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lunedì 30 ottobre 2017

Sempre più soli e isolati

Castellana, Collesano, Geraci, Isnello, Palazzo Adriano, Ciminna, San Cipirrello, Villafrati, Marineo e Godrano sono soltanto alcuni dei comuni in cui sono stati aperti i CAS della provincia di Palermo. CAS dispersi tra i colli delle Madonie, CAS che rispondono alla logica di nascondere le persone. Vecchie e nuove cooperative che hanno aperto i battenti tra un bosco e un agriturismo, lontani dai centri abitati.

Migranti tunisini costretti a dormire per terra alla stazione di Agrigento

lunedì 2 febbraio 2015

Visita al “nuovo”centro di accoglienza di Rosolini. Richiedenti asilo che attendono da agosto l’avvio della procedura.

Raggiungere il CAS Alessandro Frasca SAS, situato a Rosolini, non è semplice, perlomeno per chi non è del posto. Una volta lasciato il paese, prima di immettersi sulla strada a tornanti che porta alle vicine cave, l’unico modo per scovarlo e’ chiedere ai passanti dell’ex discoteca Piccadilly, che da poco è appunto diventata una struttura per migranti. Una costruzione imponente e mai completata, come apprendiamo poco dopo da un’operatrice del centro, che prima era adibita a discoteca e sala per ricevimenti, abbarbicata su una stradina sterrata tra le poche costruzioni prima delle cave, che si estendono tutt’intorno.