"Un amico mi ha detto che avrei trovato
lavoro, che avrei avuto modo di guadagnare qualcosa visto che devo far mangiare
mia figlia e mia moglie, dopo aver perso il lavoro a Roma dove vivo da molti
anni. Ma non mi aveva detto che sarei venuto in un inferno".
siciliamigranti è una finestra sulla situazione dei migranti in Sicilia. E' il blog di un progetto di monitoraggio e pronto intervento in risposta alle politiche migratorie, contingenti ed emergenziali, messe in atto dal governo italiano per gestire l'arrivo dei profughi provenienti dalla regione del Maghreb e dalla Libia.
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giovedì 16 novembre 2017
mercoledì 4 ottobre 2017
Alcamo e Campobello di Mazara: non si ferma lo sfruttamento nelle campagne siciliane
Qualche
settimana dopo la nostra ultima visita a Campobello, siamo tornati a trovare i
ragazzi che vivono nell'accampamento spontaneo ed informale di Erbe Bianche. La
tendopoli è cresciuta moltissimo: più di 400 persone si sono già stanziate in
attesa dell’imminente inizio della raccolta delle olive.
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| Campobello di Mazara (TP) - L'accampamento informale di Erbe Bianche |
mercoledì 5 luglio 2017
La criminalizzazione dell’assistenza ai migranti da parte dei veri responsabili di morti e violenze
Da poco è trascorsa la Giornata mondiale del Rifugiato, fra tante incongruenze e ipocrisie.
C’è chi si è accontentato di organizzare una partita di calcetto, un spettacolo in piazza; qualcuno ha aperto il proprio centro per chiamare la cittadinanza a fare una visita come si fa allo zoo, e i politici hanno avuto la possibilità di fare la loro passerella prodigandosi in parole a difesa delle sorti dei migranti. Ma c’è anche chi ha avuto la possibilità in maniera indisturbata di continuare a dire menzogne in tv e aizzare l’opinione pubblica all'odio razziale.
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| Porto di Palermo, 19 giugno, sbarco nave Diciotti - Migranti in fila sotto il sole, in attesa della pre-identificazione |
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mercoledì 30 novembre 2016
Ritorno all'inferno
"È la prima volta che vengo in questo inferno. Io abito a Brescia, dove lavoravo insieme a mio padre, ma da quando c'è la crisi non riusciamo più a vivere, abbiamo perso la licenza di ambulanti e mio padre si è ammalato. Viviamo in un tugurio e io giro l'Italia per lavorare la terra. Alcuni amici mi hanno detto di venire a Campobello per raccogliere olive e guadagnare qualche soldo, invece mi sono trovato a dormire in questo posto, ad avere difficoltà a mangiare visto che non ho soldi e per lo più devo lavorare tutto il giorno per guadagnare 20 euro, perché qui ti sfruttano fino all'osso".
venerdì 18 settembre 2015
Dal Piemonte al Sud, ecco come vivono gli schiavi della vendemmia
L'espresso - Lavorano 12 ore al giorno al sole, dal Monferrato alla Sicilia. La notte dormono nei campi. Qualcuno, a volte, muore di fatica. Ma il giorno dopo tutto ricomincia
Piegati sui filari sotto il sole che arde i campi a 35 gradi. Per dodici ore filate: dalle sette alle 19. A raccogliere grappoli a ritmi forsennati, perché quando l’uva è matura non si può aspettare.
Piegati sui filari sotto il sole che arde i campi a 35 gradi. Per dodici ore filate: dalle sette alle 19. A raccogliere grappoli a ritmi forsennati, perché quando l’uva è matura non si può aspettare.
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mercoledì 1 ottobre 2014
Violentate nel silenzio dei campi a Ragusa. Il nuovo orrore delle schiave rumene.
da L'Espresso
DI ANTONELLO MANGANO
VITTORIA (RG) - «Possono prendere il mio corpo. Possono farmi tutto. Ma l’anima no. Quella non possono toccarmela». Alina mi indica un locale in mezzo alla campagna. «Lì dentro succede tutte cose possibili». È uno dei pochi edifici che interrompe la serie infinita di serre. Il bianco dei teli di plastica va da Acate a Santa Croce Camerina. Siamo a Sud di Tunisi, terra rossa e mare azzurro che guarda l’Africa. Siamo nella “città delle primizie”, uno dei distretti ortofrutticoli più importanti d’Italia. Il centro di un sistema produttivo che esporta in tutta Europa annullando il tempo e le stagioni. Gli ortaggi che altrove maturano a giugno qui sono pronti a gennaio. Un miracolo chimico che ha ancora bisogno di braccia.
DI ANTONELLO MANGANO
VITTORIA (RG) - «Possono prendere il mio corpo. Possono farmi tutto. Ma l’anima no. Quella non possono toccarmela». Alina mi indica un locale in mezzo alla campagna. «Lì dentro succede tutte cose possibili». È uno dei pochi edifici che interrompe la serie infinita di serre. Il bianco dei teli di plastica va da Acate a Santa Croce Camerina. Siamo a Sud di Tunisi, terra rossa e mare azzurro che guarda l’Africa. Siamo nella “città delle primizie”, uno dei distretti ortofrutticoli più importanti d’Italia. Il centro di un sistema produttivo che esporta in tutta Europa annullando il tempo e le stagioni. Gli ortaggi che altrove maturano a giugno qui sono pronti a gennaio. Un miracolo chimico che ha ancora bisogno di braccia.
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