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venerdì 1 settembre 2017

“Italyisverygood!”

Sono giorni veramente caldi e non solo per la temperatura costantemente intorno ai 40 gradi, ma perché la violenza del sistema attuale si sta manifestando in tutto il suo carattere discriminatorio e assassino. Sì, perché è criminale riportare in Libia migliaia di persone per bloccare gli arrivi in Italia, facendo accordi con milizie colluse con i trafficanti. Si tratta di respingimenti collettivi, di cui l’Italia si è già macchiata in passato e per i quali è stata condannata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo.


Un'immagine ripresa durante lo sgombero in via Curtatone, a Roma - Ph. La Repubblica

martedì 11 aprile 2017

Nuovi respingimenti, arresti e hotspot. I migranti che l’Italia non vuole tutelare ma continua a sfruttare

Circa 250 da un solo sbarco. Questo è il numero dei migranti, prevalentemente di origine marocchina, respinti dopo l’arrivo a Pozzallo più di una settimana fa a bordo della nave Golfo Azzurro. Respingimenti fotocopia che impongono l’allontanamento entro sette giorni dal territorio italiano dalla frontiera di Roma Fiumicino. Ancora una volta si ripete il copione assurdo con cui vengono implementate queste procedure illegittime ed incostituzionali, riconducibili ai respingimenti collettivi per cui l’Italia è stata condannata anche dalla Corte Europea per i diritti dell’Uomo.

La nave Aquarius al porto di Catania

venerdì 3 febbraio 2017

Rastrellamenti e accordo con la Libia: sempre più inquietanti le mosse dell’Italia e dell’UE sull’immigrazione

Comunicato stampa. L’associazione Borderline Sicilia esprime profonda preoccupazione per l’accordo siglato oggi a Malta tra Italia e Libia e per il telegramma del 26 gennaio scorso inviato dal prefetto Pinto alle questure italiane, con cui viene disposto il rintraccio di cittadini nigeriani irregolari al fine di trattenerli nei CIE e rimpatriarli. Non è quindi solo lo status di irregolarità a dettare il criterio di una simile operazione, ma il suo essere connesso ad una specifica nazionalità. 

venerdì 4 marzo 2016

La finzione della disperazione: “Mamma non preoccuparti, sono vivo e finalmente libero”

Incontro Alfa e Omega (nomi di fantasia) presso la stazione dei pullman di Agrigento, due ragazzoni mal vestiti, con ciabatte e pantaloni molto sporchi, con maglietta e giubbotto logori, con in mano un sacchetto presumibilmente con del cibo all’interno. Attirano subito la mia attenzione e li osservo per un po’. 

giovedì 31 dicembre 2015

Per fortuna è finito il 2015

I numeri del 2015 sono terribili, richiamano omicidi, stragi quotidiane che non hanno tregua, alimentati da una politica che non corregge il tiro neanche di fronte alle derive razzista e alla morte di bambini.

sabato 19 dicembre 2015

La caccia al migrante è aperta

Faruk, giovane migrante proveniente da un paese africano ricco di miniere di diamanti, scende dal treno insieme ad altri due amici di traversata con occhi tristi, spenti, pieni di paura. Faruk nonostante la giovane età ne ha passate tante: una mamma rimasta uccisa nel suo paese, un fratellino che non ha resistito al deserto e alle violenze dei militari addestrati dagli eserciti europei, un padre straziato dal dolore per la perdita prima della moglie e poi del piccolo figlio è stato inghiottito dal mare.

giovedì 10 dicembre 2015

Agrigento: centinaia di migranti, fra cui somali e minori, respinti ed abbandonati per strada

“Seven Days” i migranti lo chiamano così il provvedimento di respingimento differito ex art. 10 comma 2 del Testo Unico sull'immigrazione, che intima loro di lasciare il territorio italiano entro sette giorni dalla frontiera Roma Fiumicino. Negli ultimi mesi tale sorte è toccata a centinaia di persone e, da quanto registrato negli ultimi giorni, il fenomeno è in costante aumento. La situazione più critica si registra in provincia di Agrigento, e non è un caso.

domenica 22 novembre 2015

Il diritto d'asilo diventa utopia

In queste ultime settimane in cui le notizie dei giornali sono focalizzate su altre faccende, in Italia si continua a negare un futuro ed una speranza a giovani migranti che, sfuggiti dalle mani dei terroristi, dalle bombe "democratiche", dalle multinazionali, della schiavitù, dal deserto e dal mare sono finiti sotto un ponte o un porticato.

venerdì 6 novembre 2015

Dallo sbarco all’hotspot, all’espulsione. Come si decide il destino dei migranti

Da Redattore Sociale – Distinzioni arbitrarie tra migranti economici e richiedenti protezione internazionale, espulsioni lampo, metodi ingannevoli per ottenere le impronte, poche informazioni ai profughi sui loro diritti e il loro destino. A raccontare quello che accade da un mese nell’hotspot di Pozzallo ( uno dei cinque centri di smistamento per le domande di asilo identificati dal ministero dell’Interno) è Francesco Rita, psicologo di Medici Senza Frontiere, che lavora nel centro di prima accoglienza.“Quello che succede è raccapricciante” sintetizza senza mezzi termini, durante un convegno organizzato a Roma dall'associazione Laboratorio 53. 

sabato 17 ottobre 2015

Storie di migranti da Lampedusa al foglio di via

meridionews.it - Prima il lungo viaggio dalla Costa d'Avorio, dalla Guinea Equatoriale e dal Mali. Poi alcune settimane passate in Libia, cercando di racimolare i mille dinari - circa 450 euro - necessari per pagare la traversata del Mediterraneo. Infine lo sbarco a Lampedusa e l'inizio di una nuova odissea in Sicilia. È la storia di quattro giovani, i loro nomi sono di fantasia, arrivati a Catania mercoledì mattina. 

mercoledì 14 ottobre 2015

Migranti, nei futuri hotspot già emessi centinaia di respingimenti “differiti”

“E’ una crescita esponenziale, impressionante, vediamo fino a 50 persone al giorno e hanno tutte in mano quello stesso foglio”. Sono giorni che Elvira Iovino, responsabile dello sportello informativo di Centro Astalli a Catania, abbassa la saracinesca degli uffici con un groppo in gola. A far preoccupare la storica volontaria dell’associazione, così come avvocati, organizzazioni e società civile di tutta la Sicilia orientale, è l’aumento vertiginoso, nelle ultime settimane, dei respingimenti differiti - effettuati cioè dopo l’arrivo in Italia - di migranti appena sbarcati. Giovani, spesso giovanissimi, a cui viene notificato l’obbligo di allontanarsi dal territorio nazionale entro sette giorni, senza dargliene i mezzi e senza, come previsto dalla legge, valutarne la situazione individuale, compromettendo di fatto, a detta delle associazioni di tutela, il diritto a chiedere asilo.

Migranti respinti: no al rimpatrio, lasciati in strada. «Istituzioni creano il danno, società civile lo ripara»

A Catania 32, a Pozzallo 26, a Siracusa 37, altre decine a Lampedusa. I conti dei migranti respinti nelle ultime settimane non tornano più. Numeri anomali, improvvisamente alti, frutto di decisioni immediate, prese da diverse Questure siciliane. Anche quelle che, secondo le associazioni del settore, non avevano mai adottato prima simili provvedimenti. È il caso del capoluogo etneo, ad esempio. Respingimenti che non significano affatto rispedire i migranti nei loro Paesi di origine, ma piuttosto metterli sulla strada, con un foglio di via che solo in linea teorica impone loro di lasciare l'Italia entro sette giorni. Nei fatti quel documento taglia queste persone dai circuiti dell'accoglienza e genera nuova irregolarità. 

martedì 13 ottobre 2015

Le autorità respingono potenziali richiedenti asilo e la società civile tampona i danni

Nonostante le denunce  e i comunicati stampa, le Questure continuano a notificare provvedimenti di respingimento in frontiera, colpendo casualmente gruppi di migranti appena sbarcati. E’ soprattutto la Questura di Ragusa che con cadenza quasi bisettimanale svuota in parte il CSPA di PozzalloL’ultimo respingimento collettivo è avvenuto il dieci ottobre ai danni di 38 uomini provenienti da Gambia, Senegal, Mali e Nigeria. In venti hanno vagato fino a ieri per le strade di Pozzallo, dormendo in spiaggia e non avendo idea di dove andare e soprattutto senza aver capito nulla di quello che gli era successo. 

venerdì 2 ottobre 2015

Migranti respinti a Catania e Siracusa

Il 30 settembre 2015,  tra le 10 e le 11 della mattina è arrivata al porto di Catania una nave con 234 migranti provenienti da due barche distinte, una con a bordo 124 persone e un'altra 110. Le informazioni ci sono state comunicate da alcuni di loro rimasti a Catania mentre la maggior parte è stata portata fuori città con quattro autobus. Ci hanno detto che ad attenderli al porto c'erano, oltre alla polizia, alcune associazioni: UNHCR,  Protezione Civile, Save the Children, OIM. Qualcuno stava male ed è stato portato in ospedale. Oltre agli adulti erano presenti anche alcuni bambini. 

martedì 8 settembre 2015

LasciateCIEntrare - visita al Centro d’identificazione ed espulsione di Trapani del 29/8/2015

Presenti alla visita: Elio Tozzi, on. Ignazio Corrao M5S, Fulvio Vassallo Paleologo, sen. Santangelo M5S, Paola Sobbrio, Gaetano Fratello, Agata Ronsivalle, Giuseppe Mazzonello
In seguito al rifiuto da parte della prefettura di Trapani, della richiesta di accesso alla delegazione di “LasciateCIEntrare”, prevista per il due settembre c.a., ci rechiamo al Cie di Milo, senza alcun preavviso, la mattina del 29 agosto c.a., insieme all’europarlamentare Ignazio Corrao e al sen. Maurizio Santangelo entrambi del M5S ed i loro assistenti.

sabato 29 agosto 2015

Ispezione M5S al CIE di Milo di Trapani

IdeAzioneNews.it - Una delegazione guidata dall’eurodeputato del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao e dal senatore M5S Maurizio Santangelo è in queste ore in visita ispettiva al Centro di Identificazione ed Espulsione di Milo a Trapani. Con i portavoce M5S anche il professore di Diritto di Asilo e Statuto Costituzionale dello Straniero Fulvio Vassallo Paleologo ed Elio Tozzi dell’associazione umanitaria Borderline Sicilia Onlus.

venerdì 28 agosto 2015

Immigrazione. "Violati i diritti umani". Slitta a Trapani l'apertura dell'hotspot

Da Tp24.
A causa di una presunta violazione dei diritti umani a Trapani slitta l'apertura dell'hotspot destinato ai migranti appena arrivati. Ad annunciarne la nascita era stato il prefetto Leopoldo Falco giusto un mese fa, ma del nuovo strumento voluto dalla Comunità Europea non ce ne sarà traccia almeno per un altro mese. «A Trapani sarà installato un hotspot che servirà ad accogliere per le prime 72 ore i migranti giunti in banchina. Sarà impiantato nella struttura che fino ad ora ha ospitato il Cie, in contrada Milo . Lì verrà garantito il foto segnalamento». A disporne l'apertura era stato il Ministero dell'Interno con una nota datata 17 luglio, ma gli stessi uffici la scorsa settimana ne hanno compromesso l'avvio. Tutto ruota attorno a 116 uomini di nazionalità marocchina sbarcati lo scorso 17 agosto a Catania con la medesima nave che trasportava 416 persone tra cui le 49 salme scovate nel sottopancia di un peschereccio recuperato nel Mediterraneo.

sabato 22 agosto 2015

Diritto di polizia. Convalidate le misure di respingimento e trattenimento dei 116 presunti marocchini rinchiusi nel CIE di Milo a Trapani.

Diritto di polizia. Convalidate le misure di respingimento e trattenimento dei 116 presunti marocchini rinchiusi nel CIE di Milo a Trapani. In assenza degli interessati. Violati i diritti di difesa ed il principio del contraddittorio per "motivi di ordine pubblico", anche se i verbali delle udienze di convalida non riportano alcuna motivazione. Nessuna possibilità di chiedere accesso alla procedura di protezione internazionale. Rischio di respingimenti collettivi.