Visualizzazione post con etichetta Augusta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Augusta. Mostra tutti i post

venerdì 4 agosto 2017

Dopo l’approdo, diritti umani in lista d’attesa. Il caso del Centro di accoglienza straordinaria di Rosolini

Mohamed e Ahmed (nomi di fantasia) approdano in Sicilia il primo luglio. La nave svedese Bkv 002 su cui sono stati trasbordati in mare, li sbarca al porto di Catania insieme ad altri 650 migranti e a 9 salme. “È stato incredibile pensare che ad un passo da noi c’era l’Europa”, è la frase con cui descrivono il loro approdo. Almeno durante il nostro primo incontro.

Migranti al porto di Augusta (SR)

mercoledì 5 luglio 2017

“Partono uomini, arrivano fantasmi”. Naufragi e respingimenti in mare. L’Italia chiude le porte anche a chi riesce ad arrivare

Il 12 giugno è sbarcata a Catania una nave svedese dell’assetto Frontex, con a bordo 356 migranti e 8 salme. I sopravvissuti parlano di decine di dispersi e della rottura del gommone sovraffollato su cui viaggiavano stipati all’inverosimile. Solo pochi giorni dopo, un gruppo di migranti sudanesi riferisce di un barcone spezzatosi dopo due giorni di viaggio da cui si sarebbero salvate solo una decina di persone. Altri profughi riportano testimonianze di donne e bimbi siriani incontrati in Libia: erano appena stati “riportati” dalla guardia costiera locale al punto di partenza e raccontavano di aver visto altre piccole imbarcazioni di legno affondare. 


La nave della Guardia Costiera "Diciotti" al porto di Catania

sabato 24 giugno 2017

Visita al CAS “MONDONUOVO” di Testa dell’Acqua (SR)

“Sono molto contento di essere arrivato in Italia ma ancora devo conoscere gli italiani” ci dice J., originario del Bangladesh, arrivato ad inizio aprile al porto di Augusta. J. vive da due mesi nel CAS gestito dalla cooperativa “Mondonuovo” a Testa dell’Acqua, una frazione di Noto, in provincia di Siracusa che non supera di molto i 500 abitanti, situata a circa 15 km di distanza sia da Noto che da Palazzolo Acreide. 

Il CAS "MONDONUOVO" a Testa dell'Acqua (SR)

mercoledì 5 aprile 2017

“Non possiamo fermarci”. I segni delle frontiere scritti sui corpi di chi arriva

“Il viaggio è stato lungo, ma avevo messo i soldi da parte dalla mia ‘paga’ negli ultimi mesi. Ho avuto anche un incidente, il mio indice è rimasto schiacciato e degli amici mi hanno portato all’ospedale dove me l’hanno amputato. Ora però sto bene, sono in un centro d’accoglienza, parlo e sono capito”. M. ci scrive dopo un mese di silenzio, dal suo nuovo alloggio in Germania. A maggio compirà 17 anni, a giugno sarà già passato un anno dal momento in cui è sbarcato a Pozzallo. 

La nave "Golfo Azzurro" della Ong Proactiva arriva a Catania

venerdì 24 marzo 2017

Recuperi o salvataggi? Criminalizzazione dei soccorsi e altre stragi in mare

È di alcune ore fa la notizia relativa all’ultimo terribile naufragio al largo della Libia, nel quale avrebbero perso la vita circa 240 persone, secondo il racconto dell’ong Pro-activa Open Arms, che ha recuperato cinque cadaveri trovati vicino a due gommoni vuoti. Il 20 marzo scorso erano stati accertati altri 38 morti al largo delle coste libiche. I migranti viaggiavano a bordo di due gommoni alla deriva che sono stati “soccorsi” dalla Guardia Costiera Libica. 

La nave Ocean Carrier arriva a Pozzallo

martedì 7 marzo 2017

Minori stranieri non accompagnati: un orfanotrofio a cielo aperto

Secondo i dati del Ministero dell'Interno sono 25.846 i minori sbarcati in Italia via mare nel 2016. È la Sicilia la regione che ospita la percentuale più alta. All’interno del programma di monitoraggio dei nuovi centri di prima accoglienza, la Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza ha visitato Catania e Noto. Pesanti, però, le denunce di Oxfam e Borderline Sicilia.

Ph. Repubblica.it

giovedì 5 gennaio 2017

Minori in tendopoli e hotspot. I casi di Pozzallo, Augusta, Catania e Messina

Il 2016 si conclude con altri arrivi, morti, dispersi. Il 2017 si apre con la proposta di nuovi centri di detenzione ed ulteriori limitazioni della libertà di movimento per i migranti. Le politiche criminali della Fortezza Europa necessitano sempre più di nuovi discorsi e pratiche di memoria e solidarietà attiva. Il 24 dicembre sono sbarcati a Pozzallo 111 migranti, ma la cronaca dà conto solo dell’immediato arresto dei due presunti scafisti, che fa salire a 200 quelli fermati nel 2016 in provincia di Ragusa. 

L'hotspot di Pozzallo - Ph. Lucia Borghi

mercoledì 21 dicembre 2016

Rifugiati a distanza. Nuove vittime nel complice silenzio della Fortezza Europa

“L’Europa parla dei migranti come rifugiati solo quando sono distanti, ancora nei paesi di transito o dove imperversa la guerra. Quando riusciamo ad oltrepassare le frontiere diventiamo subito delle cifre e di noi si discute solo come di un problema”. L. viene dal Senegal e ha poco più di venti anni, di cui gli ultimi cinque spesi in viaggio per raggiungere la Fortezza Europa, dove è arrivato tre anni fa. Scandisce le parole del suo discorso cercando di mantenere compostezza e calma, anche se il tono concitato fa trasparire la rabbia, la frustrazione ed il dolore che quotidianamente si trova ad ingoiare.

lunedì 5 dicembre 2016

Morti, respinti e vulnerabili trattenuti in hotspot. Le tragedie quotidiane di chi fugge verso l’Europa

Una media di quattro arrivi a settimana solamente nei porti siciliani, decine di morti ed un numero imprecisato di dispersi: siamo all'inizio di dicembre, ma dalla Libia si continua a partire con sempre meno certezze di arrivare vivi in Europa. A bordo della nave San Giorgio della Marina Militare si è concluso il primo ciclo di addestramento della Marina e della Guardia Costiera Libica, effettuato dalla Forza Navale Europa nell'ambito dell’operazione SOPHIA di EUNAVFORMED, mentre le missioni di diverse navi umanitarie, tra cui la Dignity e la Bourbon Argos di Medici senza Frontiere, la Vos Hestia di Save the Children e la Phoenix di Moas, termineranno a breve le loro missioni di salvataggio per riprendere tra qualche mese. 

martedì 15 novembre 2016

Merce di scambio: minori in fuga senza alcuna tutela

“Sono scappato dall'Italia. Ora sono in un Paese sicuro”. Ci arriva nelle prime ore del mattino il messaggio di A., giovane ragazzo eritreo che abbiamo conosciuto a Pozzallo e poi seguito nei suoi primi mesi di permanenza in un centro per minori del Siracusano. Appena arrivato A. continuava a ripetere la prima frase sentita in italiano al momento dell’approdo: “Sei in Italia, un Paese sicuro”.

lunedì 10 ottobre 2016

La memoria di pochi, il silenzio di molti. A Pozzallo tre sbarchi e 29 salme.

“Sono partito dopo aver passato 40 giorni chiuso in un casermone in Libia. Sono stato minacciato di morte, derubato dei miei documenti, preso a cinghiate e bastonate. Ho perso la cognizione del tempo, la capacità di distinguere il giorno dalla notte. Solo quando sono arrivato in Italia ho capito effettivamente quanto tempo era passato e guardandomi facevo fatica a riconoscermi”.

La nave del MOAS Topaz Responder, a Pozzallo

mercoledì 28 settembre 2016

Ad Augusta ci sarà mai un'accoglienza degna per i/le migranti?


Decine di migranti, per lo più minori non accompagnati, stipati per settimane nella tendopoli allestita in un porto blindato e militarizzato, in condizioni igienico-sanitarie indegne. Senza prospettive reali di accoglienza e senza le più elementari tutele giuridiche a salvaguardia dei loro diritti umani. 

martedì 20 settembre 2016

Dal mare alla campagna, passando per le nostre città

Cosa hanno in comune una giovane donna ghanese, un signore di mezza età nigeriano e un ragazzone senegalese? Oltre il colore della pelle, senza ombra di dubbio, la violenza e lo sfruttamento a cui sono stati sottoposti, e il fatto che sono stati uccisi dalle nostre leggi.
Questo sistema ha deciso di sacrificare i migranti per tenersi in piedi, ha deciso di mettere al bando chiunque voglia risorgere dalle ceneri che abbiamo lasciato nei paesi da cui provengono, ragazzi e ragazze che vivono costantemente con la morte accanto, che spesso decide di prendere il sopravvento.

Sbarco di Palermo - Ph. Alberto Biondo

venerdì 9 settembre 2016

Più vulnerabili, meno tutele. Trattenimenti prolungati a Pozzallo ed Augusta

Quindici migranti morti in mare, tra di loro donne e bambini. 
I bollettini di morte nel Mediterraneo sono sempre più frequenti e lapidari, e lasciano alle immagini dei soccorsi e degli sbarchi il minimo spazio funzionale a chiamare in causa le responsabilità europee e ad encomiare le operazioni italiane. Volti e corpi che scompaiono velocemente, destinati spesso ad una sepoltura lontana da sguardi amici o ad una faticosa sopravvivenza in un paese che si rivela sempre meno democratico ed accogliente. 

lunedì 18 luglio 2016

L’emergenza che riproduce violenza

L’emergenza come unica risposta. A livello internazionale, nazionale e locale è questa la reazione delle istituzioni davanti a stragi continue e terrore. Una risposta che viene invocata con ancora più forza nella gestione del fenomeno migratorio sul territorio siciliano. Se ricordiamo che l’emergenza è “una situazione improvvisa a cui si deve far fronte in modo immediato”, comprendiamo subito come sia inappropriato l’uso di questa parola per descrivere la situazione di arrivi, spostamenti e “accoglienza” dei migranti. Sistematizzare un’emergenza che dura da anni dimostra una chiara volontà politica degli attori coinvolti, ed un'assenza di trasparenza delle istituzioni nel rendere partecipe la cittadinanza di ciò che sta realmente accadendo. 

venerdì 8 luglio 2016

Tanti arrivi, poche tutele. Migranti in condizioni sempre peggiori e abbandonati a se stessi

4500 persone soccorse nel giro di poche ore e portate nei maggiori porti siciliani: Pozzallo, Augusta, Catania, Messina, Porto Empedocle e Palermo. L’arrivo di un alto numero di migranti corrisponde paradossalmente ad una maggiore invisibilità dei profughi e ad una loro minore tutela. Come spesso accade infatti, quando ci sono diversi sbarchi in una stessa giornata, gli operatori delle Ong si devono dividere tra i diversi porti e ne lasciano scoperto qualcuno.

                                                  Foto di Lucia Borghi

venerdì 1 luglio 2016

Meno migranti si accolgono da vivi più ne arrivano morti: arrivata a Catania la nave con le 10 salme

Da Rete Antirazzista Catanese

Questa amara constatazione si conferma ogni giorno di più, i morti accertati sono migliaia ma chi ci governa è più interessato a demagogiche operazioni di facciata, ben sapendo che sono le politiche securitarie della fortezza Europa e di Frontex a causare i naufragi ed a favorire i lauti profitti delle mafie mediterranee. Sono finite nel porto di Catania le operazioni di sbarco di 348 migranti dalla nave della guardia costiera CP941 U. Diciotti ; i/le migranti,in maggioranza nigeriani, il resto provenienti dall'Africa sub sahariana, salvati in 3 operazioni di soccorso a fragilissimi gommoni, che stavano affondando, a 20 miglia dalle coste libiche.

                                          Foto di Alfonso Di Stefano

mercoledì 22 giugno 2016

Cara di Mineo di nuovo al centro di indagini. E intanto aumentano le presenze

Proseguono le indagini sul Cara di Mineo nell'ambito dell’inchiesta di “Mafia Capitale” con nuovi avvisi di garanzia ed investigazioni per falso ideologico e truffa aggravata anche in merito alla falsificazione delle presenze dei migranti al centro.  Presenze che continuano ad aumentare in queste ultime settimane, con nuovi trasferimenti, successivamente agli sbarchi, non solo dal porto di Catania ed Augusta, ma pure da Pozzallo,Trapani e Reggio Calabria. La struttura ad oggi vede la presenza di circa 3500 al suo interno  e si registra l’espletamento di  tutte le procedure di identificazione e selezione proprie dell’approccio hotspot e sembra utilizzata anche  come hub, visti i recenti e massicci trasferimenti di cittadini eritrei  che hanno aderito alla relocation. Un luogo sotto indagine ma al quale vengono affidate quindi nuove e molteplici funzioni, svolte non solo senza una regolamentazione giuridica chiara ma anche e soprattutto senza assolvere al dovere di tutela dei diritti  dei migranti. Un ghetto in mezzo al nulla, al cui esterno si moltiplicano di settimana in settimana I mezzi di esercito e polizia.

lunedì 30 maggio 2016

Sbarchi in Sicilia Orientale: chi arriva è testimone di una strage continua

La settimana che è appena finita viene additata come “da dimenticare” dalle tv e dai quotidiani su cui si susseguono date e numeri di migranti sbarcati, morti e dispersi. Ci chiediamo come si possa invece continuare ad ignorare e non avere memoria delle migliaia di profughi che da anni muoiono cercando di raggiungere l’Europa. In meno di sette giorni ci sono stati ben tre naufragi, con 70 vittime accertate ma più di 700 dispersi e la possibilità di istituire canali sicuri per chi fugge non viene ancora considerata.  Si prova davvero rabbia e vergogna a far parte di una comunità tanto disumana e impegnata solo a proteggere gli interessi e i confini della Fortezza Europa.
Foto Lucia Borghi

giovedì 26 maggio 2016

Un altro naufragio e migliaia di migranti approdati ad Augusta, Catania e Pozzallo.

Duemila migranti soccorsi in mare nelle ultime 48 ore. I porti di destinazione sono tutti siciliani: Catania, Augusta, Pozzallo e Palermo. Si susseguono le informazioni su luoghi e orari degli sbarchi, sul numero dei migranti che toccheranno terra e la loro nazionalità. Comunicazioni ormai quasi collaudate e di routine, che da anni lasciano solo una piccola traccia del momento storico drammatico che stiamo vivendo. Nella giornata del 24 maggio sono 402 i migranti arrivati al porto di Pozzallo a bordo della nave Bourbon Argos di Medici senza Frontiere: partiti dalla città libica di Sabrata, sono stati recuperati in tre diversi interventi, assistiti e portati verso la terraferma con tutte le attenzioni necessarie e umanamente dovute a chi si trova in simili condizioni. 
Foto Lucia Borghi