Mentre i governi europei concentrano la loro attenzione sulle operazioni di identificazione, espulsione e deportazione, e i politici italiani si preoccupano di “rimpatriare il maggior numero di migranti possibili”, nei porti di arrivo assistiamo alle ennesime e continue violazioni dei diritti dei profughi.
Succede a Catania, dove Frontex ha di recente aperto la propria sede, e dove dopo due giorni ancora circa 200 migranti si trovano al Palaspedini. Tra di loro uomini in precarie condizioni di salute e dimessi in tutta fretta dall’ospedale, quattro donne e ben 23 minori non accompagnati, costretti in questo posto a passare giorni in condizioni disumane.
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| Foto Lucia Borghi |
