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sabato 20 gennaio 2018

Nuovi arrivi nei porti siciliani, mentre in mare si continua a morire

Sono circa 1500 le persone soccorse negli ultimi giorni nel Mediterraneo. Due giorni fa alcune di loro sono state portate a Palermo e Catania. Ieri, a Pozzallo, la nave Open Arms ha portato anche tre salme: due neonati e un ragazzo di vent’anni.

La nave spagnola "Santa Maria" arriva a Palermo

domenica 5 febbraio 2017

Messina: finalmente smontata la tendopoli del Palanebiolo. Per tre anni e mezzo ha ospitato richiedenti asilo in condizioni vergognose

Da Stampalibera.it

A tre anni e mezzo dalla sua trasformazione in Centro di prima malaccoglienza per i richiedenti asilo in fuga da guerre, carestie e crimini ambientali, il PalaNebiolo di contrada Conca d’Oro dell’Annunziata, di proprietà dell’Università degli Studi di Messina, forse tornerà a fare da campo di gioco per le formazioni di baseball peloritane. 

martedì 24 gennaio 2017

Signora, mi dispiace, ma devo confermare che suo figlio è stato ucciso

Tante, troppe telefonate nello scorso fine settimana. Troppi messaggi da parte di padri e madri, sorelle e fratelli che vogliono avere informazioni dei propri cari, prigionieri della nostra battaglia contro i migranti. Una battaglia che miete vittime ogni giorno: le ultime sono, anzi dovrebbero essere, quelle della scorsa settimana, e di preciso del weekend tra il 13 e il 15 gennaio, in cui le politiche europee hanno ucciso circa 200 persone.

giovedì 5 gennaio 2017

Minori in tendopoli e hotspot. I casi di Pozzallo, Augusta, Catania e Messina

Il 2016 si conclude con altri arrivi, morti, dispersi. Il 2017 si apre con la proposta di nuovi centri di detenzione ed ulteriori limitazioni della libertà di movimento per i migranti. Le politiche criminali della Fortezza Europa necessitano sempre più di nuovi discorsi e pratiche di memoria e solidarietà attiva. Il 24 dicembre sono sbarcati a Pozzallo 111 migranti, ma la cronaca dà conto solo dell’immediato arresto dei due presunti scafisti, che fa salire a 200 quelli fermati nel 2016 in provincia di Ragusa. 

L'hotspot di Pozzallo - Ph. Lucia Borghi

venerdì 4 novembre 2016

Le difficoltà ad accogliere: Lampedusa

850 migranti stipati nell'hotspot di contrada Imbriacola, all’interno di una struttura (in parte inagibile) che potrebbe contenere 250, al massimo 300 persone. A Lampedusa, lontano dagli occhi e lontano dal cuore, tutto può essere fatto, anche tenere minori, donne ed altri soggetti con particolari problemi chiusi dentro un hotspot per più di due mesi, in condizioni di promiscuità, in violazione delle leggi a tutela dei soggetti vulnerabili, illegittimamente trattenuti in un centro off-limits che impedisce alla società civile e alle ong di entrare in contatto con queste persone.

La difficoltà ad accogliere: Palermo

Nei giorni scorsi abbiamo letto delle dichiarazioni del sindaco di Gorino e delle proteste dei suoi concittadini, e in molti abbiamo condannato tali vicende. Senza dubbio il razzismo e l'ignoranza hanno creato dei mostri da prima pagina, ma è fin troppo facile "sparare sulla Croce Rossa" e nessun media ha messo in evidenza gli errori della prefettura e delle altre istituzioni preposte che non hanno saputo strutturare un progetto di accoglienza: non è stato preparato un piano di interazione tra nuovi arrivati e la comunità autoctona, ma ci si è mossi in emergenza causando l’ennesimo conflitto sociale, funzionale a celare il vero volto delle politiche migratorie e a continuare a mietere vittime.

lunedì 5 settembre 2016

Nuove procedure di sbarco o semplice caos? Il caso, non isolato, di “sbarco differito” a Messina

In aleis strenua – in pugna invicta”, risoluta nei rischi, invincibile in battaglia. Questo il motto dell’imponente fregata Virginio Fasan (F591) della Marina Militare la cui tanto inusuale quanto prolungata sosta al porto di Messina ha attirato la curiosità dei passanti, ha sollevato dubbi e perplessità fra gli attivisti locali prontamente espresse nel comunicato stampa del PRC di Messina e ci ha infine “consentito” di arrivare in tempo per assistere all'ultimo giorno di quello che è diventato uno degli sbarchi più lunghi ed estenuanti degli ultimi tempi. L’ultimo gruppo di migranti, 150 circa dei 1159 totali, ha potuto lasciare la nave solo intorno alle 21 di giovedì 1 settembre quindi oltre 48 ore dopo l’inizio delle operazioni di sbarco avviate nel tardo pomeriggio di martedì 30 agosto. 


giovedì 1 settembre 2016

Non preoccuparti papà, io muoio contenta perché almeno voi siete vivi

Non posso che provare dolore di fronte alla morte di una persona innocente, ed il sol pensiero che possa essere un tuo caro a perdere la vita in modo ingiusto mi fa percorrere un brivido lungo la schiena. La notizia che un padre ha dovuto lasciare il corpo della propria figlioletta morta in mare per cercare di salvare altre vite durante l'ennesima strage frutto delle politiche omicide europee, mi sconvolge. Cosa possiamo fare per aiutare un padre disperato che ha perso moglie e figlia?

Le 5 salme arrivano al porto di Trapani - Ph. Giorgia Mirto

martedì 2 agosto 2016

Tutti giù per terra

Non è solo un ritornello per bambini, ma anche e soprattutto la condizione che vivono i migranti sulle navi dei soccorsi, in attesa delle identificazioni al porto, in questura per il prelievo delle impronte digitali. Seduti a terra, così che noi possiamo guardarli dall'alto in basso. Noi, che possiamo decidere il loro destino.

                             La nave Diciotti a Palermo - Ph. Alberto Biondo

domenica 31 luglio 2016

Morti: il mare non ne può più

I morti sono talmente tanti che il mare li risputa nelle spiagge della Libia, lì  dove tanti partono per cercare una nuova vita, fino a quel momento negata, sia a donne che ad uomini di qualunque età. Nell'ultima settimana alcuni sono stati recuperati anche dalle navi umanitarie come Acquarius e Dignity di Msf. Gli ultimi, in ordine di tempo, sono 22 salme di giovani donne sbarcate la scorsa settimana a Trapani. Donne e minori che muoiono per primi nel corso delle traversate dalla Libia all'Italia, a causa delle loro posizione all'interno delle imbarcazioni.

venerdì 8 luglio 2016

Tanti arrivi, poche tutele. Migranti in condizioni sempre peggiori e abbandonati a se stessi

4500 persone soccorse nel giro di poche ore e portate nei maggiori porti siciliani: Pozzallo, Augusta, Catania, Messina, Porto Empedocle e Palermo. L’arrivo di un alto numero di migranti corrisponde paradossalmente ad una maggiore invisibilità dei profughi e ad una loro minore tutela. Come spesso accade infatti, quando ci sono diversi sbarchi in una stessa giornata, gli operatori delle Ong si devono dividere tra i diversi porti e ne lasciano scoperto qualcuno.

                                                  Foto di Lucia Borghi

martedì 5 luglio 2016

Due sbarchi consecutivi al porto di Catania

Da Rete Antirazzista Catanese

Alle 16,30 è approdata all'imbarco 8 del  porto di Catania la nave della Guardia Costiera CP 906 Corsi con a bordo 315 migranti, di provenienza sub sahariana (alta percentuale di donne e bambini) ed una salma; come avviene, purtroppo da alcuni sbarchi, fra i gazebo vi erano funzionari della Polizia Scientifica addetti a prendere le impronte digitali, senza alcuna preventiva informazione sulle conseguenze, una routine che si ripete senza alcuna possibilità da parte di organizzazioni indipendenti di fornire informazione sulle procedure per la richiesta d’asilo.

                                         Foto di Alfonso Di Stefano

venerdì 1 luglio 2016

Meno migranti si accolgono da vivi più ne arrivano morti: arrivata a Catania la nave con le 10 salme

Da Rete Antirazzista Catanese

Questa amara constatazione si conferma ogni giorno di più, i morti accertati sono migliaia ma chi ci governa è più interessato a demagogiche operazioni di facciata, ben sapendo che sono le politiche securitarie della fortezza Europa e di Frontex a causare i naufragi ed a favorire i lauti profitti delle mafie mediterranee. Sono finite nel porto di Catania le operazioni di sbarco di 348 migranti dalla nave della guardia costiera CP941 U. Diciotti ; i/le migranti,in maggioranza nigeriani, il resto provenienti dall'Africa sub sahariana, salvati in 3 operazioni di soccorso a fragilissimi gommoni, che stavano affondando, a 20 miglia dalle coste libiche.

                                          Foto di Alfonso Di Stefano

lunedì 23 maggio 2016

Lampedusa: cessano le proteste ma le violazioni continuano



Fino a ieri l’hotspot di Lampedusa contava circa 380 presenze (una decina le donne adulte). Il numero di minori si aggirava intorno a 90, tra i quali ci sarebbero anche 5 ragazzine nigeriane, arrivate sull’isola lo stesso giorno dell’incendio che ha reso inagibile un intero padiglione del centro di contrada Imbriacola.

martedì 10 maggio 2016

Lampedusa: la protesta non si arresta


Le ultime notizie da Lampedusa non sono confortanti dato che i manifestanti, circa sessanta, che da 4 giorni non si muovono dal piazzale antistante la parrocchia di San Gerlando, dormono all’addiaccio, senza che nessuno intervenga. Le forze dell'ordine continuano a presidiare la piazza del paese, in paziente attesa di un cedimento da parte dei migranti.I manifestanti, sono sostenuto dai Lampedusani che ogni giorno offrono loro viveri e solidarietà e da alcuni attivisti che hanno fornito coperte termiche e altri beni di conforto per aiutarli a passare la notte sentendosi meno abbandonati.

sabato 3 ottobre 2015

CS Borderline Sicilia: il 3 ottobre si commemora con la prassi dei respingimenti illegittimi

Apprendiamo con sdegno che lunedì scorso, 28 settembre, la questura di Ragusa ha notificato dei provvedimenti di respingimento a 22 migranti presenti al CSPA di Pozzallo. Tra loro anche 9 donne, di cui due già identificate come minorenni e una incinta.

mercoledì 15 luglio 2015

Cento morti sulle coste libiche

avvenire.it - Almeno un centinaio di morti sono stati raccolti ieri sulle spiagge e nel mare di Tajoura, in Libia. Tra di loro donne e bambine. I corpi sono stati portati nell’ospedale di Tripoli.

venerdì 12 settembre 2014

Non cessano gli arrivi: in 567 tra Siriani, Palestinesi e Subsahariani al porto di Augusta

Stanno seduti sul ponte di poppa del Pattugliatore Borsini, guardano la macchina dell’accoglienza muoversi lungo la banchina e aspettano il terminare delle manovre di sbarco. Sono 567 i migranti arrivati ieri, 11 settembre, nel porto di Augusta, reduci dal salvataggio messo in atto dalla Marina Militare italiana su tre diverse imbarcazioni: due pescherecci in legno a sud di Lampedusa, per un totale di 470 persone, e un gommone, trasportante 96 persone, soccorso poco più a est da un’altra nave della Marina, dalla quale è poi avvenuto il trasbordo sulla Borsini. Si tratta principalmente di famiglie siriane, tra cui 40 donne, 55 minori e pure un bimbo neonato, e di una minoranza di sub sahariani e nordafricani.

mercoledì 6 agosto 2014

Ben 958 migranti al porto di Pozzallo: il più grosso sbarco che si ricordi. Nel gruppo pure 200 minorenni e donne incinte

CorriereRagusa.it - Ben 958 migranti di 15 nazionalità diverse sono sbarcato stamani al porto di Pozzallo. Si tratta del più grosso sbarco mai registratosi nella cittadina marinara negli ultimi 10 anni. Del gruppo fanno parte circa 200 minorenni e centinaia di donne di cui parecchie in stato di gravidanza e già trasportate negli ospedali di Ragusa e Modica. Le operazioni di soccorso sono in corso al porto dove c’è un grosso dispiegamento di uomini e mezzi. Tutti i migranti, giunti a bordo della nave della marina militare «Dattilo» che li ha intercettati al largo in acque internazionali, stanno bene. Nessun rischio al momento dunque sotto il profilo sanitario.

mercoledì 25 settembre 2013

Palacannizzaro, migranti siriani in protesta La Rete antirazzista: «Detenzione illegale»

Di Perla Maria Gubernale | 24 settembre 2013
Un centinaio di profughi, da sette giorni chiusi nella struttura sportiva etnea, rifiutano le procedure di identificazione. Il motivo? Chiedono il ricongiungimento con i parenti che vivono in altri paesi europei, ma temono di essere portati al Cara di Mineo, dove la richiesta di asilo si protrae per più di due anni. «Ieri si sono presentati gli agenti in antisommossa, ma oggi la situazione è tranquilla», spiega Alfonso Di Stefano del comitato a sostegno dei migranti, che secondo gli attivisti sono «reclusi illegalmente».