Tante, troppe telefonate nello scorso fine settimana. Troppi messaggi da parte di padri e madri, sorelle e fratelli che vogliono avere informazioni dei propri cari, prigionieri della nostra battaglia contro i migranti. Una battaglia che miete vittime ogni giorno: le ultime sono, anzi dovrebbero essere, quelle della scorsa settimana, e di preciso del weekend tra il 13 e il 15 gennaio, in cui le politiche europee hanno ucciso circa 200 persone.
siciliamigranti è una finestra sulla situazione dei migranti in Sicilia. E' il blog di un progetto di monitoraggio e pronto intervento in risposta alle politiche migratorie, contingenti ed emergenziali, messe in atto dal governo italiano per gestire l'arrivo dei profughi provenienti dalla regione del Maghreb e dalla Libia.
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martedì 24 gennaio 2017
Signora, mi dispiace, ma devo confermare che suo figlio è stato ucciso
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martedì 15 novembre 2016
Merce di scambio: sopravvivere in un sistema che respinge
La storia di A. si ripete in molti altri luoghi della Sicilia e non vede coinvolti solo minori ma anche donne e uomini presenti sul territorio da diversi mesi e “respinti” dagli stessi centri che dovrebbero accoglierli. Nelle ultime settimane al porto di Catania sono arrivati più di mille migranti, ben 850 solo domenica a bordo della nave Bourbon Argos e pochi giorni prima altri 288 insieme a 20 salme.
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lunedì 17 agosto 2015
Migranti morti nella stiva, quei corpi che vogliamo ignorare
Sono partiti tra la notte di venerdì e sabato dalla città libica di Zwara, erano in 362 tra siriani, sub sahariani, pakistani e bengalesi. Oggi, però, solamente 313 di loro hanno toccato con le proprie gambe la banchina del porto di Catania. I restanti 49 hanno esalato l’ultimo respiro nella stiva del barcone in cui, nella gerarchia paradossale e assurda dei più poveri tra i poveri, erano stati relegati alla “terza classe”. Morti per inalazione di gas tossici, asfissiati, soffocati, annegati. Morti di disperazione o troppa speranza.
martedì 21 aprile 2015
Scomparire tra i grandi numeri
Sono giunti questa notte al porto di Catania, i superstiti dell’immane tragedia di questi giorni. 950 i dispersi a cui si sommano nuove vittime del naufragioavvenuto nel mar Egeo questa notte, e ad altri dispersi al largo delle coste libiche. Le cifre
mostruose delle recenti tragedie annunciate lasciano senza parole chi da mesi
ed anni di discorsi e false promesse ne ha sentite fin troppe. Ma proprio
l’ipocrisia e l’opportunismo delle retoriche ufficiali, rende inevitabile il
dar voce alle testimonianze di chi da una profondità storica alle notizie
sensazionali del momento.
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lunedì 3 novembre 2014
89 superstiti arrivano a Pozzallo. Immagini strazianti dell’ennesimo naufragio che richiama tutti all’azione
E’ il 31 ottobre e l’attenzione dei media a livello
internazionale e locale è focalizzata sull’inizio dell’operazione Triton e la
sua relazione con Mare Nostrum. La poca chiarezza rischia di fomentare
dibattiti sterili e distogliere l’attenzione dalle questioni cruciali che questeoperazioni sottendono.
Intanto i migranti continuano a morire in mare.
lunedì 22 settembre 2014
La beffa del naufragio di Malta: i dispersi fuggivano dalle bombe di Gaza.I familiari dei profughi in Sicilia sulle tracce dei propri cari. Scomparse in mare famiglie con intere generazioni. "Diteci se i nostri figli sono morti": appello al governo della comunità palestinese. Soccorsi 590 migranti
da Repubblica
di ALESSANDRO PUGLIA
Vogliono sapere, perché non hanno mai perso la speranza. Centinaia di familiari dei naufraghi dispersi nel Mediterraneo arrivano in Sicilia per cercare notizie sui propri cari, scomparsi nei naufragi che restano un mistero. Come quello avvenuto al largo di Malta il 13 settembre, su cui indaga la procura di Catania, forse per un contrasto tra scafisti. A bordo del barcone di cui non c'è più traccia c'erano centinaia di profughi scampati ai bombardamenti di Gaza.
di ALESSANDRO PUGLIA
Vogliono sapere, perché non hanno mai perso la speranza. Centinaia di familiari dei naufraghi dispersi nel Mediterraneo arrivano in Sicilia per cercare notizie sui propri cari, scomparsi nei naufragi che restano un mistero. Come quello avvenuto al largo di Malta il 13 settembre, su cui indaga la procura di Catania, forse per un contrasto tra scafisti. A bordo del barcone di cui non c'è più traccia c'erano centinaia di profughi scampati ai bombardamenti di Gaza.
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giovedì 18 settembre 2014
Migranti, silenzio sul barcone affondato I volontari: «Cosa diciamo alle famiglie?»
Da Ctzen
Di Claudia Campese
Con una nota, la procura di Catania informa sugli sviluppi del caso dell’imbarcazione con a bordo oltre 400 migranti colata a picco al largo di Malta. Ma l’ufficio fa appello alla riservatezza sull’identità dei superstiti, così come delle vittime certe. «In questi giorni ci stanno contattando decine di persone da Gaza per avere informazioni sui propri familiari, ma nessuno vuole dirci niente», raccontano dalla rete antirazzista catanese
Di Claudia Campese
Con una nota, la procura di Catania informa sugli sviluppi del caso dell’imbarcazione con a bordo oltre 400 migranti colata a picco al largo di Malta. Ma l’ufficio fa appello alla riservatezza sull’identità dei superstiti, così come delle vittime certe. «In questi giorni ci stanno contattando decine di persone da Gaza per avere informazioni sui propri familiari, ma nessuno vuole dirci niente», raccontano dalla rete antirazzista catanese
lunedì 15 settembre 2014
L’OIM: SAREBBERO 500 I DISPERSI DEL NAUFRAGIO AL LARGO DI MALTA
15 settembre - Sarebbero circa 500 i dispersi del naufragio avvenuto la scorsa settimana a 300 miglia al largo di Malta, e a causare l'incidente sarebbero stati gli stessi trafficanti, che - da una seconda imbarcazione - avrebbero di proposito fatto colare a picco il barcone con a bordo i migranti, con i quali era nato un violento scontro.
A raccontare questa terribile storia agli operatori dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) in Sicilia sono stati i due sopravvissuti di nazionalità palestinese, due ragazzi fuggiti da Gaza e andati in Egitto a inizio settembre, soccorsi in alto mare dal mercantile panamense “Pegasus” e portati a Pozzallo due giorni fa.
A raccontare questa terribile storia agli operatori dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) in Sicilia sono stati i due sopravvissuti di nazionalità palestinese, due ragazzi fuggiti da Gaza e andati in Egitto a inizio settembre, soccorsi in alto mare dal mercantile panamense “Pegasus” e portati a Pozzallo due giorni fa.
venerdì 29 agosto 2014
All’ospedale di Lentini i funerali delle vittime dell’ultimo naufragio. Assenti i superstiti
Si sono tenuti oggi nella sala congressi dell’ospedale di Lentini(SR) i funerali interreligiosi delle 24 vittime, tra cui una neonata di soli due mesi, raccolte dal mare e sbarcate al porto di Augusta martedì 26 agosto scorso.
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martedì 26 agosto 2014
Pozzallo, i superstiti dell'ultima tragedia: ''Pensavamo tutti di morire, mancano 24 persone''
Repubblica.it - “Il gommone si era sgonfiato e siamo stati 18 ore in balia delle onde, eravamo disperati e pensavamo tutti di morire”. I superstiti del naufragio avvenuto a largo di Lampedusa, ora al centro di primo soccorso e accoglienza di Pozzallo, raccontano gli ultimi drammatici momenti prima di essere soccorsi: “Ci sono molti nostri amici che mancano all’appello, non riusciamo a dire con esattezza quanti eravamo perché il gommone era strapieno, ma nella lista che abbiamo stilato tra noi mancano 24 persone. I nostri compagni sono morti annegati e abbiamo cercato di salvarne quanti più possibile”.
domenica 24 agosto 2014
Tragedia a Sud di Lampedusa: naufraga gommone, diciotto morti. Oltre 70 migranti in salvo. I cadaveri saranno portati a Pozzallo
Repubblica.it - Nuova tragedia nel Mediterraneo, dopo quella di ieri al largo della Libia: gli uomini della Marina Militare impegnati nell'operazione Mare Nostrum hanno recuperato a sud di Lampedusa i cadaveri di 18 migranti, tutti uomini, che erano a bordo di un gommone. Sull'imbarcazione altre 73 persone che sono state salvate. Il gommone era stato avvistato nel corso della notte da nave Sirio, che si è diretta nella zona per prestare i soccorsi. L'imbarcazione era in balia del mare, probabilmente a causa di un problema al motore. Quando gli uomini della Marina l'hanno raggiunta, hanno tratto in salvo 73 migranti e scoperto che a bordo c'erano anche 18 cadaveri.
POZZALLO, NEL PORTO NUOVE VITE SPEZZATE SOTTO GLI OCCHI SPERANZOSI DEI SOPRAVVISSUTI
Alle quattro del pomeriggio il porto di Pozzallo è pronto per l’ennesimo sbarco della stagione estiva: i gazebo della Protezione Civile sono montati accanto alle ambulanze della Croce Rossa, non si contano le pettorine degli agenti della Polizia e le divise della Guardia di Finanza, sono presenti anche i medici e la mediatrice culturale di Medici Senza Frontiere e l’OIM e Save the Children per Praesidium. Poco distanti dai pullman adibiti al trasferimento dei migranti, però, sono parcheggiati anche alcuni carri funebri. Ancora una volta, infatti, il Mar Mediterraneo ha raccolto le vite spezzate di uomini tanto disperati da accettare di partire su un gommone riempito fino all’ultimo pertugio, senza alcuna certezza del futuro.
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lunedì 4 agosto 2014
Le vite spezzate che non fanno notizia
E' meglio nascondere alcuni dati. E’ meglio che la gente non
sappia la verità. E’ meglio fare propaganda.
La comunicazione, un'arma pericolosa, oggi è nelle mani di
chi controlla il mondo, di chi può decidere il destino, se far vivere o morire,
decidere quale vita sia importante e quale no!
E si grida all’invasione, all’emergenza, ad epidemie causate
da malattie che riapparirebbero a causa dei migranti che approdano sulle nostre
coste.
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martedì 22 luglio 2014
I naufraghi superstiti: "Barcone strapieno, ne sono annegati 180".
Nel video di Repubblica.it i primi soccorsi. Invece sabato sembrava che i morti fossero 30. I racconti degli orrori a bordo: alcuni sarebbero stati uccisi sull'imbarcazione con coltelli e bastoni di FRANCESCO VIVIANO e ALESSANDRO PUGLIA
Repubblica.it - Il bilancio dei morti era già drammatico: 30 migranti, fra cui un bambino di un anno, morti sabato scorso nella traversata su un barcone che stava affondando a 65 miglia da Lampedusa. Molti rimasti intrappolati nella stiva, altri uccisi a coltellate e a colpi di bastone dai loro stessi compagni di viaggio. Ma la realtà potrebbe essere ben più drammatica.
Repubblica.it - Il bilancio dei morti era già drammatico: 30 migranti, fra cui un bambino di un anno, morti sabato scorso nella traversata su un barcone che stava affondando a 65 miglia da Lampedusa. Molti rimasti intrappolati nella stiva, altri uccisi a coltellate e a colpi di bastone dai loro stessi compagni di viaggio. Ma la realtà potrebbe essere ben più drammatica.
lunedì 12 maggio 2014
Strage migranti, 17 morti e 200 dispersi
Ansa
L'ennesima strage di migranti si compie a 40 miglia dalle coste della Libia, a pochi giorni di distanza da un altro naufragio costato la vita a una quarantina di persone partite dalle coste orientali del paese nordafricano. Segno che, probabilmente, non bastano più gli sforzi che l'Italia sta facendo con Mare Nostrum ed occorre, invece, mettere in piedi una missione internazionale per tentare di bloccare i trafficanti di morte e consentire alle migliaia di richiedenti asilo che si trovano in Libia di poter presentare le domande in quel paese.
L'ennesima strage di migranti si compie a 40 miglia dalle coste della Libia, a pochi giorni di distanza da un altro naufragio costato la vita a una quarantina di persone partite dalle coste orientali del paese nordafricano. Segno che, probabilmente, non bastano più gli sforzi che l'Italia sta facendo con Mare Nostrum ed occorre, invece, mettere in piedi una missione internazionale per tentare di bloccare i trafficanti di morte e consentire alle migliaia di richiedenti asilo che si trovano in Libia di poter presentare le domande in quel paese.
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domenica 3 novembre 2013
Lampedusa, la disperata attesa dei sopravvissuti
Flore Murard-Yovanovitch - Oggi ricorre un mese dal tragico naufragio di Lampedusa del 3 ottobre scorso a pochi metri dalle coste dell’isola mediterranea. Il comune in collaborazione con Legambiente e con il coinvolgimento di tutte le realtà che hanno partecipato alla rete dei soccorsi, vuole ricordare così le vittime con un rito laico e cittadino.
lunedì 14 ottobre 2013
Continuano gli arrivi a Lampedusa. La testimonianza dei superstiti del naufragio dell’11 ottobre scorso: “i Libici ci hanno sparato”
domenica 13 ottobre 2013
Arrivano a Porto Empedocle i suprestiti del naufragio, si attendono le bare
Agrigento Notizie - E' salpata da Lampedusa la nave "Cassiopea" con a bordo 150 bare delle vittime; nell'hangar ne rimangono più di 200, ma bisognerà effettuare più di un trasferimento visto che sull'imbarcazione militare non ci sono posti per tutti i feretri.
Sono arrivati a Porto Empedocle, a bordo della nave "Libra" della Marina Militare, i 236 migranti, tra cui anche i superstiti del naufragio dell'11 ottobre e altri profughi soccorsi in varie operazioni. Sulla banchina, dove ad attenderli c'erano i pullman per il loro trasferimento a Trapani e Mineo, c'erano anche diversi attivisti di associazioni umanitarie.
Sono arrivati a Porto Empedocle, a bordo della nave "Libra" della Marina Militare, i 236 migranti, tra cui anche i superstiti del naufragio dell'11 ottobre e altri profughi soccorsi in varie operazioni. Sulla banchina, dove ad attenderli c'erano i pullman per il loro trasferimento a Trapani e Mineo, c'erano anche diversi attivisti di associazioni umanitarie.
sabato 12 ottobre 2013
Lampedusa: cronaca di una notte di sbarchi
Notte di sbarchi a Lampedusa. Nel pomeriggio di
ieri, tra gli operatori impegnati nella gestione dell’emergenza, comincia a
diffondersi la notizia di un nuovo naufragio. La voce viene confermata subito
dai quotidiani online che cominciano a sciorinare le prime cifre. Morti, ancora
morti. E’ l’ennesimo drammatico epilogo della fuga di profughi verso la
frontiera europea. Intorno alle 19.30 cominciano ad arrivare le prime notizie
certe.
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