Da
sempre l'isola più bella del Mediterraneo è usata dal governo italiano come
luogo in cui sperimentare le politiche in materia di immigrazione. Da sempre i Lampedusani
sono trattati come cavie da laboratorio dai vari governi che negli anni si sono
succeduti, per verificare fino a dove possa arrivare la sopportazione.
siciliamigranti è una finestra sulla situazione dei migranti in Sicilia. E' il blog di un progetto di monitoraggio e pronto intervento in risposta alle politiche migratorie, contingenti ed emergenziali, messe in atto dal governo italiano per gestire l'arrivo dei profughi provenienti dalla regione del Maghreb e dalla Libia.
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venerdì 10 novembre 2017
lunedì 1 febbraio 2016
La storia di Alagie, uno dei tanti minori respinti
All’inizio di gennaio lo Sportello Immigrati di Caltanissetta ci ha segnalato il caso di un minore straniero non accompagnato che dopo aver ricevuto il decreto di respingimento differito, aveva lasciato la Sicilia e stava vivendo per strada.
In modo da garantire la sua privacy racconteremo la sua storia chiamandolo Alagie. Tuttavia, siamo convinti che qualsiasi nome usassimo, corrisponderebbe a quello di uno delle centinaia di minori che in questo momento si trovano a vagare per strada senza poter contare su alcuna protezione, a seguito di un provvedimento di respingimento rilasciato dalle autorità italiane, che nei luoghi di sbarco continuano a procedere con identificazioni sommarie e a perpetrare la prassi arbitraria di selezione tra migranti economici e richiedenti asilo.
sabato 23 gennaio 2016
Il CPSA di Pozzallo diventa hotspot. Ieri il primo sbarco
Martedì è stata diffusa la notizia ufficiale della trasformazione del CPSA di Pozzallo in hotspot, il terzo in Sicilia. All’interno la polizia italiana sarà supportata da funzionari di Frontex, dell’EASO e dell’EUROPOL, mentre la gestione dei servizi rimane ad oggi ancora affidata alla cooperativa Azione Sociale, nell’attesa che il bando di affidamento aperto da mesi conferisca l’appalto triennale ad un soggetto vincitore. Gli hotspot sono il risultato di decisioni politiche europee prese nell’ambito degli accordi di ricollocazione, e si presentano come dispositivi finalizzati alla differenziazione tra migranti economici e richiedenti asilo.
domenica 17 gennaio 2016
Le porte girevoli della Fortezza Europa
L'immagine che mi viene spesso in mente in questo periodo è quella di una porta girevole di un albergo dove i bambini per gioco girano senza fermarsi, e quando escono da questo giro vorticoso sono al punto di partenza, ma con la testa che gira.
Per i migranti è la stessa cosa ma con conseguenze drammatiche: nel momento in cui vengono salvati da un mercantile, da una nave militare, da una nave di volontari, i migranti entrano in questa porta girevole, ma nel momento in cui toccano terra in Italia cominciano a capire che non è un gioco e che la porta li rimetterà al punto iniziale, ed in modo peggiore.
lunedì 4 gennaio 2016
Respingiamo tutti, anzi no!
“Se non lo vedessimo con i nostri occhi, verrebbe difficile credere a quello che sta combinando l'Italia. Si fabbrica "clandestinità", consapevolmente. Un essere umano che appena arrivato dopo un viaggio attraverso il deserto, la Libia e il mare, viene respinto con un foglio di cui non comprende neanche il significato, ma che di fatto lo condanna all'irregolarità fin dal suo ingresso, è una persona a cui è stata tolta ogni possibilità di vita reale. L' Italia esegue gli “ordini” impartiti dall’Europa e non si rende conto che l'unico modo di andare oltre, per il loro bene e per il proprio, è di dare un permesso di soggiorno, un titolo di viaggio e far entrare queste persone in Europa a testa alta. Bisognerebbe ricoprirle di legalità! Invece di buttarle per strada, come si usa fare da qualche mese a questa parte."
Queste sono le parole di Anna, una delle tante persone che per fortuna non si arrendono di fronte alla deriva razzista del nostro sistema. Lei, insieme ad altri, da sabato pomeriggio segue da vicino i 198 ragazzi respinti in due giorni dal nuovo hotspot di Trapani.
mercoledì 23 dicembre 2015
Continuano i respingimenti a Siracusa. Ad Augusta arrivate 500 persone e un morto.
Continuano i respingimenti arbitrari ed illegittimi nella Sicilia orientale. Con grande preoccupazione ed indignazione apprendiamo che in questi giorni la Questura di Siracusa ha notificato trenta provvedimenti di respingimento differito a migranti sbarcati ad Augusta il 16 ed il 19 dicembre. Dopo essere stati trasferiti al centro Umberto I di Siracusa i migranti, tutti di origine gambiana tranne un nigeriano, hanno ricevuto l’ormai noto provvedimento, con l’ordine di lasciare il territorio nazionale entro sette giorni dalla frontiera di Roma Fiumicino, e sono stati prontamente lasciati sulla strada. La modalità è sempre la stessa: arrivo, intervista sommaria sui motivi della fuga tramite questionario, e dopo poco, notifica del decreto di respingimento con concomitante obbligo di lasciare il centro di accoglienza, senza aver ricevuto nessuna informazione in merito a ciò che stava succedendo.
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giovedì 10 dicembre 2015
Agrigento: centinaia di migranti, fra cui somali e minori, respinti ed abbandonati per strada
“Seven Days” i migranti lo chiamano così il provvedimento di respingimento differito ex art. 10 comma 2 del Testo Unico sull'immigrazione, che intima loro di lasciare il territorio italiano entro sette giorni dalla frontiera Roma Fiumicino. Negli ultimi mesi tale sorte è toccata a centinaia di persone e, da quanto registrato negli ultimi giorni, il fenomeno è in costante aumento. La situazione più critica si registra in provincia di Agrigento, e non è un caso.
mercoledì 9 dicembre 2015
Hotspot in Sicilia, la macchina dei respingimenti
di Cristina Artoni
È passato poco più di un mese dalla dichiarazione della portavoce dell’Alto Commissariato per i Rifugiati Carlotta Sami che giudicava “un primo passo positivo” il programma di ricollocamento dei migranti. Il piano, deciso da Bruxelles dopo una serie di vertici, era stato presentato come lo sviluppo di un sistema di prima accoglienza per i migranti irregolari in arrivo sul suolo europeo da ridistribuire poi sul resto del continente con il sistema delle quote.
mercoledì 2 dicembre 2015
Il silenzio su Lampedusa. La vergogna di Agrigento
Settimanalmente a Lampedusa arrivano piccole imbarcazioni di 15-20 persone provenienti dalla Libia o dalla Tunisia. Il 23 novembre sono sbarcati a Lampedusa circa 130 migranti, ma i giornali e le tv non ne parlano, perché?
Il perché possiamo provare ad immaginarlo rileggendo la road map e riscontrando nelle prassi messe in atto dalla politica che il governo italiano, spinto dalla governance europea, ha deciso di adottare, aprendo alla discrezionalità in favore delle forze di polizia, italiane ed europee ed escludendo la giurisdizione e la legalità.
Queste dinamiche appaiono del tutto "fuori legge", "fuori dal diritto" in quanto basate su trattamenti disumani e degradanti della persona.
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venerdì 13 novembre 2015
Sbarchi: caos identificazioni, anche i minori a rischio espulsione. "Gravi violazioni"
ROMA – La storia di un gruppo di minori non accompagnati, prima raggiunti da un provvedimento di espulsione e poi riconosciuti come minorenni e richiedenti asilo, è solo l’ultimo caso denunciato dalle associazioni, di quanto sta avvenendo nelle ultime settimane nei luoghi di arrivo dei migranti: respingimenti in crescita esponenziale, caos nelle identificazioni, minori identificati come maggiorenni, assenza di tutela dei migranti. Alla denuncia delle organizzazioni che si occupano di diritti umani si aggiunge anche quella dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati, Unhcr.
giovedì 12 novembre 2015
La fabbrica degli irregolari, impropriamente detti clandestini
Comunicato stampa.
Borderline Sicilia esprime profonda preoccupazione per il perpetrarsi di pratiche illegittime sulla pelle dei richiedenti asilo. Da fine settembre ad oggi, abbiamo in più occasioni denunciato le centinaia di respingimenti differiti nei confronti di migranti soccorsi in mare¹. L'ultimo caso di cui siamo venuti a conoscenza riguarda quindici persone (ma potrebbero essere di più) provenienti da Pakistan e Mali. Li abbiamo incontrati ieri fuori dalla Questura di Palermo, e ci hanno raccontato di essere arrivati a Lampedusa il 5 novembre scorso dopo essere stati salvati in mare insieme a più di 500 persone.
Borderline Sicilia esprime profonda preoccupazione per il perpetrarsi di pratiche illegittime sulla pelle dei richiedenti asilo. Da fine settembre ad oggi, abbiamo in più occasioni denunciato le centinaia di respingimenti differiti nei confronti di migranti soccorsi in mare¹. L'ultimo caso di cui siamo venuti a conoscenza riguarda quindici persone (ma potrebbero essere di più) provenienti da Pakistan e Mali. Li abbiamo incontrati ieri fuori dalla Questura di Palermo, e ci hanno raccontato di essere arrivati a Lampedusa il 5 novembre scorso dopo essere stati salvati in mare insieme a più di 500 persone.
venerdì 6 novembre 2015
Dallo sbarco all’hotspot, all’espulsione. Come si decide il destino dei migranti
Da Redattore Sociale – Distinzioni arbitrarie tra migranti economici e richiedenti protezione internazionale, espulsioni lampo, metodi ingannevoli per ottenere le impronte, poche informazioni ai profughi sui loro diritti e il loro destino. A raccontare quello che accade da un mese nell’hotspot di Pozzallo ( uno dei cinque centri di smistamento per le domande di asilo identificati dal ministero dell’Interno) è Francesco Rita, psicologo di Medici Senza Frontiere, che lavora nel centro di prima accoglienza.“Quello che succede è raccapricciante” sintetizza senza mezzi termini, durante un convegno organizzato a Roma dall'associazione Laboratorio 53.
lunedì 2 novembre 2015
Agrigento: espulsi i richiedenti asilo
Comunicato stampa
L’associazione Borderline Sicilia esprime preoccupazione per la sorte delle decine di richiedenti asilo che nelle scorse settimane hanno visto notificarsi dalla prefettura di Agrigento, congiuntamente al rigetto della domanda di protezione internazionale, un decreto di espulsione dal territorio italiano.
Si tratterebbe di provvedimenti di diniego per manifesta infondatezza adottati, a seguito di audizione del richiedente asilo, sulla base del recente decreto che recepisce due direttive sull’asilo, entrato in vigore lo scorso 30 settembre.
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