Ci sarebbe piaciuto un inizio d’anno diverso,
avremmo voluto avere la possibilità di abbracciare e accogliere Alì, ma invece non
è stato possibile. Ci sarebbe piaciuto non dover scrivere per l’ennesima volta
che le nostre politiche hanno continuato ad uccidere anche in questo nuovo
anno, con la complicità di quel giornalismo che riporta in modo acritico le
dichiarazioni dei politici. Così sui giornali non compare neanche l’ombra di
Alì e di tanti altri.
siciliamigranti è una finestra sulla situazione dei migranti in Sicilia. E' il blog di un progetto di monitoraggio e pronto intervento in risposta alle politiche migratorie, contingenti ed emergenziali, messe in atto dal governo italiano per gestire l'arrivo dei profughi provenienti dalla regione del Maghreb e dalla Libia.
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giovedì 11 gennaio 2018
Alì e le altre morti annunciate
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sabato 30 dicembre 2017
Non tutti possono far festa
Anche durante questo periodo natalizio assistiamo
al susseguirsi di dichiarazioni ipocrite e di facciata dei nostri politici, da
Minniti a Gentiloni. Nello stesso tempo le politiche italiane vengono
condannate nel giro di un mese, prima dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite
e poi dal Tribunale Permanente dei Popoli. Due soggetti profondamente differenti
ma uniti dalla condanna all’Italia e all’Europa, complici di politiche disumane
e criminali.
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| Campobello di Mazara (TP) - Un'immagine dell'accampamento dopo il rogo della notte di Natale |
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lunedì 18 dicembre 2017
Un cane vale più di un nero
Un cane o un gatto a Campobello di Mazara può essere curato con 2000 euro sborsati dal comune ad un veterinario,
mentre, per garantire un supporto – e un
po’ di dignità - ai 1800 migranti che raccolgono le nostre olive, non ci sono i
fondi. Questa notizia trovata navigando
sul web ancora una volta conferma che i migranti valgono meno di niente: a loro
possiamo togliere tutte le libertà e tutti i diritti perché li reputiamo
animali, meno degni di cani e gatti.
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venerdì 10 novembre 2017
L'umanità affonda a Lampedusa
Da
sempre l'isola più bella del Mediterraneo è usata dal governo italiano come
luogo in cui sperimentare le politiche in materia di immigrazione. Da sempre i Lampedusani
sono trattati come cavie da laboratorio dai vari governi che negli anni si sono
succeduti, per verificare fino a dove possa arrivare la sopportazione.
sabato 4 novembre 2017
Cronaca di una grave violazione della legge nel centro Hotspot di Lampedusa
Comunicato stampa - Nonostante la sentenza Cedu sul caso Khlaifia continuano detenzione arbitraria, espulsioni di massa, negazione del diritto d’asilo. Il signor M. è da quattro giorni in sciopero della fame. Insieme a lui circa 200 connazionali tunisini, rinchiusi nel centro Hotspot di Lampedusa, si rifiutano di mangiare finché non verranno garantiti i loro diritti. Un suo compagno è stato da poche ore ricoverato in ospedale. Sono detenuti senza alcuna convalida da parte di un giudice e non hanno incontrato nessuno che spiegasse loro la procedura per un'eventuale richiesta di asilo.
lunedì 9 ottobre 2017
Nessuno lo deve sapere
Nell'ultimo vertice di Parigi i
rappresentanti di Francia, Italia, Germania e Spagna, e delle istituzioni
dell’Unione Europea, hanno confermato la comune linea politica che prevede la
cooperazione con stati dittatoriali, diventando di fatto il bancomat di milizie
sanguinarie il cui compito è, e sarà sempre più, quello di bloccare le partenze
a qualunque costo. Importante non far trapelare niente, di quello che avviene
in Africa, all'opinione pubblica, e su questo Minniti e il governo italiano
hanno fatto il lavoro sporco, eliminando occhi indiscreti di mezzo, attraverso
l’esclusione delle navi delle ONG dal Mediterraneo, unici testimoni scomodi.
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| Tunisini respinti alla stazione di Palermo |
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lunedì 26 giugno 2017
Migranti, quei Cie e hotspot che ricordano i lager, tra sporcizia, freddo e privazione della dignità
MeridioNews.it - La prima relazione del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute e private della libertà pone l'accento sulla lunga serie di carenze che caratterizzano la permanenza dei cittadini stranieri arrivati in Italia. Contesti nei quali le criticità strutturali si sommano a procedure che mettono in dubbio il rispetto delle regole.
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mercoledì 14 giugno 2017
Le morti che aiutano ad accaparrare voti
È appena trascorsa la domenica dei seggi elettorali e le notizie che fanno veramente rumore sono messe sotto una campana di vetro per nasconderle ai più. Anche oggi, come ormai da anni, si contano numerose morti in mare, e si assiste alla consegna alla guardia costiera libica di più di 500 persone, tra cui moltissimi bambini, persino siriani, proprio quelle persone che fino a qualche mese fa venivano acclamate al loro ingresso nelle città tedesche o italiane, attraverso le quote della relocation o i corridoi umanitari.
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| L'hotspot di Contrada Imbriacola, a Lampedusa |
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mercoledì 24 maggio 2017
Naufragio dei bambini: «Ecco perché quegli ufficiali vanno indagati per omicidio»
L'Espresso - Il naufragio dei bambini «era ampiamente prevedibile». Così scrive Francesco Provenzano, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, nell'ordinanza che ha disposto l'iscrizione coatta sul registro degli indagati per omicidio, con la circostanza del dolo eventuale, di quattro ufficiali in servizio l'11 ottobre 2013: la tenente di vascello Catia Pellegrino, 41 anni, allora comandante di nave Libra, i due tenenti di vascello della sala operativa della Guardia costiera, Clarissa Torturo, 40, e Antonio Miniero, 42, e il comandante in capo del Cincnav, il centro operativo della Marina militare, ancora da identificare.
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| Ph. L'Espresso |
sabato 6 maggio 2017
Comincio ad avere paura per i miei figli
Il decreto Minniti-Orlando, ormai convertito in legge, è entrato prepotentemente nel vivo in questi giorni con i rastrellamenti in tutta Italia, con i respingimenti delle questure e le deportazioni dagli hotspot. Lo stile è quello fascista, anche se a firmare la legge sono due esponenti politici che in teoria dovrebbero combatterlo il fascismo. Le azioni di questo governo danno linfa vitale alle spinte xenofobe quotidiane, alle violenze ai migranti che sono in costante aumento, come in aumento sono le azioni securitarie plateali che il governo guarda con favore.
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| Lampedusa: 40 nigeriani vengono fatti salire su un volo Meridiana per essere rimpatriati |
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venerdì 24 marzo 2017
Recuperi o salvataggi? Criminalizzazione dei soccorsi e altre stragi in mare
È di alcune ore fa la notizia relativa all’ultimo terribile naufragio al largo della Libia, nel quale avrebbero perso la vita circa 240 persone, secondo il racconto dell’ong Pro-activa Open Arms, che ha recuperato cinque cadaveri trovati vicino a due gommoni vuoti. Il 20 marzo scorso erano stati accertati altri 38 morti al largo delle coste libiche. I migranti viaggiavano a bordo di due gommoni alla deriva che sono stati “soccorsi” dalla Guardia Costiera Libica.
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| La nave Ocean Carrier arriva a Pozzallo |
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martedì 7 marzo 2017
Minori stranieri non accompagnati: un orfanotrofio a cielo aperto
Secondo i dati del Ministero dell'Interno sono 25.846 i minori sbarcati in Italia via mare nel 2016. È la Sicilia la regione che ospita la percentuale più alta. All’interno del programma di monitoraggio dei nuovi centri di prima accoglienza, la Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza ha visitato Catania e Noto. Pesanti, però, le denunce di Oxfam e Borderline Sicilia.
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| Ph. Repubblica.it |
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giovedì 9 febbraio 2017
Gravissime violazioni a Lampedusa
In questo tempo così arido dal punto di vista umano la domanda che ci poniamo spesso è fino a quanto possiamo spingerci oltre. La direzione presa è chiara: muri, respingimenti, abbandono. A pagare le conseguenze delle scelte politiche disumane sono i migranti che fanno da carne da macello in Libia (paese che non ha firmato la convenzione di Ginevra) o muoiono in mare, oppure vengono sfruttati o abbandonati in Italia. Ed oggi la situazione è ancora più grave, dopo che è stata ufficialmente aperta la caccia al migrante, e i rastrellamenti nelle città sono già in atto.
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| Migranti sbarcati a Porto Empedocle da Lampedusa - Ph. Alberto Todaro |
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mercoledì 1 febbraio 2017
Non solo il mare
È appena trascorsa la settimana in cui abbiamo celebrato in tutto il mondo la giornata della memoria, tra buoni propositi e ricordi struggenti di chi ha vissuto una delle pagine più brutte della storia del nostro povero mondo. Talmente povero di valori, che abbiamo perso da tempo, da poter brindare ai suicidi di persone a cui abbiamo tolto tutto; perché purtroppo la vita è talmente dura per tantissimi impoveriti dal sistema messo in piedi dai potenti di turno, che si è persa la speranza di una vita dignitosa, e l'unica via d'uscita da tanto dolore è il suicidio. Non si muore più soltanto in mare, perché la violenza subita non la si può cancellare con un colpo di spugna, e senza un supporto si resta soli nel proprio dolore e si decide di farla finita.
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| Migranti trasferiti dall'hotspot di Lampedusa a Villa Sikania approdano a Porto Empedocle |
martedì 24 gennaio 2017
Signora, mi dispiace, ma devo confermare che suo figlio è stato ucciso
Tante, troppe telefonate nello scorso fine settimana. Troppi messaggi da parte di padri e madri, sorelle e fratelli che vogliono avere informazioni dei propri cari, prigionieri della nostra battaglia contro i migranti. Una battaglia che miete vittime ogni giorno: le ultime sono, anzi dovrebbero essere, quelle della scorsa settimana, e di preciso del weekend tra il 13 e il 15 gennaio, in cui le politiche europee hanno ucciso circa 200 persone.
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venerdì 20 gennaio 2017
Lampedusa conta i morti
Il mare non fa differenze, non è per nulla razzista e inghiotte tutto quello che noi offriamo: a piangere sono i lampedusani che continuano a contare e raccogliere morti. Morti che hanno un comune denominatore che è l’essere impoveriti da questo sistema: pescatori che sfidano il mare per poter vivere e sfamare le proprie famiglie e migranti che cercano libertà e sfamare le proprie famiglie. Il 2017 è cominciato come è finito il 2016 con morti su morti, con omicidi quotidiani di giovani, donne e bambini. Un olocausto che non ha fine.
giovedì 22 dicembre 2016
Messina: una megatendopoli per migranti nella ex caserma 'Gasparro'. Il bando già sulla Gazzetta Ufficiale. Appalto da 1.932.000 euro. E intanto…
Qualche mese ancora e l’ex caserma “Gasparro” di Messina (rione Bisconte) sarà trasformata in uno dei maggiori centri in Italia per l’“accoglienza” forzata dei migranti in attesa che le autorità decidano su una loro eventuale ricollocazione in altre strutture per richiedenti asilo in Europa o – per la stramaggioranza di essi – la deportazione manu miliari ai paesi d’origine. Decine di tende e container saranno installati accanto all’edificio della “Gasparro” dove da tre anni circa sono stipati contemporaneamente sino a 200 giovani migranti, consentendo di triplicare e forse quadruplicare il numero degli “ospiti” e riprodurre a due passi dal centro storico della città dello Stretto il famigerato e fallimentare modello “Mineo” della malaccoglienza.
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| Ph. Enrico di Giacomo - stampalibera.it |
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venerdì 4 novembre 2016
Le difficoltà ad accogliere: Lampedusa
850 migranti stipati nell'hotspot di contrada Imbriacola, all’interno di una struttura (in parte inagibile) che potrebbe contenere 250, al massimo 300 persone. A Lampedusa, lontano dagli occhi e lontano dal cuore, tutto può essere fatto, anche tenere minori, donne ed altri soggetti con particolari problemi chiusi dentro un hotspot per più di due mesi, in condizioni di promiscuità, in violazione delle leggi a tutela dei soggetti vulnerabili, illegittimamente trattenuti in un centro off-limits che impedisce alla società civile e alle ong di entrare in contatto con queste persone.
venerdì 21 ottobre 2016
Sicilia occidentale: il fallimento che pagano le persone in cerca di una speranza
L’elevato numero di comunità alloggio per minori nella provincia di Agrigento (più di 40) ne rende difficoltoso il monitoraggio. Molti dei centri di primissima accoglienza per minori chiamati di “alta specializzazione”, di specializzazione hanno soltanto il mal funzionamento. Le situazioni più critiche si riscontrano a Licata, Palma di Montechiaro e Porto Empedocle, ma le segnalazioni che riceviamo sono numerose.
giovedì 20 ottobre 2016
La grande frontiera dentro le nostre città
C'è una frontiera che abbiamo costruito e innalzato che è più grande dei muri che si stanno costruendo in tutto il mondo, una frontiera che nasce da noi stessi e dalla cultura di cui ci siamo nutriti sin dalle scuole elementari, una frontiera che nasce dal nostro egoismo e dal nostro benessere, una frontiera che uccide ancor prima che il mare. La frontiera che riesce a far sì che sfruttamento, morte e discriminazione siano lo “sport” quotidiano. Una frontiera che divide i ricchi dai poveri delle nostre città e dei nostri quartieri. Una frontiera che innalziamo per vivere bene, per non alzare lo sguardo oltre il muro che ci siamo costruiti.
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| Cimitero di Agrigento - Ph. Alberto Biondo |
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