Visualizzazione post con etichetta accordi Italia Libia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta accordi Italia Libia. Mostra tutti i post

giovedì 2 marzo 2017

Per non restare in silenzio

Pozzallo, Augusta, Catania, Lampedusa, Palermo: in Sicilia continuano gli arrivi via mare dalla Libia. Al largo delle coste si susseguono soccorsi, naufragi e morte. Migranti morti nei camion frigo che li trasportavano come merce, quali sono diventati, dalle regioni desertiche fino alla costa libica, da dove probabilmente avrebbero tentato la traversata verso l’Italia. Quelli ritrovati e menzionati dalla cronaca una settimana fa sono solo una minima percentuale delle migliaia che vengono trafficati ogni giorno, e che giunti in Italia cercano di spiegarci l’orrore che hanno visto, rimanendo troppo spesso inascoltati.

L'arrivo della nave Golfo Azzurro al porto di Pozzallo

lunedì 23 gennaio 2017

Morire di frontiera. Controllo e repressione sostituiscono l’accoglienza

“4 superstiti, un barcone su cui erano stipate fino a 193 persone”. “Imprecisati i numeri dei dispersi, saranno centinaia”. “8 morti ma si teme strage”. Ormai non si parla più di morti ma di chi “non sopravvive” facendo calcoli per esclusione. Conoscere quante siano realmente le persone che continuano a perdere la vita in mezzo al mare diventa sempre più difficile, rendersi conto di quante siano le vittime delle nostre frontiere risulta troppo vergognoso. Dall'inizio del 2017 sono già 240 i decessi avvenuti durante le traversate del canale di Sicilia e siamo solo a metà gennaio.

sabato 21 giugno 2014

Soldati libici in guerra contro il terrorismo e l'immigrazione clandestina

Da Repubblica.it - "Soldati libici in guerra contro il terrorismo e l'immigrazione clandestina"
Intervista al capo di stato maggiore della Difesa Luigi Binelli Mantelli, al termine dell'addestramento di un gruppo di militari in Italia: "Hanno avuto anche lezioni di diritto umanitario" di GIAMPAOLO CADALANU

mercoledì 6 novembre 2013

Naufragio dell’11 ottobre: i Libici, armati dall’Italia, sparano sui profughi

Asciugate le lacrime dopo il dolore dei naufragi dato in pasto ai media, ed una volta spenti i riflettori sui morti, i mezzi di informazione e l’opinione pubblica ritornano sui loro binari e nessuno si chiede che fine abbiano fatto i vivi, i superstiti. Borderline Sicilia aveva raccontato da Lampedusa il naufragio dell’11 ottobre e nei giorni scorsi ha incontrato un uomo siriano, che chiameremo Hamed, scampato a quel naufragio in cui una parte di lui è comunque definitivamente morta, visto che quel giorno ha perso la moglie, la figlia, la nuora e la nipote.