Proseguono le indagini sul Cara di Mineo nell'ambito dell’inchiesta di “Mafia Capitale” con nuovi avvisi di garanzia ed investigazioni per falso ideologico e truffa aggravata anche in merito alla falsificazione delle presenze dei migranti al centro. Presenze che continuano ad aumentare in queste ultime settimane, con nuovi trasferimenti, successivamente agli sbarchi, non solo dal porto di Catania ed Augusta, ma pure da Pozzallo,Trapani e Reggio Calabria. La struttura ad oggi vede la presenza di circa 3500 al suo interno e si registra l’espletamento di tutte le procedure di identificazione e selezione proprie dell’approccio hotspot e sembra utilizzata anche come hub, visti i recenti e massicci trasferimenti di cittadini eritrei che hanno aderito alla relocation. Un luogo sotto indagine ma al quale vengono affidate quindi nuove e molteplici funzioni, svolte non solo senza una regolamentazione giuridica chiara ma anche e soprattutto senza assolvere al dovere di tutela dei diritti dei migranti. Un ghetto in mezzo al nulla, al cui esterno si moltiplicano di settimana in settimana I mezzi di esercito e polizia.
siciliamigranti è una finestra sulla situazione dei migranti in Sicilia. E' il blog di un progetto di monitoraggio e pronto intervento in risposta alle politiche migratorie, contingenti ed emergenziali, messe in atto dal governo italiano per gestire l'arrivo dei profughi provenienti dalla regione del Maghreb e dalla Libia.
Visualizzazione post con etichetta ricongiungimento. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ricongiungimento. Mostra tutti i post
mercoledì 22 giugno 2016
Cara di Mineo di nuovo al centro di indagini. E intanto aumentano le presenze
Etichette:
Augusta,
Cara,
catania,
hotspot,
HUB,
identificazione,
indagini,
mafia capitale,
migranti,
Mineo,
Pozzallo,
Reggio Calabria,
relocation,
ricongiungimento,
sbarchi
venerdì 17 ottobre 2014
Ritrova il bambino che credeva morto. Rinascita di una giovane eritrea
La ragazza, soccorsa lo scorso maggio in un barcone a largo di Lampedusa, all'arrivo a Palermo non ha trovato il suo piccolo partorito in Libia ed è entrata in crisi. Ne sta uscendo con l'aiuto di mediatori e operatori. E ha rivisto il suo bambino
Iscriviti a:
Post (Atom)