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giovedì 2 marzo 2017

Per non restare in silenzio

Pozzallo, Augusta, Catania, Lampedusa, Palermo: in Sicilia continuano gli arrivi via mare dalla Libia. Al largo delle coste si susseguono soccorsi, naufragi e morte. Migranti morti nei camion frigo che li trasportavano come merce, quali sono diventati, dalle regioni desertiche fino alla costa libica, da dove probabilmente avrebbero tentato la traversata verso l’Italia. Quelli ritrovati e menzionati dalla cronaca una settimana fa sono solo una minima percentuale delle migliaia che vengono trafficati ogni giorno, e che giunti in Italia cercano di spiegarci l’orrore che hanno visto, rimanendo troppo spesso inascoltati.

L'arrivo della nave Golfo Azzurro al porto di Pozzallo

martedì 18 agosto 2015

Visita a due Cas della Fondazione Buon Samaritano a Vittoria

Dopo circa un anno, torniamo al Cas situato nei locali di quella che era la Comunità Incontro “Gerico”, a Vittoria (RG). Durante l’ultima visita, avvenuta d’accordo con Padre Beniamino, responsabile della fondazione, avevo passato un pomeriggio a parlare con i ragazzi del centro e l’addetto cuoco mi aveva mostrato la struttura, che ora trovo in fase di ampliamento. Oggi, dopo aver concordato l’incontro con il coordinatore, vengo accolta da lui e da un’operatrice che mi sottolinea subito come i migranti presenti “siano davvero un bel gruppo” e iniziano a descrivermi dettagliatamente la situazione attuale.

martedì 28 luglio 2015

Visita ad uno SPRAR per minori di Vittoria. Fino a quando si riesce a restare in Italia?

La settimana scorsa siamo tornati, dopo la breve visita dell’anno scorso, allo SPRAR per minori di Vittoria, in provincia di Ragusa. La struttura è gestita dalla Coop. Nostra Signora di Gulfi e comprende un appartamento  che può ospitare fino a 13 persone e un’unità abitativa di 8 posti, separata da questa, riservata ai ragazzi neomaggiorenni prima risiedenti nella struttura centrale.

domenica 28 dicembre 2014

Costruirsi un futuro nell’attesa infinita: voci di migranti nei centri di prima accoglienza di Vittoria

Lo stato di perenne e continua emergenza si traduce in lunghissimi e vuoti tempi di attesa per moltissimi migranti. Nei centri di prima accoglienza (CAS) si rimane ben oltre il tempo minimo per iniziare la procedura della richiesta d’asilo. I migranti ci restano per mesi, trimestri e anche semestri, spesso con poco più di un posto letto e di pasti garantiti, con il pensiero fisso sui primi documenti e sulle prime possibilità di autonomia nel luogo di approdo. E così, chi ha rischiato la vita per sopravvivere, si trova ad elaborare nuove strategie per costruirsi quel futuro che ha cercato con determinazione. Nel frastuono dei media e dei luoghi comuni, non è facile pensare a come può o dovrebbe essere strutturata l’accoglienza data ai profughi, oltre a vitto ed alloggio, come se queste persone fossero poco più che numeri e corpi indesiderati, con cui confrontarsi solo sulla base delle banali esigenze primarie. Fortunatamente alcune occasioni di incontro creano sprazzi di consapevolezza e portano alla luce le persone e le diversità che stanno dietro ai conteggi  organizzativi.

mercoledì 1 ottobre 2014

Violentate nel silenzio dei campi a Ragusa. Il nuovo orrore delle schiave rumene.

da L'Espresso
DI ANTONELLO MANGANO
VITTORIA (RG) - «Possono prendere il mio corpo. Possono farmi tutto. Ma l’anima no. Quella non possono toccarmela». Alina mi indica un locale in mezzo alla campagna. «Lì dentro succede tutte cose possibili». È uno dei pochi edifici che interrompe la serie infinita di serre. Il bianco dei teli di plastica va da Acate a Santa Croce Camerina. Siamo a Sud di Tunisi, terra rossa e mare azzurro che guarda l’Africa. Siamo nella “città delle primizie”, uno dei distretti ortofrutticoli più importanti d’Italia. Il centro di un sistema produttivo che esporta in tutta Europa annullando il tempo e le stagioni. Gli ortaggi che altrove maturano a giugno qui sono pronti a gennaio. Un miracolo chimico che ha ancora bisogno di braccia.

mercoledì 24 settembre 2014

I festini agricoli

Da Terrelibere
DI ANTONELLO MANGANO
Provincia di Ragusa, serre a perdita d’occhio e latitudine a sud di Tunisi. Buona parte dei pomodori che arrivano sulle nostre tavole si produce qui. Magrebini e rumeni lavorano nelle serre. D’estate diventano forni. Pieni di veleno. Uomini e donne. Vi sento distratti. Diritti sul lavoro, un argomento noioso. Se invece vi parlo di pomodorini, sesso e aborti? Ecco, ora vi sento più attenti. E cosa sono i “festini agricoli” nelle campagne?

giovedì 11 settembre 2014

Dopo lo sbarco: restare in Italia tra lungagini burocratiche e trasferimenti

Ormai ogni giorno leggiamo notizie di sbarchi e arrivi di migranti sulle coste siciliane e non solo. Questi episodi vanno monitorati ed analizzati con accuratezza,e soprattutto considerati come una finestra su ciò che li precede e su quello che succede dopo che su di essi si spengono i riflettori. Seguire il percorso dei migranti una volta scesi sulla terraferma non è semplice, anche per quelli che fanno richiesta di protezione internazionale e vengono quindi inseriti nel sistema di accoglienza e protezione.

lunedì 5 maggio 2014

Il parroco: darò agli italiani bisognosi parte dei soldi ricevuti per i migranti

Redattore Sociale - Don Beniamino Sacco, sacerdote di Vittoria (Ragusa) devolverà ai concittadini il 10% dei 30 euro al giorno per l’accoglienza di ogni straniero sbarcato dalla Libia. I fedeli approvano, “e i migranti capiscono che siamo in un paese in cui non si può avere tutto”.
VITTORIA (RG) - Non c’è una sola emergenza, ma due. Don Beniamino Sacco, prete della parrocchia del Santo Spirito di Vittoria, nel ragusano, lo sa bene: “Il 10 per cento dei 30 euro che riceviamo per l’accoglienza dei migranti li daremo alle famiglie bisognose del nostro territorio” ha annunciato.

mercoledì 4 settembre 2013

Due volte sfruttate. Le donne rumene nella “fascia trasformata” del ragusano

di Davide Carnemolla, Claudia Di Franco, Ester Moschini, Alessandra Sciurba
a cura di Alessandra Sciurba
da meltingpot.org
1) Premesse: il lavoro agricolo migrante nella “fascia trasformata” del ragusano.
Qualche dato generale sullo sfruttamento agricolo dei migranti in Sicilia
Secondo i dati riportati dal primo rapporto su Agromafie e caporalato, curato dell’osservatorio Placido Rizzotto della Flai Cgil, gli occupati nel settore agro-alimentare in Sicilia sono 103.150, di cui 55.790 solo nel comparto agricolo.

mercoledì 6 febbraio 2013

Il mio sogno è il presente - Intervista a Yvan Sagnet

di Daniela Sammito, da Il Clandestino di gennaio 2013
Yvan Sagnet viene dal Camerun. Nel 2007 viene a studiare in Italia e si iscrive al Politecnico di Torino. Nell'estate del 2011, per pagarsi gli studi, va a lavorare a Nardò, in Puglia, dove nella masseria di Boncuri, si assumono lavoratori per la raccolta del pomodoro. Lì si rende conto delle disumane condizioni di vita e di lavoro a cui i caporali costringono i braccianti e prende parte al primo sciopero autonomo dei braccianti stranieri in Italia. Lo abbiamo incontrato a Vittoria, in occasione di un dibattito sul tema “Territorio e Diritti”, organizzato dalla CGIL FLAI e dalla Cooperativa Sociale Proxima.