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mercoledì 14 giugno 2017

Le morti che aiutano ad accaparrare voti

È appena trascorsa la domenica dei seggi elettorali e le notizie che fanno veramente rumore sono messe sotto una campana di vetro per nasconderle ai più. Anche oggi, come ormai da anni, si contano numerose morti in mare, e si assiste alla consegna alla guardia costiera libica di più di 500 persone, tra cui moltissimi bambini, persino siriani, proprio quelle persone che fino a qualche mese fa venivano acclamate al loro ingresso nelle città tedesche o italiane, attraverso le quote della relocation o i corridoi umanitari.


L'hotspot di Contrada Imbriacola, a Lampedusa

mercoledì 15 marzo 2017

Le deportazioni italiane con il sostegno di Frontex

Nonostante il fallimento del sistema degli hotspot sia sotto gli occhi di tutti, il governo rilancia l'apertura di altri centri: secondo le dichiarazioni del capo della polizia Gabrielli i prossimi saranno a Messina e Mineo. La Sicilia continua così a subire il pesantissimo processo di militarizzazione anche attraverso la detenzione di migliaia di migranti. 

Capitalismo - Illustrazione di Francesco Piobbichi

mercoledì 1 febbraio 2017

Non solo il mare

È appena trascorsa la settimana in cui abbiamo celebrato in tutto il mondo la giornata della memoria, tra buoni propositi e ricordi struggenti di chi ha vissuto una delle pagine più brutte della storia del nostro povero mondo. Talmente povero di valori, che abbiamo perso da tempo, da poter brindare ai suicidi di persone a cui abbiamo tolto tutto; perché purtroppo la vita è talmente dura per tantissimi impoveriti dal sistema messo in piedi dai potenti di turno, che si è persa la speranza di una vita dignitosa, e l'unica via d'uscita da tanto dolore è il suicidio. Non si muore più soltanto in mare, perché la violenza subita non la si può cancellare con un colpo di spugna, e senza un supporto si resta soli nel proprio dolore e si decide di farla finita.

Migranti trasferiti dall'hotspot di Lampedusa a Villa Sikania approdano a Porto Empedocle

lunedì 23 gennaio 2017

Morire di frontiera. Controllo e repressione sostituiscono l’accoglienza

“4 superstiti, un barcone su cui erano stipate fino a 193 persone”. “Imprecisati i numeri dei dispersi, saranno centinaia”. “8 morti ma si teme strage”. Ormai non si parla più di morti ma di chi “non sopravvive” facendo calcoli per esclusione. Conoscere quante siano realmente le persone che continuano a perdere la vita in mezzo al mare diventa sempre più difficile, rendersi conto di quante siano le vittime delle nostre frontiere risulta troppo vergognoso. Dall'inizio del 2017 sono già 240 i decessi avvenuti durante le traversate del canale di Sicilia e siamo solo a metà gennaio.

venerdì 13 gennaio 2017

Invisibili buoni da sfruttare

Dopo due mesi siamo tornati a Campobello di Mazara per verificare le condizioni dell'accampamento nell'ex oleificio e dei migranti rimasti in cerca di lavoro. Siamo stati contattati da due giovani africani che ci hanno detto di essere stati lasciati ancora una volta nell'abbandono più totale da una politica cieca, da una cittadinanza sorda ai richiami di sostegno e da tanta voglia di sfruttamento da parte di chi ha alberi di mandarini da far fruttare. 
L'ex oleificio confiscato alla mafia, a Campobello di Mazara - Ph. Alberto Biondo

giovedì 10 novembre 2016

Palermo, cinquanta migranti espulsi vagano senza meta: non hanno soldi per il viaggio


L'allarme delle associazioni di volontariato: "Questo sistema crea degli invisibili"

I 250 magrebini, in prevalenza marocchini, arrivati a bordo della nave Dattilo lunedì mattina con altri 798 migranti, dopo essere rimasti al porto per quasi 30 ore, hanno trascorso la seconda notte in città al freddo sotto la pioggia con il decreto di espulsione in tasca. Come prevede la legge, adesso, hanno sette giorni di tempo per "allontanarsi volontariamente" dal momento che non hanno diritto ad alcuna forma di protezione sul territorio italiano. Fra loro anche 3 libici.