz del Ros disposto dalla procura di Roma. Le intercettazioni svelano il sistema di corruzione attorno alla gestione del "Cara" di Mineo e chiamano in causa l'ex presidente della Provincia di Catania Giuseppe Castiglione, il sindaco di Mineo e i vertici del Cara. INdagato l'imprenditore di Piazza Armerina Silvio Pranio.

martedì 26 maggio 2015

Cara di Mineo, medici e deputati in visita: "Struttura per i migranti incompatibile con la dignità umana"

Repubblica.it - La commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema d’accoglienza è in Sicilia. Prima tappa la struttura del Catanese, dove attualmente sono ospitati circa tremila richiedenti asilo

sabato 2 maggio 2015

Report sul 1° maggio al Cara di Mineo

Sin dalle 11 alcune decine di antirazzisti/e catanesi sin son dati appuntamento di fronte al Cara di Mineo per volantinare sull’incontro interetnico che si sarebbe tenuto a partire dalle 15. Contrariamente al giorno precedente, quando alcuni di noi si erano recati per volantinare a centinaia di migranti, la presenza dei migranti era quasi nulla; sarà stato per la presenza di alcuni blindati della polizia, sarà stato per la preghiera del venerdì e l’ora di pranzo (viste le lunghe file), i migranti il 1° maggio erano veramente pochi, ciò nonostante dalle 15 a poco a poco i migranti iniziavano ad uscire. Come è successo altre volte ci siamo divisi per parlare agli anglofoni e francofoni e dopo le 16 per alcune ore abbiamo tenuto il previsto incontro interetnico sotto la tettoia.

sabato 31 gennaio 2015

Violentata e sequestrata per tre mesi al Cara di Mineo

da Meridionews
Una storia di violenza, abusi e segregazione all'interno del Cara di Mineo dove nessuno, né i più di tremila ospiti, né i quasi 300 dipendenti, sembra aver visto nulla. La vittima è una donna di origine nigeriana che è stata picchiata, violentata e tenuta prigioniera per tre mesi da un connazionale, Yunus Mamud, 20 anni, che è stato arrestato. 

sabato 27 dicembre 2014

L’affaire Odevaine e il CARA di Mineo. Anno 2013: La proroga infinita

Da Ilsettemezzomagazine [qui la prima e la seconda parte]
Alla fine del 2012, come si è visto, cessa lo stato di emergenza e dal 1° gennaio 2013 la Protezione civile passa la mano all’amministrazione competente in ordinario, vale a dire il Ministero dell’Interno. Occorre dunque un nuovo soggetto giuridico che si sostituisca al soggetto attuatore e possa farsi carico della gestione ordinaria del Cara di Mineo. Dal Ministro Cancellieri viene la disponibilità ad affidare la gestione del Cara di Mineo ad un Ente associativo tra Comuni, dotato di personalità giuridica di diritto pubblico. Si fa strada così l’idea del Consorzio dei comuni, che garantisce l’omogeneità dell’intervento sul territorio e mantiene il potere di indirizzo politico agli Enti locali.

martedì 16 dicembre 2014

Illegalità e mancanza di trasparenza nel C.A.R.A. di Mineo ASGI e Borderline : Le criticità erano documentate e note alle autorità .

Comunicato stampa del 16 dicembre 2014
Quattromila richiedenti asilo in un centro da 1.800 posti e  oltre un anno di attesa   per vedere la propria domanda di protezione esaminata dalla Commissione  esame delle domande di protezione internazionale .
Sono queste le gravi e sistematiche violazioni dei diritti fondamentali che i richiedenti asilo continuano a subire nel C.A.R.A. di Mineo e che associazioni come  A.S.G.I. sezione Sicilia e Borderline Sicilia denunciano da anni, ora riscontrate anche dalle recenti indagini  di “Mafia capitale” che investono la gestione del centro di accoglienza.

domenica 14 dicembre 2014

Il CARA di Mineo e Mafia Capitale: diritti negati, soldi assicurati

meltingpot Intervista ad Alfonso Di Stefano e Barbara Crivelli della Rete Antirazzista Catanese. Esattamente un anno fa, il 14 dicembre 2014, un ragazzo eritreo di 21 anni, Mulue Ghirmay, si impiccava all’interno del CARA di Mineo. Pochi giorni dopo, il 19 dicembre, i richiedenti asilo segregati dentro il CARA protestavano per le condizioni di vita dentro il centro del calatino venendo violentemente caricati dalla polizia.

venerdì 12 dicembre 2014

Mafia capitale, Mineo capoluogo?

Foto di Elio Tozzi
La tentazione di esordire con il più classico dei “ve l’avevamo detto” è tanto forte quanto inutile. Così com’è inutile indignarsi soprattutto se, tale indignazione, come spesso accade in Italia, svanirà quando l’attenzione nazionale sullo scandalo “Mafia Capitale” fisiologicamente calerà. Ancora più inutile per le vittime sarà il collaudatissimo gioco – utilissimo al sistema - della caccia al capro espiatorio. Al momento il candidato principale è Luca Odevaine ma riteniamo vi si affiancherà presto il sottosegretario all’agricoltura Giuseppe Castiglione. Potremmo raccontarvi quanti e quali sono le responsabilità di questi ultimi nella creazione, gestione e promozione del CARA di Mineo ma non lo faremo in questa sede.

mercoledì 10 dicembre 2014

Mafiacapitale e Cara di Mineo: a quando dignità e giustizia per i richiedenti asilo?

Da giorni le indagini su mafiacapitale stanno lambendo il Cara di Mineo e la disastrosa (per i migranti) gestione d'ingentissime risorse pubbliche per il mega-business della pseudo-accoglienza (come dal marzo 2011 abbiamo definito questo vergognoso laboratorio di nuove politiche segregazioniste per I richiedenti asilo). Da allora la situazione si è incancrenita: dall'inizio del 2013 le presenze nel mega-Cara della vergogna sono più che raddoppiate (da 1800/2000 alle attuali 4500), mentre le commissioni per l'esame delle richieste d'asilo hanno dimezzato le audizioni.

martedì 9 dicembre 2014

Il sistema Odevaine 1 e 2. L'ombra linga di "Mafia Capitale" sul CARA di Mineo?

Da Il settemezzomagazine
di Giuliana Buzzone – Giacomo Belvedere
L’onda sismica del terremoto giudiziario che sta facendo tremare Roma si è propagata sino al Cara di Mineo, il centro di accoglienza per richiedenti asilo più grande d’Europa, che ha accolto e accoglie migliaia di profughi richiedenti asilo (oggi circa 4.000) e in cui sono stati investiti dal 2011, anno della sua costituzione, ad oggi centinaia di milioni di euro. Le indagini sono ancora in corso ed è presto per dire se le scosse telluriche romane lasceranno indenne il centro di contrada Cucinella o se avranno effetti più devastanti.

mercoledì 15 ottobre 2014

La vergogna normalizzata: cronache dalla Sicilia orientale

Reportage dai centri di "accoglienza" siciliani (luglio-settembre 2014)

Da Meltingpot
Di Davide Carnemolla
E’ appena passato il 3 ottobre con le iniziative che molti attivisti hanno organizzato seguendo i princìpi della Carta di Lampedusa e le rivendicazioni contenute nell’appello “Il nostro 3 ottobre”
Un 3 ottobre arrivato dopo mesi che hanno visto morire migliaia di migranti nel tentativo di attraversare il Mediterraneo. I numeri del più grande cimitero del mondo crescono sempre di più e solo nel 2014 sono morte almeno 3000 persone. Ma per chi riesce sopravvivere ed a toccare terra non si prospettano affatto tempi felici. La convinzione (o la speranza) di poter avere dei diritti e un’esistenza dignitosa è presto soffocata da una realtà fatta di un mix variabile ma tremendamente costante di abbandono e segregazione. E il tutto accompagnato da campagne mediatiche e politiche di stampo xenofobo e da un’enorme macchina del business che in Italia, e in Sicilia in particolare, riempie le tasche di consorzi, cooperative, associazioni e aziende sparse in tutto il territorio dell’isola. E la situazione potrà solo peggiorare vista l’imminente partenza del mega-programma repressivo-militare Mos Maiorum-Triton e la circolare ministeriale che impone la schedatura di tutti i migranti arrivati in Italia.