“In aleis strenua – in pugna invicta”, risoluta nei rischi, invincibile in battaglia. Questo il motto dell’imponente fregata Virginio Fasan (F591) della Marina Militare la cui tanto inusuale quanto prolungata sosta al porto di Messina ha attirato la curiosità dei passanti, ha sollevato dubbi e perplessità fra gli attivisti locali prontamente espresse nel comunicato stampa del PRC di Messina e ci ha infine “consentito” di arrivare in tempo per assistere all'ultimo giorno di quello che è diventato uno degli sbarchi più lunghi ed estenuanti degli ultimi tempi. L’ultimo gruppo di migranti, 150 circa dei 1159 totali, ha potuto lasciare la nave solo intorno alle 21 di giovedì 1 settembre quindi oltre 48 ore dopo l’inizio delle operazioni di sbarco avviate nel tardo pomeriggio di martedì 30 agosto.
siciliamigranti è una finestra sulla situazione dei migranti in Sicilia. E' il blog di un progetto di monitoraggio e pronto intervento in risposta alle politiche migratorie, contingenti ed emergenziali, messe in atto dal governo italiano per gestire l'arrivo dei profughi provenienti dalla regione del Maghreb e dalla Libia.
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lunedì 5 settembre 2016
Nuove procedure di sbarco o semplice caos? Il caso, non isolato, di “sbarco differito” a Messina
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venerdì 2 settembre 2016
La guerra ai migranti: lo sbarco di Palermo
Lo scorso 31 agosto, 1169 persone sono sbarcate al porto di Palermo.
Ai salvati dalla nave Garibaldi, che solitamente ha il compito di difendere i nostri confini, la nostra terra, custodi della nostra sicurezza, è toccato un trattamento "militare", in quanto - riferendosi alla presenza dei migranti a bordo - qualcuno dell’equipaggio si sarebbe espresso parlando di “invasione sulla loro nave”. Ciò la dice lunga sull'atmosfera che si è respirata sulla Garibaldi, e della considerazione che qualcuno ha delle persone salvate.
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| La nave Garibaldi al porto di Palermo - Ph. Alberto Biondo |
giovedì 28 luglio 2016
Decine di cadaveri sulle spiagge libiche. E a Pozzallo arriva la salma di un'altra vittima delle traversate in mare
Il 23 luglio scorso i media riportano la notizia di una quarantina di corpi restituiti dal mare e ritrovati sulla spiaggia libica di Sabrata. Un numero destinato a salire nel fine settimana, quando saranno ben 87 i cadaveri dei migranti recuperati sulla stessa spiaggia.
Sabrata è uno dei punti di partenza delle traversate intraprese dai profughi per giungere in Italia: viaggi accompagnati più dalla certezza della morte che dalla speranza dell’arrivo. La settimana scorsa ben 39 salme di migranti sono state recuperate dai salvataggi in mare e sbarcate a Trapani e Vibo Valentia. Una strage quotidiana che si consuma nell'indifferenza della gente.
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