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sabato 4 novembre 2017

Cronaca di una grave violazione della legge nel centro Hotspot di Lampedusa

Comunicato stampa - Nonostante la sentenza Cedu sul caso Khlaifia continuano detenzione arbitraria, espulsioni di massa, negazione del diritto d’asilo. Il signor M. è da quattro giorni in sciopero della fame. Insieme a lui circa 200 connazionali tunisini, rinchiusi nel centro Hotspot di Lampedusa, si rifiutano di mangiare finché non verranno garantiti i loro diritti. Un suo compagno è stato da poche ore ricoverato in ospedale. Sono detenuti senza alcuna convalida da parte di un giudice e non hanno incontrato nessuno che spiegasse loro la procedura per un'eventuale richiesta di asilo. 

mercoledì 14 giugno 2017

Le morti che aiutano ad accaparrare voti

È appena trascorsa la domenica dei seggi elettorali e le notizie che fanno veramente rumore sono messe sotto una campana di vetro per nasconderle ai più. Anche oggi, come ormai da anni, si contano numerose morti in mare, e si assiste alla consegna alla guardia costiera libica di più di 500 persone, tra cui moltissimi bambini, persino siriani, proprio quelle persone che fino a qualche mese fa venivano acclamate al loro ingresso nelle città tedesche o italiane, attraverso le quote della relocation o i corridoi umanitari.


L'hotspot di Contrada Imbriacola, a Lampedusa

giovedì 9 febbraio 2017

Gravissime violazioni a Lampedusa

In questo tempo così arido dal punto di vista umano la domanda che ci poniamo spesso è fino a quanto possiamo spingerci oltre. La direzione presa è chiara: muri, respingimenti, abbandono. A pagare le conseguenze delle scelte politiche disumane sono i migranti che fanno da carne da macello in Libia (paese che non ha firmato la convenzione di Ginevra) o muoiono in mare, oppure vengono sfruttati o abbandonati in Italia. Ed oggi la situazione è ancora più grave, dopo che è stata ufficialmente aperta la caccia al migrante, e i rastrellamenti nelle città sono già in atto.

Migranti sbarcati a Porto Empedocle da Lampedusa - Ph. Alberto Todaro