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lunedì 1 aprile 2013

Dignità - Diario tunisino del Forum Sociale Mondiale a Tunisi

Tunisini scomparsi in mare
La Repubblica - Il silenzio di fronte al dolore
di VALERIA BRIGIDA. "Questo è mio figlio, lo vedi? E' vivo. Ma né le autorità italiane, né quelle tunisine stanno facendo nulla per trovarlo". Al Forum mondiale sociale di Tunisi le famiglie delle centinaia di persone dichiarate disperse, nel tentativo di attraversare il Canale di Sicilia per approdare  in Europa, hanno voluto riportare all'attenzione di tutti il loro dramma.
                                                                                                           Foto: Borderline Sicilia, manfestazione FSM 26 marzo 2013, Tunisi

venerdì 29 marzo 2013

Dignità - Diario tunisino del Forum Sociale Mondiale a Tunisi


Diario Tunisino, seconda parte
Di Francesca di Pasquale, Laboratorio Zeta
Ieri a Gafsa - la città dell’interno da dove è partita la rivoluzione tunisina - c’è stato l’ennesimo scontro fra minatori e polizia. In seguito alle operazioni di reclutamento della compagnia mineraria nazionale e dopo la consueta selezione degli operai non sindacalizzati, è partita la protesta. Che qua significa subito scontro violento e assetto da guerra: come già altre volte minatori e popolazione in strada hanno avuto la meglio, la polizia si è ritirata e sembra che la selezione dei lavoratori sia stata rivista. Uno stand con le tute dei minatori in catene cerca di attirare l’attenzione degli attivisti al campus dove si svolge il FSM; ma degli scontri di ieri si parla poco o niente. 

mercoledì 27 marzo 2013

Dignità – diario tunisino del Forum Sociale Mondiale a Tunisi


Diario da TUNISI di Francesca di Pasquale
La prima volta della Tunisia e la prima volta di tutta l’area arabo islamica: il FSM 2013 è prima di tutto questo, il debutto dei tunisini e di larga parte del mondo arabo nella grande macchina del social forum. Nel primo giorno dei workshop l’orgoglio tunisino, dei protagonisti della rivoluzione è in primo piano. Così come la lotta palestinese, la battaglia ‘araba’ per eccellenza alla quale sarà dedicata la marcia finale di sabato 30. Voci multiple di arabi che hanno fatto la rivoluzione, dei femminismi islamici e laici, delle liberazioni coloniali e neocoloniali, dove le istanze arabe si fondono con quelle delle battaglie contro l’austerità e il ‘nuovo’ ordine mondiale.

martedì 26 marzo 2013

Dignità – diario tunisino del Forum Sociale Mondiale a Tunisi

Dai compagni di Catania un contributo sul lavoro migrante in Sicilia

Scheda sul lavoro migrante a Cassibile (Sr)
Ogni anno da aprile a giugno, in occasione della raccolta delle patate, ai  circa 5.000 residenti a Cassibile (oltre 300 residenti provengono dal Marocco) si aggiungono diverse centinaia (500/700) di migranti. I problemi sono legati innanzitutto alla sistemazione logistica e all’ organizzazione del lavoro. In generale, chi arriva proviene dal Nord Italia e da altre “raccolte” (una vera transumanza del lavoro migrante nelle campagne meridionali). Negli ultimi anni è aumentato il numero di coloro che arrivano perché hanno perso il posto di lavoro nelle fabbriche e nei cantieri del nord. La presenza di una comunità marocchina rende più semplice il “primo impatto” per chi proviene dal Maghreb.

lunedì 25 marzo 2013

Dignità – diario tunisino del Forum Sociale Mondiale a Tunisi



I dispersi – 25 marzo 2013, Avenue Bourguiba

Stamattina alle 9:30 si sono radunati le madri e i parenti dei migranti dispersi in mare al centro di Tunisi. Una ventina di parenti con le foto dei loro figli, fratelli, che mostrano le foto dei loro cari mai più visti dopo la loro partenza verso l’Italia. Si parla di centinaia di persone che non si trovano più. Ma veramente sono arrivati in Italia come affermano i parenti? Si teme di no, anche se alcuni hanno le immagini prese dai telegiornali italiani nelle quali si vedono i loro figli sulle barche nel porto di Lampedusa. Sono sicuri di averli riconosciuti. A parte poche persone però è più una speranza e un volere di averli riconosciuti che una sicurezza. Ma come si può perdere la speranza senza avere la sicurezza della morte? 

mercoledì 20 marzo 2013

Scheda sul megaCara di Mineo

Nel nostro Paese le rivolte ed i conflitti del Nordafrica si sono trasformati nell’ennesima occasione per ridisegnare la mappa del confinamento dei migranti. Invece di  proporre nuove pratiche di accoglienza, che andassero nella direzione di un vero diritto d’asilo europeo e  di una nuova normativa sull’immigrazione,  intorno all’emergenza finta è stata costruita anche un’accoglienza finta, mettendo all’angolo i circuiti del sistema SPRAR per dare corpo ad un sistema di distribuzione dei migranti che non prevede diritti e garanzie, abbandonando i cosiddetti “profughi” ad un destino senza prospettive.