“Sono arrivato un mese fa, dopo essere stato in Sudan e per mesi in Libia. Al mio arrivo sono stato chiuso in uno stanzone con centinaia di altre persone, molti della mia età, altri più grandi. C’erano anche donne e bambini. Mi hanno dato un cambio di vestiti ed una scheda telefonica, dicendo che sarei stato trasferito presto in un centro per minori. E’ passato un mese e sono ancora qui”. Il racconto di Y., ragazzo eritreo di 16 anni, descrive la realtà vissuta da un centinaio di minori trattenuti come lui in modo illegittimo da settimane o mesi all'interno dell'hotspot di Pozzallo. Decine di minori giunti con gli ultimi sbarchi nel porto ibleo sono infatti rimasti in situazione di promiscuità, sovraffollamento e stress psicologico all'interno del centro, senza aver ancora ricevuto una sistemazione idonea.