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venerdì 1 settembre 2017

“Italyisverygood!”

Sono giorni veramente caldi e non solo per la temperatura costantemente intorno ai 40 gradi, ma perché la violenza del sistema attuale si sta manifestando in tutto il suo carattere discriminatorio e assassino. Sì, perché è criminale riportare in Libia migliaia di persone per bloccare gli arrivi in Italia, facendo accordi con milizie colluse con i trafficanti. Si tratta di respingimenti collettivi, di cui l’Italia si è già macchiata in passato e per i quali è stata condannata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo.


Un'immagine ripresa durante lo sgombero in via Curtatone, a Roma - Ph. La Repubblica

mercoledì 5 luglio 2017

“Partono uomini, arrivano fantasmi”. Naufragi e respingimenti in mare. L’Italia chiude le porte anche a chi riesce ad arrivare

Il 12 giugno è sbarcata a Catania una nave svedese dell’assetto Frontex, con a bordo 356 migranti e 8 salme. I sopravvissuti parlano di decine di dispersi e della rottura del gommone sovraffollato su cui viaggiavano stipati all’inverosimile. Solo pochi giorni dopo, un gruppo di migranti sudanesi riferisce di un barcone spezzatosi dopo due giorni di viaggio da cui si sarebbero salvate solo una decina di persone. Altri profughi riportano testimonianze di donne e bimbi siriani incontrati in Libia: erano appena stati “riportati” dalla guardia costiera locale al punto di partenza e raccontavano di aver visto altre piccole imbarcazioni di legno affondare. 


La nave della Guardia Costiera "Diciotti" al porto di Catania

martedì 23 maggio 2017

Dalla fine dello stato sociale alla guerra ai migranti. La necessità di una lettura politica

Communianet.org - Nelle ultime settimane abbiamo assistito a uno spettacolo terribilmente violento giocato completamente sulle spalle dei migranti. Da Salvini, sempre più vigliacco, che ha passato una giornata intera presso il Cara di Mineo a deridere le migliaia di persone che vi abitano in condizioni disumane, al rastrellamento su base etnica alla stazione di Milano che ha come mandante politico il Pd dei Decreti Minniti/Orlando.
Ph. Communianet.org

lunedì 1 maggio 2017

Giorni di populismo giudiziario. Cosa si vuole nascondere dietro la criminalizzazione della solidarietà

A-dif.org - La polemica sulle esternazioni del procuratore di Catania Zuccaro sulle connivenze tra ONG e trafficanti di esseri umani sta raggiungendo i più alti vertici istituzionali. Non è bastato che venisse dimostrato come la fonte stessa delle prime insinuazioni, l’agenzia Europea Frontex, fosse stata largamente fraintesa e poi le abbia sostanzialmente ritrattate. Come ha osservato l’ex Presidente del Consiglio Enrico Letta, se si tratta di contrastare fattori di attrazione (pull factor), che non si traduce certo nella contestazione di un reato, lo stesso attacco rivolto oggi alle ONG venne sferrato da Frontex, alla fine del 2014, contro l’operazione Mare Nostrum ed i vertici della Marina e della Guardia Costiera italiana.

martedì 14 marzo 2017

Lettera di una madre

Le barbarie subite dalla maggior parte dei migranti che cercano soltanto di vivere una vita dignitosa, creano delle ferite indelebili molto più profonde di quelle fisiche, che si acuiscono con le violenze spesso inferte dal sistema di accoglienza italiano. In tantissimi ci raccontano quotidianamente le esperienze tragiche della Libia, del deserto, della traversata, momenti in cui molti perdono per strada qualcuno. Un viaggio in cui la morte è sempre presente e che crea solchi profondi dentro le anime di queste persone. 

Illustrazione di Francesco Piobbichi

mercoledì 21 dicembre 2016

Rifugiati a distanza. Nuove vittime nel complice silenzio della Fortezza Europa

“L’Europa parla dei migranti come rifugiati solo quando sono distanti, ancora nei paesi di transito o dove imperversa la guerra. Quando riusciamo ad oltrepassare le frontiere diventiamo subito delle cifre e di noi si discute solo come di un problema”. L. viene dal Senegal e ha poco più di venti anni, di cui gli ultimi cinque spesi in viaggio per raggiungere la Fortezza Europa, dove è arrivato tre anni fa. Scandisce le parole del suo discorso cercando di mantenere compostezza e calma, anche se il tono concitato fa trasparire la rabbia, la frustrazione ed il dolore che quotidianamente si trova ad ingoiare.

giovedì 28 luglio 2016

Decine di cadaveri sulle spiagge libiche. E a Pozzallo arriva la salma di un'altra vittima delle traversate in mare

Il 23 luglio scorso i media riportano la notizia di una quarantina di corpi restituiti dal mare e ritrovati sulla spiaggia libica di Sabrata. Un numero destinato a salire nel fine settimana, quando saranno ben 87 i cadaveri dei migranti recuperati sulla stessa spiaggia
Sabrata è uno dei punti di partenza delle traversate intraprese dai profughi per giungere in Italia: viaggi accompagnati più dalla certezza della morte che dalla speranza dell’arrivo. La settimana scorsa ben 39 salme di migranti sono state recuperate dai salvataggi in mare e sbarcate a Trapani e Vibo Valentia. Una strage quotidiana che si consuma nell'indifferenza della gente. 

martedì 28 giugno 2016

Frontiere, accoglienza e diritti in Sicilia e in Europa – Operatori, giuristi e ricercatori a confronto

Martedì 5 luglio 2016, Università degli Studi di Palermo - Via Maqueda 172, 90134 Palermo

Una giornata di lavoro e dialogo promossa nell'ambito del progetto internazionale di ricerca ‘EVI-MED’ condotto dalla Middlesex University di Londra in collaborazione con Borderline Sicilia e l’Università degli Studi di Palermo. 


mercoledì 2 settembre 2015

Lampedusa: io ci sono, io vedo, io so

Lampedusa, Agrigento (NEV), 2 settembre 2015 – Mediterranean Hope (MH), progetto della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), trae il primo bilancio dopo più di un anno di lavoro. Lo ha fatto pubblicamente durante il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi, dove quest’anno il tema delle migrazioni è stato trattato con attenzione in diversi momenti sinodali ed extra sinodali. Durante la serata pubblica le attività di MH sono state raccontate da Marta Bernardini, operatrice a Lampedusa.

venerdì 28 agosto 2015

Migrazioni, è un bollettino di guerra: più di 300 vittime in quattro giorni

Da Redattore Sociale.
Un bollettino di guerra. È quello che sta diventando la cronaca dei flussi migratori in questi giorni in Europa. Mentre sui media di tutto il mondo si discute sui termini da utilizzare per descrivere il fenomeno (migranti o rifugiati), sul web si susseguono le notizie di nuove tragedie che non avvengono più lontano dagli occhi europei, ma che giorno per giorno si avvicinano al cuore di un continente comunemente definito come “vecchio” e chiuso come una “fortezza”. Dopo la notizia che ha sconvolto l’Austria (e non solo), dal Mediterraneo giungono nuove notizie di morte con più di cento migranti che avrebbero perso la vita nel tentativo di raggiungere l’Europa. Un dato, quello delle vittime, che cresce di giorno in giorno, come testimoniano le quasi 2.500 morti catalogate dal nuovo sito dell’alto commissario Onu per i rifugiati (Unhcr).

martedì 17 marzo 2015

Alla ricerca di un posto sicuro

Gli ultimi giorni hanno visto il susseguirsi di proposte e controproposte da parte di esponenti politici italiani ed istituzioni europee in merito alla gestione dei controlli delle frontiere e dei soccorsi in mare. 
Alle dichiarazioni di elogio dell’operazione Mare Nostrum fatte recentemente anche dal Procuratore capo di Catania, Giovanni Salvifanno eco le proposte presentate da Alfano all’Unione Europea, sull’istituzione di accordi con la Tunisia e l’Egitto per il pattugliamento delle coste e la creazione di almeno tre campi profughi in Paesi africani considerati sicuri. 

giovedì 2 ottobre 2014

Il nostro 3 ottobre. Ad un anno dalla strage di Lampedusa. Non il giorno della memoria ma una giornata di mobilitazioni

L’anniversario del 3 ottobre, quando 368 donne, uomini e bambini persero la vita nel naufragio di Lampedusa, trova un mondo dilaniato dal diffondersi di conflitti asimmetrici inediti e dall’acuirsi di quelli che da decenni segnano il pianeta. Da Guantanamo ai tagliagole in Iraq, passando per le decine di migliaia di morti in Ucraina, a Gaza e in Siria, per la nuova guerra civile in Libia e il perpetrarsi delle dittature sanguinarie del Corno d’Africa, la stessa cultura dell’odio e del calcolo economico, che mai dà priorità alla vita e ai desideri delle persone, si sta materializzando in un orizzonte di devastazione e guerra probabilmente senza precedenti per l’intensità e le modalità globali.