Huffingtonpost.it - Diecimila euro di risarcimento a tre tunisini che sbarcarono a Lampedusa nel 2011 e che giudicarono il sistema di accoglienza italiano così degradante e bestiale da fare ricorso alla Corte europea per i diritti umani.
siciliamigranti è una finestra sulla situazione dei migranti in Sicilia. E' il blog di un progetto di monitoraggio e pronto intervento in risposta alle politiche migratorie, contingenti ed emergenziali, messe in atto dal governo italiano per gestire l'arrivo dei profughi provenienti dalla regione del Maghreb e dalla Libia.
Visualizzazione post con etichetta emergenza nordafrica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta emergenza nordafrica. Mostra tutti i post
venerdì 4 settembre 2015
giovedì 6 marzo 2014
Il Centro di accoglienza richiedenti asilo di Mineo: il simbolo di un fallimento
di Elio Tozzi - scienzaepace.unipi.it
Il Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Mineo, in provincia di Catania, rappresenta il simbolo del fallimentare sistema di accoglienza italiano. Immerso nelle campagne della piana di Catania, e lontano dai centri abitati, si trova l’ex Residence degli Aranci, un tempo lussuosa residenza delle famiglie dei militari statunitensi di stanza a Sigonella, oggi il più grande CARA esistente in Italia e in Europa. Istituito repentinamente nell’ambito della cosiddetta “Emergenza Nord Africa”, nel marzo del 2011, il CARA di Mineo è stato, sin dal principio, descritto come il fiore all’occhiello dell’accoglienza all’italiana, un modello da esportare in Europa. Allo stesso tempo è stato definito “ghetto”, “prigione dorata”, “inferno a 5 stelle”, “limbo”. Attualmente ospita circa quattromila richiedenti asilo a fronte di una capacità, dichiarata sin dalla sua apertura, di duemila posti.
Il Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Mineo, in provincia di Catania, rappresenta il simbolo del fallimentare sistema di accoglienza italiano. Immerso nelle campagne della piana di Catania, e lontano dai centri abitati, si trova l’ex Residence degli Aranci, un tempo lussuosa residenza delle famiglie dei militari statunitensi di stanza a Sigonella, oggi il più grande CARA esistente in Italia e in Europa. Istituito repentinamente nell’ambito della cosiddetta “Emergenza Nord Africa”, nel marzo del 2011, il CARA di Mineo è stato, sin dal principio, descritto come il fiore all’occhiello dell’accoglienza all’italiana, un modello da esportare in Europa. Allo stesso tempo è stato definito “ghetto”, “prigione dorata”, “inferno a 5 stelle”, “limbo”. Attualmente ospita circa quattromila richiedenti asilo a fronte di una capacità, dichiarata sin dalla sua apertura, di duemila posti.
lunedì 8 luglio 2013
L’accoglienza del post Emergenza Nord Africa. La legittimità dell’Umberto I di Siracusa come sede di accoglienza.
Borderline Sicilia Onlus esprime preoccupazione per la
situazione creatasi con i sempre più frequenti sbarchi sulle coste del
siracusano e la condizione dell’accoglienza destinata ai migranti. La
preoccupazione emerge in particolar modo con riferimento all’Umberto I di
Siracusa, in cui vengono collocati i migranti che
sbarcano sulle coste della provincia, che è stata oggetto della visita della
parlamentare Sofia Amoddio avvenuta ieri, 7 luglio.
mercoledì 19 giugno 2013
Chiarimenti sul bonus al Cara di Mineo
Riceviamo e pubblichiamo la lettera del responsabile dell'Ufficio Pubbliche relazioni del Cara di Mineo, il quale, con riferimento al post pubblicato il 14 giugno scorso, desidera segnalare e rettificare i passaggi del post relativi al bonus di 500 euro.
CARA di Mineo, il ‘bonus’ della rivolta
ARGOCatania - Oltre mille migranti sbarcati negli ultimi giorni in Sicilia, un numero imprecisato quelli che non hanno toccato terra, rimasti per sempre nel Mediterraneo, vero e proprio cimitero marino. Eppure, finita l’emergenza Lampedusa, tutto questo non fa notizia. Come non si parla più, nonostante le numerose proteste, del CARA di Mineo.
venerdì 14 giugno 2013
Si riaccende la rivolta al CARA di Mineo
Questa mattina, dopo quasi 2 settimane dall’ultima protesta, il CARA di Mineo è stata la sede di una nuova rivolta. Al momento della colazione, un giovane originario del Mali che avrebbe tentato di saltare la fila per il pasto, avrebbe litigato con un operatore e sarebbe poi stato tratto in arresto dalle forze di Polizia presenti all’interno del centro. Questo, a quanto riferiscono gli ospiti del CARA rimasti fuori ad attendere per ore prima di poter finalmente rientrare nelle loro abitazioni, a piccoli gruppi tra le 13.30 e le 14.00.
E' ancora emergenza al Cara di Mineo
Da stamattina, in seguito all'arresto di un richiedente asilo del Mali reo di aver
scavalcato la fila per la colazione, è in corso una protesta dei migranti a cui
è seguita una violenta repressione all'interno del Cara. I media sono invitati a
darne notizia ed a monitorare la continua violazione dei diritti umani dei
richiedenti asilo, in un Cara che dall'inizio del 2013 ha aumentato di oltre il
50% le presenze, con ulteriore deterioramente delle minime condizioni di
vivibilità, causa del susseguirsi di proteste. Come da anni sosteniamo il Cara è
solo un laboratorio di politiche segregazioniste per il business del consorzio
di cooperative che lo gestisce.
Rete Antirazzista Catanese
mercoledì 29 maggio 2013
COME PONZIO PILATO – La situazione dopo l’emergenza nordafrica in Sicilia
In Sicilia al 31 dicembre 2012 erano presenti nei centri nati come i funghi per l'Emergenza Nord Africa (ENA) ben 1.175 migranti cui bisogna aggiungere i 187 minori non accompagnati richiedenti asilo.
mercoledì 13 marzo 2013
Cessata emergenza Nord Africa: fissato al 31 marzo il termine ultimo per le richieste di rimpatrio assistito o di proroga dei permessi di soggiorno, poi espulsione.
immigrazioneoggi: In GU il DPCM 28 febbraio 2013 che stabilisce anche la proroga dei permessi di soggiorno fino alla conclusione dei procedimenti di rimpatrio o conversione.
Pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 12 marzo il DPCM sulla cessazione delle misure umanitarie di protezione temporanea concesse ai cittadini dei Paesi del Nord Africa.
Il decreto prevede che i beneficiari delle misure di protezione umanitaria possono presentare entro il 31 marzo 2013 domanda di rimpatrio assistito o di conversione dei permessi di soggiorno per motivi umanitari in permessi per lavoro, famiglia, studio e formazione professionale.
Di conseguenza viene prorogata automaticamente la validità dei permessi di soggiorno in possesso dei beneficiari delle misure umanitarie di protezione temporanea sino alla data di conclusione delle procedure di rimpatrio o di conversione.
Per chi non presenterà domanda entro il termine stabilito scatteranno i provvedimenti di espulsione, salvo trattarsi di soggetti inespellibili perché in possesso dei requisiti previsti dall’art. 19 comma 2 del TUI, ovvero che possono dimostrare la sussistenza di gravi motivi di salute che ne impediscono il rientro nel Paese di origine, per il periodo in cui perdura tale stato; deroga anche per gli stranieri che possono dimostrare la sussistenza di gravi ragioni di carattere umanitario che rendono impossibile o non ragionevole il rimpatrio e per i componenti di nuclei familiari con minori che frequentano la scuola fino al termine dell'anno scolastico.
Pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 12 marzo il DPCM sulla cessazione delle misure umanitarie di protezione temporanea concesse ai cittadini dei Paesi del Nord Africa.
Il decreto prevede che i beneficiari delle misure di protezione umanitaria possono presentare entro il 31 marzo 2013 domanda di rimpatrio assistito o di conversione dei permessi di soggiorno per motivi umanitari in permessi per lavoro, famiglia, studio e formazione professionale.
Di conseguenza viene prorogata automaticamente la validità dei permessi di soggiorno in possesso dei beneficiari delle misure umanitarie di protezione temporanea sino alla data di conclusione delle procedure di rimpatrio o di conversione.
Per chi non presenterà domanda entro il termine stabilito scatteranno i provvedimenti di espulsione, salvo trattarsi di soggetti inespellibili perché in possesso dei requisiti previsti dall’art. 19 comma 2 del TUI, ovvero che possono dimostrare la sussistenza di gravi motivi di salute che ne impediscono il rientro nel Paese di origine, per il periodo in cui perdura tale stato; deroga anche per gli stranieri che possono dimostrare la sussistenza di gravi ragioni di carattere umanitario che rendono impossibile o non ragionevole il rimpatrio e per i componenti di nuclei familiari con minori che frequentano la scuola fino al termine dell'anno scolastico.
lunedì 18 febbraio 2013
DOVERI DI ACCOGLIENZA E PROTEZIONE INTERNAZIONALE : VERSO LA FINE DELL’EMERGENZA NORDAFRICA ?
Convegno organizzato da Università degli Studi di Palermo -
Dottorato di ricerca in “Diritti Umani. Tutela, evoluzione e limiti”
Associazione Borderline Sicilia - Osservatorio contro le
discriminazioni razziali “ Noureddine Adnane”
Programma
Introduzione e moderazione dei lavori
Prof. Fulvio Vassallo Paleologo ( Università di Palermo ): Dall’accoglienza
umanitaria allo stato di eccezione.
Interventi:
Dott.ssa Judith Gleitze ( Borderline Sicilia
Onlus/Borderline-Europe)
Dott.ssa Diana Pisciotta ( Osservatorio contro le
discriminazioni razziali “ Noureddine Adnane”)
Dott. Raffaele Lupo ( Protezione civile - Regione Sicilia)
Dott. Claudio Lombardo ( ARCI – Caltanissetta)
Avv. Paola Ottaviano ( del Foro di Modica)
Avv. Gaetano Pasqualino (del Foro di Palermo)
Avv. Daniele Papa ( del Foro di Palermo )
giovedì 8 novembre 2012
Emergenza Nordafrica - Permessi di soggiorno: il Governo decide di non decidere
Tre confuse circolari, nessuna
decisione: il Ministero dell’Interno rende note le modalità operative
per "definire le posizioni" di chi ha ricevuto il diniego.
Vedete su meltingpot l'articolo e le circolari:
lunedì 5 novembre 2012
Nuova strage di migranti davanti alle coste libiche. Le motovedette regalate a Gheddafi fermano i motori.
Lo avevamo detto da tempo, ma nessuno ha ascoltato. L’emergenza immigrazione deve terminare ( almeno sulla carta) entro il 31 dicembre 2012, i servizi di accoglienza vanno chiusi, dopo essere costati un patrimonio a partire dalla proclamazione dello stato di emergenza dichiarato da Berlusconi nel febbraio del 2011, degli sbarchi che continuano se ne deve parlare il meno possibile, i vecchi accordi bilaterali vanno ancora bene.
martedì 23 ottobre 2012
Il sindaco di Lampedusa ospite alla trasmissione "Che tempo che fa"
«Nella nostra isola emergenze più gravi dei migranti»
Per Giusi Nicolini sugli sbarchi si è creata un'emergenza ad hoc: «Nessun esodo biblico». Piuttosto, dice, «per partorire, fare la chemioterapie o studiare dobbiamo andare in Sicilia»
Per Giusi Nicolini sugli sbarchi si è creata un'emergenza ad hoc: «Nessun esodo biblico». Piuttosto, dice, «per partorire, fare la chemioterapie o studiare dobbiamo andare in Sicilia»
sabato 20 ottobre 2012
"Chi specula sui profughi". Inchiesta dell'Espresso sulla gestione dell'emergenza Nord Africa
di Michele Sasso e Francesca Sironi
Da l'Espresso. Un miliardo e 300 milioni: è quello che ha speso finora lo Stato per assistere le persone fuggite da Libia e Tunisia. Un fiume di denaro senza controllo. Che si è trasformato in business per albergatori, coop spregiudicate e truffatori.
sabato 28 luglio 2012
Intervista a Damiano Sferlazzo, vicesindaco di Lampedusa e Linosa.
Riusciamo finalmente a fare una chiacchierata con Damiano Sferlazzo, vice sindaco di Lampedusa, rappresentante della nuova amministrazione, per rivolgergli alcune domande.
Sbarchi
Ci racconta che ieri, 27 luglio, ci sono stati due sbarchi a Lampedusa. Il primo, di 41 persone è avvenuto in mattinata. Pare che l’imbarcazione sia partita dalla Tunisia. A bordo c’erano 19 algerini, 21 tunisini ed un marocchino. Mentre parliamo a Piazza Castello, viene informato da un conoscente che lavora presso il centro d’accoglienza di Contrada Imbriacola, che un migrante, affetto da diabete, è rimasto sull’isola perché non stava bene, mentre gli altri 40 sono stati trasferiti la mattina stessa a Porto Empedocle con il traghetto di linea.
Sbarchi
Ci racconta che ieri, 27 luglio, ci sono stati due sbarchi a Lampedusa. Il primo, di 41 persone è avvenuto in mattinata. Pare che l’imbarcazione sia partita dalla Tunisia. A bordo c’erano 19 algerini, 21 tunisini ed un marocchino. Mentre parliamo a Piazza Castello, viene informato da un conoscente che lavora presso il centro d’accoglienza di Contrada Imbriacola, che un migrante, affetto da diabete, è rimasto sull’isola perché non stava bene, mentre gli altri 40 sono stati trasferiti la mattina stessa a Porto Empedocle con il traghetto di linea.
lunedì 23 luglio 2012
Dove sono finiti i fondi dell’emergenza nordafrica?
A Vittoria (Rg) la comunità per minori Dike, sta vivendo la drammatica situazione che stanno vivendo anche le altre realtà che da mesi ospitano profughi arrivati durante l’emergenza Nordafrica. A partire da luglio 2011, la struttura ospita minori stranieri non accompagnati. I contributi previsti per ciascun ospite dovrebbero essere corrisposti dal Comune di Vittoria, che, a sua volta, li riceve dal ministero tramite i fondi della Protezione civile.
Iscriviti a:
Post (Atom)