Visualizzazione post con etichetta UNHCR. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta UNHCR. Mostra tutti i post

lunedì 23 ottobre 2017

L'UNIONE EUROPEA CONFERMA LA NASCITA DELL'HOSTPOT DI MESSINA: NOTA DELL'UFFICIO MIGRANTES

Apprendiamo dal sito dell'Agenzia Europea per i Diritti Fondamentali che il prossimo 24 Ottobre si terrà a Messina, presso i locali del nuovo Hotspot ("newly established hotspot" cit.), un workshop sulla Carta Europea dei Diritti Fondamentali rivolto a numerose tipologie di operatori.

sabato 6 maggio 2017

Comincio ad avere paura per i miei figli

Il decreto Minniti-Orlando, ormai convertito in legge, è entrato prepotentemente nel vivo in questi giorni con i rastrellamenti in tutta Italia, con i respingimenti delle questure e le deportazioni dagli hotspot. Lo stile è quello fascista, anche se a firmare la legge sono due esponenti politici che in teoria dovrebbero combatterlo il fascismo. Le azioni di questo governo danno linfa vitale alle spinte xenofobe quotidiane, alle violenze ai migranti che sono in costante aumento, come in aumento sono le azioni securitarie plateali che il governo guarda con favore.

Lampedusa: 40 nigeriani vengono fatti salire su un volo Meridiana per essere rimpatriati

mercoledì 1 marzo 2017

La nuova tensostruttura al porto di Palermo

Sabato scorso la nave norvegese di Frontex “Siem Pilot” è approdata a Palermo portando con sé un carico di 1000 migranti. Utilizziamo questo termine perché le persone sono state trattate proprio come delle merci. Pubblichiamo una lettera inviata alla nostra redazione da una volontaria che per la prima volta è stata al porto.

La Siem Pilot al porto di Palermo

martedì 6 dicembre 2016

Sosta forzata, il tempo che non scorre ad Agrigento

Abbiamo trascorso una giornata con i migranti presenti nel Villaggio Mosè ad Agrigento, incontrando ragazzi ed enti gestori. Dinamiche e prassi che ci sono familiari visto che il sistema le ha consolidate, e le ha rese in molti casi non idonee a far vivere una vita degna alle persone. La nostra visita ha avuto inizio dal CAS  “La mano di Francesco” che si trova sul Viale Cannatello, la strada che dal Villaggio Mosè porta alle spiagge. Quindi, tranne qualche negozio e supermercato nella zona non c'è niente. 

giovedì 8 settembre 2016

Ogni giorno 28 bambini scompaiono dal sistema di accoglienza italiano


Il numero di bambini migranti e rifugiati non accompagnati arrivati quest’anno in Europa attraverso l’Italia è raddoppiato. A fronte però di un sistema di accoglienza che non riesce a fornire loro il supporto necessario. A rivelarlo è il nuovo rapporto di Oxfam “Grandi speranze alla deriva”, diffuso oggi.

Basti pensare che ogni giorno 28 bambini non accompagnati semplicemente “scompaiono” a causa di un sistema inefficace e inadeguato.

venerdì 2 settembre 2016

Chi muore, chi arriva e chi rimane. A Pozzallo hotspot stracolmo

“Quello che in Europa non si riesce a capire è che per i migranti arrivati in Libia è meno rischioso tentare la fuga via mare che cercare di ritornare nei propri paesi di origine”, dice A., giovane senegalese arrivato in Italia due anni fa. Come tanti suoi connazionali segue le operazioni di soccorso in mare alla tv, pervaso da una sensazione di sollievo momentaneo che si alterna ad impotenza e rabbia. “Chi non è stato in Libia non può nemmeno immaginare cosa significa sopravviverci. Come ogni europeo ha un cellulare, così ogni libico, di qualsiasi età, gira con un arma a portata di mano. Ma queste cose qui in Italia nessuno vuole starle a sentire.”

Il mercantile Jaguar St. John’s al porto di Pozzallo - Ph. Lucia Borghi

martedì 2 agosto 2016

Tutti giù per terra

Non è solo un ritornello per bambini, ma anche e soprattutto la condizione che vivono i migranti sulle navi dei soccorsi, in attesa delle identificazioni al porto, in questura per il prelievo delle impronte digitali. Seduti a terra, così che noi possiamo guardarli dall'alto in basso. Noi, che possiamo decidere il loro destino.

                             La nave Diciotti a Palermo - Ph. Alberto Biondo

domenica 24 luglio 2016

Bambini rifugiati vivono da soli per le strade della Sicilia dopo aver rischiato la vita nel Mediterraneo


"Ahmed!, Ahmed!, Ahmed!". Una voce affannata risuona dall'altro lato della piazza e sveglia con un effetto domino quelli che stanno riposando nei paraggi. Si alzano nervosi per individuare il fortunato e inneggiare al suo nome. La persona che grida ha un telefono cellulare in mano. Ahmed (nome di fantasia) salta giù dalla panchina e corre da lei per rispondere a uno dei beni più preziosi, qui, nella città siciliana di Catania: una chiamata da un altro paese europeo.

Minore eritreo mostra le foto di amici e parenti rifugiati in Sudan, Etiopia, Svezia e Germania - Ph. Gabriela Sanchez

venerdì 8 luglio 2016

Tanti arrivi, poche tutele. Migranti in condizioni sempre peggiori e abbandonati a se stessi

4500 persone soccorse nel giro di poche ore e portate nei maggiori porti siciliani: Pozzallo, Augusta, Catania, Messina, Porto Empedocle e Palermo. L’arrivo di un alto numero di migranti corrisponde paradossalmente ad una maggiore invisibilità dei profughi e ad una loro minore tutela. Come spesso accade infatti, quando ci sono diversi sbarchi in una stessa giornata, gli operatori delle Ong si devono dividere tra i diversi porti e ne lasciano scoperto qualcuno.

                                                  Foto di Lucia Borghi

mercoledì 22 giugno 2016

Minori nell’hotspot di Pozzallo. Sulla strada della “non accoglienza”

“Sono arrivato un mese fa, dopo essere stato in Sudan e per mesi in Libia. Al mio arrivo sono stato chiuso in uno stanzone con centinaia di altre persone, molti della mia età, altri più grandi. C’erano anche donne e bambini. Mi hanno dato un cambio di vestiti ed una scheda telefonica, dicendo che sarei stato trasferito presto in un centro per minori. E’ passato un mese e sono ancora qui”. Il racconto di Y., ragazzo eritreo di 16 anni, descrive la realtà vissuta da un centinaio di minori trattenuti come lui in modo illegittimo da settimane o mesi all'interno dell'hotspot di Pozzallo. Decine di minori giunti con gli ultimi sbarchi nel porto ibleo sono infatti rimasti in situazione di promiscuità, sovraffollamento e stress psicologico all'interno del centro, senza aver ancora ricevuto una sistemazione idonea. 

venerdì 27 giugno 2014

L'Unhcr non collabora nell'inchiesta su don Librizzi. I funzionari dell'organizzazione Onu oppongono l'immunità diplomatica.

Repubblica.it - di LAURA SPANO'.
Immunità diplomatica. L’alto commissariato Onu per i rifugiati ha deciso di non collaborare all’inchiesta della procura di Trapani che ha portato all’arresto dell’ex direttore della Caritas, don Sergio Librizzi, accusato di violenza sessuale su alcuni migranti in attesa di asilo politico ospitati presso le strutture da lui gestite, ma anche di concussione e tentata concussione.

lunedì 11 luglio 2011

L'Acnur prende posizione

Dopo l'inchiesta di Fortress Europe sulla reclusione dei richiedenti asilo politico tunisini, marocchini, egiziani e libici nei centri di identificazione e espulsione (Cie) di Chinisia e Torino, finalmente l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Acnur) ha preso posizione.