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sabato 22 aprile 2017

Costruire un vuoto mortale

Alarmphone.org - COME LE AUTORITÀ CONTINUANO A USARE LA MORTE DEI MIGRANTI COME DETERRENTE MENTRE CRIMINALIZZANO I SOCCORRITORI

UN CASO DI WATCHTHEMED ALARMPHONE AL LARGO DELLA COSTA LIBICA

Nel weekend di Pasqua siamo stati testimoni di una delle più grosse operazioni di ricerca e soccorso compiuta nel Mar Mediterraneo negli ultimi anni, con 8,360 persone soccorse tra venerdì 14 e domenica 16 aprile 2017. Il network WatchTheMed Alarm Phone è stato coinvolto in due casi di emergenza e ha potuto osservare in prima persona sia l’assoluta inadeguatezza dei mezzi di salvataggio delle autorità dell’Unione Europea che il contributo cruciale delle organizzazioni non governative per prevenire i morti in mare, di cui spesso siamo stati testimoni nel passato.

lunedì 5 dicembre 2016

Morti, respinti e vulnerabili trattenuti in hotspot. Le tragedie quotidiane di chi fugge verso l’Europa

Una media di quattro arrivi a settimana solamente nei porti siciliani, decine di morti ed un numero imprecisato di dispersi: siamo all'inizio di dicembre, ma dalla Libia si continua a partire con sempre meno certezze di arrivare vivi in Europa. A bordo della nave San Giorgio della Marina Militare si è concluso il primo ciclo di addestramento della Marina e della Guardia Costiera Libica, effettuato dalla Forza Navale Europa nell'ambito dell’operazione SOPHIA di EUNAVFORMED, mentre le missioni di diverse navi umanitarie, tra cui la Dignity e la Bourbon Argos di Medici senza Frontiere, la Vos Hestia di Save the Children e la Phoenix di Moas, termineranno a breve le loro missioni di salvataggio per riprendere tra qualche mese. 

lunedì 10 ottobre 2016

La memoria di pochi, il silenzio di molti. A Pozzallo tre sbarchi e 29 salme.

“Sono partito dopo aver passato 40 giorni chiuso in un casermone in Libia. Sono stato minacciato di morte, derubato dei miei documenti, preso a cinghiate e bastonate. Ho perso la cognizione del tempo, la capacità di distinguere il giorno dalla notte. Solo quando sono arrivato in Italia ho capito effettivamente quanto tempo era passato e guardandomi facevo fatica a riconoscermi”.

La nave del MOAS Topaz Responder, a Pozzallo

lunedì 27 luglio 2015

MOAS, MSF e Sea Watch: ricerca e soccorso indipendenti nel post-Mare Nostrum

di Paolo Cuttitta (Vrije Universiteit Amsterdam). Mediterranean Hope -Se il 2014 è passato alla storia come l’epoca di Mare Nostrum e dell’intervento umanitario statale (e militare) finalizzato al salvataggio delle persone in mare, il 2015 sarà ricordato per l’esplosione dell’iniziativa non statale (e civile) in tale campo.

lunedì 25 agosto 2014

Salpa Phoenix I, la prima nave "privata" in soccorso dei migranti

RedattoreSociale.it – È stata salutata anche da un gruppo di delfini la prima missione del Moas (Migrant offshore aid station), un’iniziativa di soccorso ai migranti in difficoltà nel canale di Sicilia finanziata con soli fondi privati che questa mattina ha visto l’avvio delle prime operazioni con la partenza da Malta dell’imbarcazione Phoenix I, annunciata attraverso il canale twitter dell'organizzazione. A lanciare la sfida un’imprenditrice italiana stabilitasi sull’isola maltese sette anni fa, Regina Catrambone, che insieme al marito Christopher  aveva annunciato alla stampa a metà luglio l’avvio del progetto.