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mercoledì 22 giugno 2016

Cara di Mineo di nuovo al centro di indagini. E intanto aumentano le presenze

Proseguono le indagini sul Cara di Mineo nell'ambito dell’inchiesta di “Mafia Capitale” con nuovi avvisi di garanzia ed investigazioni per falso ideologico e truffa aggravata anche in merito alla falsificazione delle presenze dei migranti al centro.  Presenze che continuano ad aumentare in queste ultime settimane, con nuovi trasferimenti, successivamente agli sbarchi, non solo dal porto di Catania ed Augusta, ma pure da Pozzallo,Trapani e Reggio Calabria. La struttura ad oggi vede la presenza di circa 3500 al suo interno  e si registra l’espletamento di  tutte le procedure di identificazione e selezione proprie dell’approccio hotspot e sembra utilizzata anche  come hub, visti i recenti e massicci trasferimenti di cittadini eritrei  che hanno aderito alla relocation. Un luogo sotto indagine ma al quale vengono affidate quindi nuove e molteplici funzioni, svolte non solo senza una regolamentazione giuridica chiara ma anche e soprattutto senza assolvere al dovere di tutela dei diritti  dei migranti. Un ghetto in mezzo al nulla, al cui esterno si moltiplicano di settimana in settimana I mezzi di esercito e polizia.

martedì 26 maggio 2015

"Falsificavano il numero di migranti ospiti", cinque avvisi di garanzia a Favara

AgrigentoNotizie - Coinvolti i soci della "Omnia Academy", società che si occupa dell'accoglienza dei migranti in buona parte della Sicilia. Le ipotesi di reato a loro carico sono associazione per delinquere finalizzata al falso e alla truffa

venerdì 19 settembre 2014

Procura su naufragio migranti, furono fatti affondare

Da Argo Catania

Procura Distrettuale della Repubblica
presso il Tribunale di Catania
COMUNICATO STAMPA

Le indagini sin qui condotte sul naufragio verificatosi in acque internazionali consentono di fornire prime conferme.
Plurime fonti indicano che l’affondamento di un’imbarcazione con a bordo un numero elevato, ancora imprecisato e che viene indicato in oltre 400, di migranti di diversa nazionalità, sia stato volontariamente causato dallo speronamento da parte di altra, più grande imbarcazione.

Tale condotta sarebbe stata determinata dal rifiuto dei migranti (e dello stesso equipaggio della nave poi affondata) di trasbordare su di un natante inadeguato a reggere il numero dei passeggeri.