Tre sbarchi in una settimana sono troppi anche per Trapani, dove non c'è alcuna prospettiva per chi arriva, ma solo muri invalicabili. Più di mille persone in tre sbarchi hanno messo a dura prova il meccanismo di un hotspot che in genere funziona meglio degli altri.
siciliamigranti è una finestra sulla situazione dei migranti in Sicilia. E' il blog di un progetto di monitoraggio e pronto intervento in risposta alle politiche migratorie, contingenti ed emergenziali, messe in atto dal governo italiano per gestire l'arrivo dei profughi provenienti dalla regione del Maghreb e dalla Libia.
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venerdì 4 novembre 2016
venerdì 21 ottobre 2016
Sicilia occidentale: il fallimento che pagano le persone in cerca di una speranza
L’elevato numero di comunità alloggio per minori nella provincia di Agrigento (più di 40) ne rende difficoltoso il monitoraggio. Molti dei centri di primissima accoglienza per minori chiamati di “alta specializzazione”, di specializzazione hanno soltanto il mal funzionamento. Le situazioni più critiche si riscontrano a Licata, Palma di Montechiaro e Porto Empedocle, ma le segnalazioni che riceviamo sono numerose.
martedì 20 settembre 2016
Dal mare alla campagna, passando per le nostre città
Cosa hanno in comune una giovane donna ghanese, un signore di mezza età nigeriano e un ragazzone senegalese? Oltre il colore della pelle, senza ombra di dubbio, la violenza e lo sfruttamento a cui sono stati sottoposti, e il fatto che sono stati uccisi dalle nostre leggi.
Questo sistema ha deciso di sacrificare i migranti per tenersi in piedi, ha deciso di mettere al bando chiunque voglia risorgere dalle ceneri che abbiamo lasciato nei paesi da cui provengono, ragazzi e ragazze che vivono costantemente con la morte accanto, che spesso decide di prendere il sopravvento.
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| Sbarco di Palermo - Ph. Alberto Biondo |
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domenica 31 luglio 2016
Morti: il mare non ne può più
I morti sono talmente tanti che il mare li risputa nelle spiagge della Libia, lì dove tanti partono per cercare una nuova vita, fino a quel momento negata, sia a donne che ad uomini di qualunque età. Nell'ultima settimana alcuni sono stati recuperati anche dalle navi umanitarie come Acquarius e Dignity di Msf. Gli ultimi, in ordine di tempo, sono 22 salme di giovani donne sbarcate la scorsa settimana a Trapani. Donne e minori che muoiono per primi nel corso delle traversate dalla Libia all'Italia, a causa delle loro posizione all'interno delle imbarcazioni.
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martedì 12 luglio 2016
Agrigento, Trapani e Palermo: arrivi e respingimenti
Esito degli sbarchi nel porto di Palermo, Trapani e Porto Empedocle dello scorso 7 luglio:
1038 Palermo
658 Trapani
246 Porto Empedocle
Per lo Stato italiano questi sono solo numeri e spesso come tali vengono trattate le persone.
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mercoledì 29 giugno 2016
Sbarco ad Agrigento e Palermo: “Dov'è mio marito? Aiutatemi, per favore”
Sabato 25 giugno la nave della Guardia Costiera “Diciotti” ha sbarcato a Palermo 886 persone con una presenza di circa 150 donne, tutte molto giovani, e 96 minori. Hanno messo piede nel capoluogo siciliano, solo per qualche ora, nigeriani, gambiani, ivoriani, guineani e senegalesi. Soltanto 13 gli eritrei presenti, tra cui 3 ragazzine che si sono spacciate per maggiorenni nonostante le accurate informazioni fornite dagli operatori dell'OIM.
Nave Diciotti - Ph. Alberto Biondo
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mercoledì 22 giugno 2016
Sicilia occidentale: una settimana infernale
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giovedì 21 aprile 2016
La strage continua senza memoria
18 aprile 2016. Nel giorno in cui si commemorano i morti della strage del 18 aprile 2015, più di 800 migranti che giacciono ancora in fondo al mare, altre 400 persone nello stesso identico giorno sono state vittime delle politiche migratorie europee.
martedì 19 gennaio 2016
Immigrazione. Il bando per l'accoglienza in provincia di Trapani e le indagini sui centri
Da Tp24
Tra indagini e interrogazioni parlamentari, il sistema d'accoglienza ai migranti in provincia di Trapani è pronto a cambiare volto. Si tratta di una modifica radicale che ribalterà strutturalmente l'approccio alla questione immigrazione. «Non siamo più in emergenza – dice il prefetto Leopoldo Falco – adesso possiamo gestire». Emergenza è la parola chiave che negli ultimi anni ha permesso l'inenarrabile (dall'inferno del Vulpitta in poi) e che adesso potrebbe diventare archeologia.
domenica 20 dicembre 2015
Immigrati, apre a Trapani l’hotspot
Giornale di Sicilia - Apre i battenti a Trapani il secondo «hotspot» d’Italia, ossia il centro di identificazione e di prima assistenza degli immigrati (l’altro è a Lampedusa). Lo ha comunicato il premier Matteo Renzi che ha precisato come «il governo tiene fede agli impegni presi». L’hotspot di Trapani avrà sede nel complesso che sorge in contrada Milo, alla periferia del capoluogo, e dove da tempo è in funzione il Cie (Centro di identificazione immigrati) che ospita in maggior parte extracomunitari (attualmente sono circa 120) in attesa di essere rimpatriati, e che adesso stanno via via per essere trasferiti in altre città per consentire l’avvio del nuovo tipo di struttura.
mercoledì 7 maggio 2014
Voglio scappare anch'io
La giornata di ieri è stata caratterizzata dall'ennesimo sbarco in Sicilia e in particolare a Trapani. I migranti (siriani, palestinesi, subsahariani) sono stati "raccolti" in mare dalla nave della marina militare Aliseo a 35 miglia dalla costa libica. Erano in 887 su un barcone di legno e in un primo momento sono stati trasbordati tutti sull'Aliseo, ma visto il numero così alto, la marina ha fatto un'altra operazione di trasbordo su un mercantile (Asso Trenta) su cui sono stati fatti salire 343 migranti (tutti uomini) scortati dalla una ventina di militari del battaglione San Marco. giovedì 20 febbraio 2014
POTENZIALI RICHIEDENTI ASILO RESPINTI E ABBANDONATI SUL TERRITORIO
A tutti gli organi di stampa
La sezione siciliana dell’ASGI, l’Associazione Borderline Sicilia Onlus e la Rete Antirazzista Catanese denunciano le gravissime violazioni del diritto d’asilo messe in atto da alcune Questure siciliane, attraverso la prassi dei respingimenti differiti.
Siamo venuti a conoscenza di diversi episodi che hanno visto protagonisti gruppi di migranti salvati a mare dall’Operazione Mare Nostrum, identificati sulle navi militari e poi sbarcati nel porto di Augusta. Da lì alcuni sono stati trasferiti al centro Umberto I di Siracusa, altri al CSPA di Pozzallo e poi respinti e lasciati sul territorio.
La sezione siciliana dell’ASGI, l’Associazione Borderline Sicilia Onlus e la Rete Antirazzista Catanese denunciano le gravissime violazioni del diritto d’asilo messe in atto da alcune Questure siciliane, attraverso la prassi dei respingimenti differiti.
Siamo venuti a conoscenza di diversi episodi che hanno visto protagonisti gruppi di migranti salvati a mare dall’Operazione Mare Nostrum, identificati sulle navi militari e poi sbarcati nel porto di Augusta. Da lì alcuni sono stati trasferiti al centro Umberto I di Siracusa, altri al CSPA di Pozzallo e poi respinti e lasciati sul territorio.
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martedì 28 gennaio 2014
Centri di identificazione ed espulsione: da Trapani Milo a Ponte Galeria, chiudere delle strutture gravemente inadeguate
MEDU - Roma, 28 gennaio 2014 – Mentre nel Centro di identificazione ed espulsione (CIE) di Ponte Galeria a Roma ventisei migranti sono in sciopero della fame, e tredici di loro si sono cuciti la bocca, in segno di protesta per le indegne condizioni della struttura e l’irragionevole durata del trattenimento, la situazione al CIE di Trapani Milo è sempre più critica.
venerdì 17 gennaio 2014
CIE di Milo chiuso per lavori di ristrutturazione
Trapani OK - Chiusura temporanea per il Cento di Identificazione ed espulsione di contrada Milo. Lo ha annunciato stamani il prefetto di Trapani, Leopoldo Falco, nel corso di una conferenza stampa tenuta a Palazzo del Governo. La chiusura è motivata dai lavori di ristrutturazione complessiva della struttura considerata l´emergenza che si è venuta a creare negli ultimi mesi, quando il numero di immigrati trattenuti è passato da 360 ad oltre 1.200. "Nell´immobile - ha detto il Prefetto - bisogna creare le condizioni di sicurezza sia per gli ospiti che per le forze dell´ordine impegnate nel lavoro di sorveglianza".
martedì 10 dicembre 2013
Pantelleria, recuperati 52 migranti
di MARIA EMANUELA INGOGLIA, La Repubblica - Sbarcati a Trapani 52 tunisini salvati dalla Guardia costiera al largo di Pantelleria, dove nella notte un mercantile non identificato ha speronato un peschereccio, danneggiandolo. Novecento i migranti soccorsi nel Canale di Sicilia.
mercoledì 23 ottobre 2013
Il grande business dei Centri accoglienza La loro gestione diventa una miniera d'oro
Le inchieste di Repubblica
Cooperative, società nate per l'occasione, ma anche colossi industriali del Nord e multinazionali: ecco chi c'è dietro ai Cara, le strutture dove finiscono i migranti in attesa di asilo. Alcune sono vere e proprie bombe a orologeria, ma nessuno sembra farci caso
ROMA - Il Cspa di contrada Imbriacola, quello dove finiscono i migranti appena sbarcati a Lampedusa, è solo il primo anello del sistema italiano di accoglienza. Nel resto del Paese la situazione è altrettanto grave, come dimostrano gli scontri di Mineo. Un mare di soldi si muove sopra le teste dei richiedenti asilo. Eppure i migranti continuano a vivere in condizioni indegne. I Centri di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) sono fabbriche di posti di lavoro in territori in cui la disoccupazione era la regola già prima della crisi. Gli operatori possono essere persone che lavorano con impegno e con passione. Ma la loro azione da sola è inutile quando è tutto l'ingranaggio che non gira.
Cooperative, società nate per l'occasione, ma anche colossi industriali del Nord e multinazionali: ecco chi c'è dietro ai Cara, le strutture dove finiscono i migranti in attesa di asilo. Alcune sono vere e proprie bombe a orologeria, ma nessuno sembra farci caso
ROMA - Il Cspa di contrada Imbriacola, quello dove finiscono i migranti appena sbarcati a Lampedusa, è solo il primo anello del sistema italiano di accoglienza. Nel resto del Paese la situazione è altrettanto grave, come dimostrano gli scontri di Mineo. Un mare di soldi si muove sopra le teste dei richiedenti asilo. Eppure i migranti continuano a vivere in condizioni indegne. I Centri di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) sono fabbriche di posti di lavoro in territori in cui la disoccupazione era la regola già prima della crisi. Gli operatori possono essere persone che lavorano con impegno e con passione. Ma la loro azione da sola è inutile quando è tutto l'ingranaggio che non gira.
sabato 10 agosto 2013
E' finita la festa!
| CARA di Salinagrande (TP), si dorme fuori |
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giovedì 4 luglio 2013
Diritti sotto sequestro - Dal documento programmatico sui CIE alle prassi applicate Cronaca di una visita al CIE di Milo
Melting Pot - Nel corso del 2012 veniva elaborato un “Documento programmatico sui Centri di Identificazione ed Espulsione” predisposto da una “task-force”, incaricata dal Ministro dell’interno, “che si è recata presso i Centri presenti su tutto il territorio nazionale al fine di raccogliere informazioni.
Il ministro Cancellieri nel mese di giugno del 2012 aveva affidato al Sottosegretario Ruperto il compito di coordinare la “commissione”, composta dai massimi vertici del Viminale, proprio negli stessi mesi in cui una serie di visite effettuate nel corso della campagna “LasciateCIEntrare” avevano fatto emergere gravi lacune strutturali, come quelle che avevano imposto la chiusura dei CIE di Trapani (il vecchio Serraino Vulpitta) e di Lamezia Terme.
Il ministro Cancellieri nel mese di giugno del 2012 aveva affidato al Sottosegretario Ruperto il compito di coordinare la “commissione”, composta dai massimi vertici del Viminale, proprio negli stessi mesi in cui una serie di visite effettuate nel corso della campagna “LasciateCIEntrare” avevano fatto emergere gravi lacune strutturali, come quelle che avevano imposto la chiusura dei CIE di Trapani (il vecchio Serraino Vulpitta) e di Lamezia Terme.
martedì 2 luglio 2013
Morte sospetta nel Cie di Milo
La Procura di Trapani indaga su presunte percosse di cui sarebbe stato vittima un immigrato ospite del Cie di Trapani Milo. Gli inquirenti hanno aperto un fascicolo dopo aver visionato alcune registrazioni video effettuate dalle telecamere fisse che ci sono all'interno della struttura. È al vaglio sia la posizione di un poliziotto che quella dello stesso immigrato.
http://www.lasiciliaweb.it/articolo/101417/sicilia/trapani
http://www.lasiciliaweb.it/articolo/101417/sicilia/trapani
venerdì 24 maggio 2013
Dieci immigrati fuggono dal Cie - Tre ripresi dalla polizia
Live Sicilia - Erano tutti ospiti del Centro di contrada Milo. Un giovane, durante la fuga, è finito in un canalone, ferendosi. Dieci immigrati sono fuggiti ieri sera dal Cie di Trapani Milo. In tre sono stati fermati, poco dopo, dalle forze di polizia. Un giovane, durante la fuga, è finito in un canalone, ferendosi. E' stato soccorso, accompagnato in ospedale e riportato al Cie. Nessuna traccia degli altri sette extracomunitari.
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