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mercoledì 18 ottobre 2017

La confusione regna sovrana, mentre i migranti muoiono

La guerra ai migranti miete sempre più vittime, senza discontinuità, vittime sempre più giovani di politiche frutto delle scelte di un'Europa sempre più chiusa in se stessa. Un'Europa in perenne sindrome da assedio, che rende la vita delle persone un inferno, come per le 606 persone arrivate venerdì scorso a Palermo a bordo della nave di SOS Mediterranee, che da tutti i giornali è stata ribattezzata come la nave dei bambini. 


La nave di Sos Mediterranee al porto di Palermo

venerdì 24 giugno 2016

CORSO IN GLOBAL MANAGEMENT

Un percorso formativo destinato a 35 giovani diplomati/laureati provenienti da: Algeria, Tunisia, Turchia, Egitto e Marocco.

La partecipazione ai corsi è gratuita e permette di ricevere una BORSA DI STUDIO pari a 2.400 euro per i partecipanti che seguiranno i due mesi di corso.

I corsi si svolgeranno presso le Università di Palermo, Messina e Enna.

In questo link tutte le informazioni su tutti i corsi:

venerdì 13 maggio 2016

Lampedusa: riprendono i trasferimenti e i rimpatri e le proteste continuano


In questi giorni stiamo assistendo all’innesco di una serie di proteste a catena in ogni città siciliana che sembra aver contagiato il resto d’Italia, segno che il sistema non funziona, anche se i nostri politici fingono di non vedere e cercare soluzioni. 

sabato 4 ottobre 2014

Storie di migranti in fuga. Chi approda, chi viene rimpatriato e chi perde sempre piu’ spesso la vita in mare.

Ad un anno dalla strage del 3 ottobre 2013, rimane drammatica la situazione di chi non ha altra scelta dalla fuga in mare per scappare alle bombe, sopravvivere e costruirsi un futuro.
Anche in quest’ultima settimana, solo nella costa meridionale della Sicilia, si registra l’arrivo di ben 528 migranti. In 135, di cui 118 uomini, 8 donne e 9 minori, sono sbarcati il 30 settembre, nella tarda serata, al porto di Pozzallo, recuperati in acque internazionali, a sud di Malta dalla petroliera “Aegean Myth” battente bandiera greca. Tra di loro tanti siriani e palestinesi, accolti al porto dalle forze di polizia, Frontex , volontari CRI e Protezione Civile, medici dell’ASP e di MSF.

martedì 12 agosto 2014

ARRIVI A CATANIA: LA BANCHINA SI RIEMPIE DI BIMBI SIRIANI

È entrata in porto alle 13.15 il pattugliatore Borsini della Marina militare con a bordo 282 migranti soccorsi ieri nel Mar Mediterraneo. Le operazioni di sbarco non iniziano però prima delle 14.30; sono presenti sul posto le ambulanze della Croce Rossa, che sistemano in banchina anche due banchetti per la prima accoglienza, la Protezione Civile, la Polizia di Catania, due rappresentanti dell’Oim e uno di Unhcr.

martedì 8 ottobre 2013

Arrivi via mare: gli interventi della Guardia costiera nel 2012 e 2013

La Stampa - Gli interventi di soccorso sono stati 286 in tutto e mostrano caratteristiche diverse. Mentre le imbarcazioni provenienti da Tunisia, Egitto, Grecia, Albania e Turchia vengono avvistate a poche miglia dalla costa (in alcuni casi a sbarco avvenuto a terra), quelle partite dalla Libia vengono intercettate subito, alcune a poche miglia dalle stesse coste libiche.

sabato 5 ottobre 2013

Il crimine di Alfano. In un mese 89 profughi egiziani rispediti all’inferno

da Micromega
Dal 10 agosto al 10 settembre il Ministero dell’Interno ha rimpatriato circa 89 migranti egiziani giunti sulle coste calabresi e siciliane. Spesso identificati sommariamente dall’accento, sono stati portati nel loro paese anche durante i giorni più cruenti della guerra civile, quando i morti si contavano a centinaia. Le associazioni umanitarie denunciano che sono stati espulsi nel giro di 24 ore. Il motivo? Si continua ad applicare un accordo del 2007 firmato col dittatore Mubarak
di Antonello Mangano

lunedì 2 settembre 2013

Da Catania e Lamezia profughi egiziani rispediti all’inferno

ESCLUSIVO TERRELIBERE.ORG
CATANIA – «Fino a ieri il governo italiano rispediva in Egitto gli immigrati di quel Paese. Ma adesso che succederà?». La domanda è di Cristopher Hein, direttore del Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR). La risposta è in due espulsioni collettive. La prima del 12 agosto. Quarantacinque egiziani rimpatriati dall`aeroporto di Lamezia. La seconda otto giorno più tardi. Le associazioni umanitarie CIR e «Borderline Sicilia» denunciano che 10 migranti sono stati imbarcati su un volo EgyptAir dallo scalo di Catania. Rispediti nell`inferno dei giorni più caldi della guerra civile.

sabato 31 agosto 2013

Nuovo sbarco sulle coste catanesi. Continuano i rimpatri dei cittadini egiziani.

Questa mattina un barcone con a bordo 110 migranti, è stato avvistato al largo di Capo Mulini –frazione di Acireale-Catania . Le operazioni di soccorso iniziate alle 6.00 avrebbero consentito alla Guardia di Finanza
Porto di Catania
di trascinare il barcone fino al Porto di Catania, dove i migranti, in discrete condizioni di salute, sarebbero arrivati verso le 9.00. Immediatamente sono state attivate le procedure di controllo sanitario che avrebbero portato all’ospedalizzazione presso le strutture dell’Ospedale Vittorio Emanuele di 3 persone tra cui un minore, per cause legate al viaggio. Si tratta di 110 uomini di origine egiziana, ed il resto sarebbero tutti minori non accompagnati di origine egiziana eccetto un minore siriano ed uno palestinese.

martedì 20 agosto 2013

L’EMERGENZA DOPO L’EMERGENZA. DAL GOVERNO DEL FARE AL DISASTRO UMANITARIO. E IN SICILIA IL GOVERNO DEL NULLA

Il 28 febbraio scorso si chiudeva la cd. emergenza umanitaria Nord Africa che era stata aperta nel febbraio del 2011 dal Governo Berlusconi. II Ministro dell’Interno Cancellieri,con una nota del 18 febbraio, comunicava quanto deciso in questo senso dal Tavolo di Coordinamento nazionale, e soprattutto la scelta di percorsi di uscita dall’emergenza che si sostanziavano nella concessione di una somma di danaro contante (in media 500 euro) ai singoli, abbandonandoli praticamente a se stessi. I centri di accoglienza gestiti dalla protezione civile venivano chiusi, e molti rifugiati buttati praticamente sulla strada erano costretti a subire lo sfruttamento dei caporali per garantirsi la sopravvivenza, mentre altri si trasferivano in diversi paesi europei caratterizzati da sistemi di accoglienza ed integrazione più efficaci.