E' finito il 2016 e rileggendo alcuni report dell'anno appena trascorso mi sono imbattuto nell'ultimo report scritto nel 2015 dal titolo: “Per fortuna è finito il 2015”.
Non possiamo riproporre il titolo cambiando la data perché il 2016 è stato ancor più mortifero e le dinamiche si sono ripetute e sono anzi divenute ancora più violente rispetto al 2015.
I numeri delle stragi quotidiane sono terribili, i dati ufficiali parlano di più di 5 mila morti, mai come quest'anno si è ucciso in mare, e questi numeri non rendono giustizia di tutti i morti che facciamo prima e dopo il mare.
siciliamigranti è una finestra sulla situazione dei migranti in Sicilia. E' il blog di un progetto di monitoraggio e pronto intervento in risposta alle politiche migratorie, contingenti ed emergenziali, messe in atto dal governo italiano per gestire l'arrivo dei profughi provenienti dalla regione del Maghreb e dalla Libia.
Visualizzazione post con etichetta fortezza europa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fortezza europa. Mostra tutti i post
domenica 1 gennaio 2017
Non perdiamo la speranza e la forza di essere presenti
Etichette:
Borderline Sicilia,
centri di accoglienza straordinaria,
centri per minori,
CIE,
criminalizzazione,
deportazioni,
desaparecidos del Mediterraneo,
detenzione,
disumanità,
espulsione,
fortezza europa
venerdì 13 maggio 2016
CS di Borderline Sicilia contro la criminalizzazione delle associazioni antirazziste
Borderline Sicilia esprime preoccupazione per le parole pronunciate
in sede di audizione della Commissione parlamentare d'inchiesta dal Prefetto
Morcone:
lunedì 15 febbraio 2016
Pala Nebiolo di Messina: impronte con la forza e bugie ai vulnerabili
A conclusione del seminario
"Sicilia crocevia del Mediterraneo tra guerre aperte e frontiere" a
cui abbiamo preso parte il 30 gennaio scorso, ci siamo recati con i rappresentanti
dell'associazione Migralab di fronte al Palanebiolo, per poter monitorare la situazione
attraverso interviste agli ospiti.
sabato 19 dicembre 2015
La caccia al migrante è aperta
Faruk,
giovane migrante proveniente da un paese africano ricco di miniere di
diamanti, scende dal treno insieme ad altri due amici di traversata con
occhi tristi, spenti, pieni di paura. Faruk nonostante la giovane età ne
ha passate tante: una mamma rimasta uccisa nel suo paese, un fratellino
che non ha resistito al deserto e alle violenze dei militari addestrati
dagli eserciti europei, un padre straziato dal dolore per la perdita
prima della moglie e poi del piccolo figlio è stato inghiottito dal
mare.
lunedì 14 dicembre 2015
Domani sarà pubblicato il rapporto Ue sull'Italia. Si spinge per l'attivazione di due nuovi hotspot di Pozzallo e Porto Empedocle
LaRepublica.it - Bruxelles chiede all'Italia
"un'accelerazione" nel "dare cornice legale
alle attività di hotspot, in particolare per
permettere l'uso della forza per la raccolta
delle impronte e prevedere di trattenere più a
lungo i migranti che oppongono resistenza". È
quanto si legge in un'anticipazione del
rapporto della Commissione Ue sull'Italia.
domenica 13 settembre 2015
Pare che si chiamasse Yassin
di Marta Bernardini e Francesco Piobbichi. Mediterranean Hope – Pare che si chiamasse Yassin. Pare che Yassin venisse dall’Eritrea, che fosse stato arrestato senza motivo e chiuso in uno dei tanti lager libici, pare che abbia un bimbo e una moglie in un centro di accoglienza in Svezia e che volesse raggiungerli. Quello che è certo, è che è arrivato senza vita a Lampedusa, dove è stato sepolto pochi giorni fa. Lui sarebbe potuto arrivare qui e avere protezione umanitaria, ne aveva tutti i requisiti, eppure è stato costretto a prendere la strada rischiosa del mare che lo ha portato alla morte. La stessa storia del piccolo Aylan, e di molti altri innocenti morti in questo mare reso assassino dalle leggi degli uomini. La vicenda senza foto di Yassin ve la raccontiamo noi. Lo facciamo come abbiamo fatto per Welela, per dare una dignità a queste persone e per evitare che si perdano nell’oblio. Lo facciamo per dire che un giorno la storia farà i conti con i nostri governanti e le loro scelte politiche.
venerdì 28 agosto 2015
Migrazioni, è un bollettino di guerra: più di 300 vittime in quattro giorni
Da Redattore Sociale.
Un bollettino di guerra. È quello che sta diventando la cronaca dei flussi migratori in questi giorni in Europa. Mentre sui media di tutto il mondo si discute sui termini da utilizzare per descrivere il fenomeno (migranti o rifugiati), sul web si susseguono le notizie di nuove tragedie che non avvengono più lontano dagli occhi europei, ma che giorno per giorno si avvicinano al cuore di un continente comunemente definito come “vecchio” e chiuso come una “fortezza”. Dopo la notizia che ha sconvolto l’Austria (e non solo), dal Mediterraneo giungono nuove notizie di morte con più di cento migranti che avrebbero perso la vita nel tentativo di raggiungere l’Europa. Un dato, quello delle vittime, che cresce di giorno in giorno, come testimoniano le quasi 2.500 morti catalogate dal nuovo sito dell’alto commissario Onu per i rifugiati (Unhcr).
Un bollettino di guerra. È quello che sta diventando la cronaca dei flussi migratori in questi giorni in Europa. Mentre sui media di tutto il mondo si discute sui termini da utilizzare per descrivere il fenomeno (migranti o rifugiati), sul web si susseguono le notizie di nuove tragedie che non avvengono più lontano dagli occhi europei, ma che giorno per giorno si avvicinano al cuore di un continente comunemente definito come “vecchio” e chiuso come una “fortezza”. Dopo la notizia che ha sconvolto l’Austria (e non solo), dal Mediterraneo giungono nuove notizie di morte con più di cento migranti che avrebbero perso la vita nel tentativo di raggiungere l’Europa. Un dato, quello delle vittime, che cresce di giorno in giorno, come testimoniano le quasi 2.500 morti catalogate dal nuovo sito dell’alto commissario Onu per i rifugiati (Unhcr).
Etichette:
fortezza europa,
frontiere,
Libia,
morti,
Siriani
mercoledì 26 agosto 2015
Migranti 50 cadaveri su un barcone
repubblica.it - I morti su una imbarcazione soccorsa da una unità svedese, altri quattro decessi in due gommoni. Catania, i sette scafisti della strage di Ferragosto restano in carcere. I testimoni hanno riconosciuto il comandante, Ayooubil Harboob e hanno spiegato i ruoli degli altri sette: impedire ai migranti di salire dalla stiva sul ponte esterno con calci, pugni e colpi di cinghia. Racconti simili raccolti a Pozzallo
Etichette:
abusi,
Augusta; salme,
catania,
fortezza europa,
morti
giovedì 6 agosto 2015
Strage Mediterraneo, l'ultima chiamata prima del silenzio: «Aiuto, siamo in 600 e la sala motore è piena d'acqua»
di SALVO CATALANO. Meridionews – La prima a ricevere l'sos dal peschereccio che poi si è capovolto è stata l'attivista Nawal Soufi. «Ma dopo poco il telefono non squillava più». Medici senza frontiere racconta i soccorsi: «Persone che si aggrappavano disperate a qualunque cosa per salvarsi». E accusa: «Siamo stati chiamati alle 9 ma poi dirottati su un altro intervento, c'è una grave carenza di risorse».
giovedì 16 luglio 2015
Lampedusa: denunciati per vilipendio alla bandiera europea
Lunedì 13 luglio alle ore 11 davanti al porto vecchio sotto Porto M la nuova sede di Askavusa si stava girando una scena del film ‘Lampedusa’ che parlerà di naufragi e immigrazione ed esalterà il ruolo delle forze dell’ordine e delle forze militari nel loro doppio ruolo militare/umanitario.
sabato 13 giugno 2015
Borderline Sicilia al Parlamento Europeo "in ricordo di Alexander Langer"
Lo scorso 3 giugno siamo stati
invitati all’iniziativa organizzata in ricordo di Alexader Langer dal gruppodei Verdi al Parlamento Europeo. Con noi gli amici della Fondazione Langer che
hanno conferito a Borderline Sicilia il premio per il 2014. Il nostro
intervento è stato centrato sui provvedimenti d’urgenza proposti dalla
Commissione Europea per contrastare il traffico di essere umani, ponendo
l’accento sulla necessità di usare degli strumenti adeguati.
martedì 26 maggio 2015
Cara di Mineo, medici e deputati in visita: "Struttura per i migranti incompatibile con la dignità umana"
Repubblica.it - La commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema d’accoglienza è in Sicilia. Prima tappa la struttura del Catanese, dove attualmente sono ospitati circa tremila richiedenti asilo
giovedì 21 maggio 2015
I corpi in fondo al mare sono fuori mercato
L’ultima vergogna del sistema immigrazione messo in piedi dalla fortezza Europa è il trattamento riservato alle vittime degli stati europei. I 900 corpi non verranno recuperati, secondo il procuratore Salvi, perché non si possono affrontare i costi troppo elevati dell’operazione, e passa la patata bollente al governo, che con la solita ipocrisia sostiene (parole del premier Renzi) che “si farà di tutto per cercare di recuperare i corpi dei nostri fratelli e sorelle”. Prima li uccidiamo e poi li lasciamo marcire in fondo al mare cancellando ogni traccia del malefatto, convinti che anche dalla nostra memoria possa sparire il ricordo di tanti innocenti sulla coscienza.
Etichette:
accoglienza,
Agrigento,
CARA Trapani,
centri accoglienza straordinaria,
centri di smistamento,
commissione territoriale,
Cpsa,
fortezza europa,
morti,
naufragio,
Palermo,
sprar,
Trapani
martedì 5 maggio 2015
I morti che non fanno notizia
Da tempo abbiamo la percezione che i morti non ci facciano più alcuna impressione, non ci indignano più, almeno che non siano tanti!
Di fronte a 700 morti in un sol colpo allora ci svegliamo, facciamo passerelle per poi tornare alle nostre vite, incuranti del fatto che siamo complici della distruzione di intere famiglie.
Di fronte a 700 morti in un sol colpo allora ci svegliamo, facciamo passerelle per poi tornare alle nostre vite, incuranti del fatto che siamo complici della distruzione di intere famiglie.
giovedì 23 aprile 2015
Sbarcate 220 persone. Viaggiavano su due gommoni
meridionews.it - Erano stati soccorsi a nord delle coste libiche a bordo di due natanti lunghi 14 metri. Sono tutti provenienti dall'area sub-sahariana del continente africano. Nel gruppo anche cinque donne. Oggi pomeriggio vertice straordinario dell'Ue sul tema dell'immigrazione
domenica 19 aprile 2015
Lunedì 20 aprile presidio al porto di Catania
LUNEDI' 20 APRILE ORE 8,00 PRESIDIO AL PORTO DI CATANIA IN OCCASIONE DELL'ARRIVO DELLA NAVE CON I SUPERSTITI E LE SALME DELLA STRAGE NEL @[null:#CANALEDISICILIA]
MERCOLEDI' 22 APRILE ORE 18 PIAZZA STESICORO
MANIFESTAZIONE
Basta con le leggi razziali!
Fortezza Europa vergognati!
Diritto d'asilo europeo Subito!
Siamo tutti nella stessa barca
MERCOLEDI' 22 APRILE ORE 18 PIAZZA STESICORO
MANIFESTAZIONE
Basta con le leggi razziali!
Fortezza Europa vergognati!
Diritto d'asilo europeo Subito!
Siamo tutti nella stessa barca
mercoledì 18 febbraio 2015
Siamo sempre impreparati
Un esodo di uomini, donne e bambini in fuga da guerra, violenze, minacce, povertà estrema. Il rapido aggravarsi della situazione in Libia ha letteralmente costretto negli ultimi giorni migliaia di persone ad imbarcarsi verso le coste italiane. Oltre agli attacchi e alle violenze brutali di cui abbiamo notizia dai media, i migranti raccontano di minacce e soprusi continui, dentro e fuori le prigioni libiche, con atteggiamenti sempre più feroci di chi gestisce i viaggi in mare, agevolati dalle nostre leggi disumane e da un’Europa sempre più miope.
lunedì 9 febbraio 2015
Un'altra strage
Repubblica.it - Sette profughi sono morti per ipotermia e altri quindici sono in gravissime condizioni. E' accaduto a un centinaio di miglia dall'isola di Lampedusa. I migranti fanno parte del gruppo di 105 profughi salvati nel corso della notte. L'intervento era stato chiesto nel primo pomeriggio di ieri al Centro nazionale di Soccorso della Guardia costiera di Roma, tramite telefono satellitare. Nell'area sono state anche inviate le motovedette CP 302 e la CP 305 da Lampedusa.
mercoledì 31 dicembre 2014
Piu' soldi, piu' commissioni...piu' dinieghi.
Raddoppio delle commissioni territoriali e incremento dei dinieghi?
Ad ottobre il dato è “incredibilmente” alto, addirittura il 48% (a settembre era il 44%): in pratica una risposta su due della commissione territoriale è un diniego della protezione internazionale, e questo è un paradosso, visto che negli ultimi mesi è aumentato il numero di richiedenti asilo originari di Ucraina, Iraq, Afghanistan e Mali, paesi in guerra o in forte crisi economica/civile che in qualche modo ci vedono coinvolti come Unione Europea.
Ad ottobre il dato è “incredibilmente” alto, addirittura il 48% (a settembre era il 44%): in pratica una risposta su due della commissione territoriale è un diniego della protezione internazionale, e questo è un paradosso, visto che negli ultimi mesi è aumentato il numero di richiedenti asilo originari di Ucraina, Iraq, Afghanistan e Mali, paesi in guerra o in forte crisi economica/civile che in qualche modo ci vedono coinvolti come Unione Europea.
giovedì 16 ottobre 2014
Ufficiale lo stop a Mare nostrum, dal primo novembre resta solo Triton
Redattore Sociale – Stop a Mare nostrum, il primo novembre parte Triton e le due operazioni non convivranno. Ad annunciare ufficialmente la decisione del governo italiano è stato il ministro dell’Interno Angelino Alfano, durante un’informativa oggi alla Camera. “Mare nostrum non convivrà con Triton, ma sarà chiusa. D'accordo con il premier, ad un prossimo Consiglio dei ministri sarà deliberata la conclusione dell'operazione – ha detto Alfano -Ci sono 19 Stati oltre all'Italia che parteciperanno all'operazione Triton coordinata da Frontex, il cui budget sarà incrementato di 20 milioni di euro aggiuntivi per l'anno 2015. L'operazione costerà 3 milioni di euro, meno di un terzo di quanto è costata Mare Nostrum e a pagare non sarà solo l'Italia".
Iscriviti a:
Post (Atom)
