
Intorno alle 10:30 ci incontriamo con i rappresentanti del Parlamento Europeo e con il furgone delle Brigate della Solidarietà Attiva ci dirigiamo verso i centri di accoglienza. Sia al CSPA sia alla LORAN ci fanno passare senza blocco di strada (così era fino alla settimana scorsa). Cornelia Ernst ed il suo assistente possono entrare con me come interprete in tutti e due i centri.
Contrada Imbriacola:
Base Loran
Qui si trovano Carabinieri all’ingresso che non conoscono il questore Marcello! Ci dimostra che le persone al turno non vengono informate e non ci sono contatti - questo ci conferma poi anche un dottore della Croce Rossa. La Loran è ancora zona militare: qui si trovano soltanto i carabinieri, soldati e polizia fanno giri di sorveglianza nel territorio,ma non dentro la base. Filo spinato ovunque …La Guardia Costiera ha ancora accesso al territorio, ci dicono che si trovano ancora le loro cose…Il responsabile di turno, Pietro Biancuzza di Lampedusa Accoglienza ci accompagne e si dimostra molto disponibile. Sulla domanda se la struttura è stata adattata per essere un centro di accoglienza (prima era una base NATO poi una base delle Guardia Costiera) dice che qualche lavoro hanno fatto, ma….c’è una muffa enorme….Lo stato della struttura non è buono per niente. Tutto pieno di materassi, sovraffollamento totale, lo dice anche lui – dormono dapertutto, anche nella mensa, nei corridoi, dice, che cercano di far entrare tutti, nessuno devo dormire fuori. La capienza secondo lui è di 220-250 persone (non 180 come ci ha detto l’OIM, ma ci sembra che 180 sarà giusta vedendo il posto che c’è), ora ci sono 430. Bambini, donne, nuclei familiari vengono messe nelle stanze più piccole. Gli altri stanno in dormitori vari. Nel pianoterra le donne devono però attraversare lo stanzone degli uomini per arrivare alle loro stanze. Ma i bagni sono separati, ci spiega Biancuzza. Qui NON si trovano tunisini. Nazionalità: pochi eritrei, Congo, Nigeria, paesi centro africani e Bangladesh (hanno una stanza grande insieme solo per loro. La Loran è previsto per nuclei familiari, gruppi vulnerabili, ma quando ci sono tanti diventa difficile. Poi Biancuzza ci conferma che vengono portati i primi sbarchi qui e poi viene riempito L’Imbriacola. Allora non può funzionare come previsto – la Loran come centro vulnerabile. Ora si trovano le persone dei primi due sbarchi di ieri (13.5.) alla Loran Prima venivano portato anche i minori tunisini qui, ma ora non più. Tutte le organizzazioni vengono pure qui (ACNUR, OIM…) – chiediamo se possono fare la richiesta d’asilo qui: “ogni tanto viene anche l’ufficio migrazione, si mettono nella mia stanza, ma non so che cosa fanno” – non ha la minima idea se i sui ospiti possono fare la richiesta e come funziona. Mediatori: francese, arabo, inglese. 1 medico, i infermiere h 24, dormono li, fanno turni settimanali, assistenti sociali nell’Imbriacola: 6-10, nella Loran 3-4. Possono essere aumentati quando c’è bisogno, dice Biancuzza. Psicologi ci sono 5 o 6 secondo lui per tutti e due i centri. I trasferimenti vengono fatti tramite navi militari e civili e anche tramite aerei, non sa le destinazioni – pensa che la prefettura decide dove vengono portati…Dice che ogni tanto le navi fanno anche diverse tappe e lasciano le persone in diversi posti d’italia. Possiamo dare un’occhiata: i corridoi, le stanzette, la mensa e i stanzone si trovano a pianoterra. Al primo piano c’è una grande stanza tipo corridoio che ora è piena di materassi, poi ci sono due corridoi con delle stanze più piccole. Ci sono due cortili: uno viene usato per giocare, stare fuori, per dare da mangiare (ognuno si prende il cibo – senza carne di maiale, ci rassicura) e mangia sui materassi o fuori. La mensa viene usato soltanto quando c’è posto. Nel secondo cortile si trovano 2 o 3 container con i bagni, è tutto pieno con il bucato messo nei cespugli, sulla recinzione…Dietro si vede il cimitero delle barche – hanno portato qui con i camion le barche dei migranti, sono tantissime. Dietro le barche la costa e il mare. Biancuzza dice che ha sentito che vengono portate via fra poco (può essere perché anche noi abbiamo sentito che il governo il 13 maggio ha promesso un milione di euro per lo smaltimento). Tutto sommato nonostante il sovraffollamento l’atmosfera è abbastanza tranquilla, i migranti ridono con noi, scherzano. Alcuni ci riconoscono dallo sbarco al molo. Ma si vede che la Loran non è adatta per ospitare tante persone. Di pomeriggio andiamo verso il porto per verificare se ci sono stato o avvisato altri sbrachi, ma la Croce Rossa (CRI)ci dice di no. Ci raccontano che ieri hanno chiesto una tavola rotonda con tutti gli interessati a Lampedusa per fare funzionare meglio la gestione degli sbrachi. Solo ieri hanno ricevuto per la prima volta il numero del CSPA! Un dottore ci dice che ci vuole una buona organizzazione e che lui spera da ora in poi funzionerà meglio. La settimana scorsa, alla prima visita mia a Lampedusa, la protezione civile ci ha detto che è compito loro di organizzare tutto. Sembra che la CRI non ne era tanto contento. Di pomeriggio osserviamo dal porto un strano movimento di due navi militari, ognuno accanto a un peschereccio di quelli arrivati tempo fa dalla Tunisia. Anche due altri pescherecci - uno trascinando l'altro - escono dal porto. Con il binocolo riusciamo a vedere che si trovano operatori (militari) con delle tute bianche sui pescherecci. Una signora ci riferisce più tardi che ha visto passare ad un'altra cala le navi militare con i pescherecci. Da chiedersi cosa stanno facendo con queste barche - affondarle in alto mare? Portarle via in altri posti per smaltirle? Spero..." Ci rechiamo un attimo a cala Pisana per vedere se il traghetto per il trasferimento è arrivato, ma ancora niente. Una signora che sta facendo un corso di teatro ci riferisce alle ore 20 di sera di aver visto passare il traghetto, non lo verifichiamo più. Passiamo anche al cimitero per vedere le nuove tombe dei tre morti dello sbarco della settimana scorsa. I funerali erano ieri. Si trovano al cimitero vecchio. I nomi dei morti non sono conosciuti. Per vedere il sevizio della CNN che ha girato sia durante gli sbrachi sia ai funerali vedete qui (in lingua inglese):
http://edition.cnn.com/video/#/video/world/2011/05/14/watson.italy.lampedusa.refuge.cnn?iref=allsearch
http://edition.cnn.com/video/#/video/world/2011/05/13/watson.italy.libya.refugees.cnn?iref=allsearch
Di sera ci troviamo tutti alla sede di Askavusa. Niente sbarchi, una serata finalmente serena.
Judith Gleitze, forum antirazzista di palermo/borderline-europe/Francesco Sargentini, BSA