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mercoledì 5 aprile 2017

“Non possiamo fermarci”. I segni delle frontiere scritti sui corpi di chi arriva

“Il viaggio è stato lungo, ma avevo messo i soldi da parte dalla mia ‘paga’ negli ultimi mesi. Ho avuto anche un incidente, il mio indice è rimasto schiacciato e degli amici mi hanno portato all’ospedale dove me l’hanno amputato. Ora però sto bene, sono in un centro d’accoglienza, parlo e sono capito”. M. ci scrive dopo un mese di silenzio, dal suo nuovo alloggio in Germania. A maggio compirà 17 anni, a giugno sarà già passato un anno dal momento in cui è sbarcato a Pozzallo. 

La nave "Golfo Azzurro" della Ong Proactiva arriva a Catania

martedì 7 marzo 2017

Minori stranieri non accompagnati: un orfanotrofio a cielo aperto

Secondo i dati del Ministero dell'Interno sono 25.846 i minori sbarcati in Italia via mare nel 2016. È la Sicilia la regione che ospita la percentuale più alta. All’interno del programma di monitoraggio dei nuovi centri di prima accoglienza, la Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza ha visitato Catania e Noto. Pesanti, però, le denunce di Oxfam e Borderline Sicilia.

Ph. Repubblica.it

martedì 15 novembre 2016

Merce di scambio: minori in fuga senza alcuna tutela

“Sono scappato dall'Italia. Ora sono in un Paese sicuro”. Ci arriva nelle prime ore del mattino il messaggio di A., giovane ragazzo eritreo che abbiamo conosciuto a Pozzallo e poi seguito nei suoi primi mesi di permanenza in un centro per minori del Siracusano. Appena arrivato A. continuava a ripetere la prima frase sentita in italiano al momento dell’approdo: “Sei in Italia, un Paese sicuro”.

martedì 20 settembre 2016

Dal mare alla campagna, passando per le nostre città

Cosa hanno in comune una giovane donna ghanese, un signore di mezza età nigeriano e un ragazzone senegalese? Oltre il colore della pelle, senza ombra di dubbio, la violenza e lo sfruttamento a cui sono stati sottoposti, e il fatto che sono stati uccisi dalle nostre leggi.
Questo sistema ha deciso di sacrificare i migranti per tenersi in piedi, ha deciso di mettere al bando chiunque voglia risorgere dalle ceneri che abbiamo lasciato nei paesi da cui provengono, ragazzi e ragazze che vivono costantemente con la morte accanto, che spesso decide di prendere il sopravvento.

Sbarco di Palermo - Ph. Alberto Biondo

mercoledì 14 settembre 2016

“Non chiamateli migranti economici”. Medu racconta l'esodo verso l’Europa


In una mappa interattiva il viaggio dei profughi: dal deserto ai barconi. Il 90 per cento vittima di violenza, abusi e traumi psicologici. "La dicotomia migrante economico e rifugiato non è in grado di spiegare una realtà così complessa"