"Ahmed!, Ahmed!, Ahmed!". Una voce affannata risuona dall'altro lato della piazza e sveglia con un effetto domino quelli che stanno riposando nei paraggi. Si alzano nervosi per individuare il fortunato e inneggiare al suo nome. La persona che grida ha un telefono cellulare in mano. Ahmed (nome di fantasia) salta giù dalla panchina e corre da lei per rispondere a uno dei beni più preziosi, qui, nella città siciliana di Catania: una chiamata da un altro paese europeo.
Minore eritreo mostra le foto di amici e parenti rifugiati in Sudan, Etiopia, Svezia e Germania - Ph. Gabriela Sanchez
