Visualizzazione post con etichetta Pozzallo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Pozzallo. Mostra tutti i post

giovedì 11 gennaio 2018

Alì e le altre morti annunciate

Ci sarebbe piaciuto un inizio d’anno diverso, avremmo voluto avere la possibilità di abbracciare e accogliere Alì, ma invece non è stato possibile. Ci sarebbe piaciuto non dover scrivere per l’ennesima volta che le nostre politiche hanno continuato ad uccidere anche in questo nuovo anno, con la complicità di quel giornalismo che riporta in modo acritico le dichiarazioni dei politici. Così sui giornali non compare neanche l’ombra di Alì e di tanti altri.

mercoledì 8 novembre 2017

Borderline Sicilia a bordo della Sea Watch 3: l’intervento della Guardia Costiera libica causa morti e respinti

Comunicato stampa - Si sono appena concluse le operazioni di sbarco al porto di Pozzallo, dove stamane, intorno alle ore 12, ha attraccato la nave SEA WATCH 3. Ad attenderli in banchina agenti di polizia e carabinieri, funzionari Frontex ed EASO, nonché gli operatori delle principali organizzazioni, governative e non, che operano sul territorio siciliano. Presenti anche operatori e legali di Borderline Sicilia.

La SEA WATCH 3 attracca a Pozzallo - Foto di Viola Gastaldi

venerdì 4 agosto 2017

Dopo l’approdo, diritti umani in lista d’attesa. Il caso del Centro di accoglienza straordinaria di Rosolini

Mohamed e Ahmed (nomi di fantasia) approdano in Sicilia il primo luglio. La nave svedese Bkv 002 su cui sono stati trasbordati in mare, li sbarca al porto di Catania insieme ad altri 650 migranti e a 9 salme. “È stato incredibile pensare che ad un passo da noi c’era l’Europa”, è la frase con cui descrivono il loro approdo. Almeno durante il nostro primo incontro.

Migranti al porto di Augusta (SR)

mercoledì 5 luglio 2017

“Partono uomini, arrivano fantasmi”. Naufragi e respingimenti in mare. L’Italia chiude le porte anche a chi riesce ad arrivare

Il 12 giugno è sbarcata a Catania una nave svedese dell’assetto Frontex, con a bordo 356 migranti e 8 salme. I sopravvissuti parlano di decine di dispersi e della rottura del gommone sovraffollato su cui viaggiavano stipati all’inverosimile. Solo pochi giorni dopo, un gruppo di migranti sudanesi riferisce di un barcone spezzatosi dopo due giorni di viaggio da cui si sarebbero salvate solo una decina di persone. Altri profughi riportano testimonianze di donne e bimbi siriani incontrati in Libia: erano appena stati “riportati” dalla guardia costiera locale al punto di partenza e raccontavano di aver visto altre piccole imbarcazioni di legno affondare. 


La nave della Guardia Costiera "Diciotti" al porto di Catania

lunedì 26 giugno 2017

Migranti, quei Cie e hotspot che ricordano i lager, tra sporcizia, freddo e privazione della dignità

MeridioNews.it - La prima relazione del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute e private della libertà pone l'accento sulla lunga serie di carenze che caratterizzano la permanenza dei cittadini stranieri arrivati in Italia. Contesti nei quali le criticità strutturali si sommano a procedure che mettono in dubbio il rispetto delle regole.



martedì 13 giugno 2017

A chi interessano i migranti?

“Se ti imbarcano i militari puoi stare tranquillo che il tuo viaggio continuerà fino all'arrivo dei soccorsi internazionali; se a buttarti su un gommone non sono uomini in divisa, è molto probabile che appena preso il largo si avvicineranno altri predoni per derubarti di tutto e rispedirti da dove sei venuto.  Ho tentato la traversata tre volte, e solo all'ultimo tentativo ho raggiunto la Sicilia dopo quattro giorni”. 

La nave Golfo Azzurro a Pozzallo

sabato 20 maggio 2017

Un mare di impunità

L’8 maggio un gruppo di migranti sbarcati a Pozzallo informa le autorità della scomparsa di almeno 40 compagni di viaggio, imbarcati sul loro stesso gommone. Nei giorni successivi salirà a 230 il numero delle probabili vittime di due naufragi verificatisi al largo delle coste libiche. Lunedì 15 maggio la nave Diciotti della Guardia Costiera Italiana giunge al porto di Trapani con 484 migranti a bordo e 7 salme.

martedì 11 aprile 2017

Nuovi respingimenti, arresti e hotspot. I migranti che l’Italia non vuole tutelare ma continua a sfruttare

Circa 250 da un solo sbarco. Questo è il numero dei migranti, prevalentemente di origine marocchina, respinti dopo l’arrivo a Pozzallo più di una settimana fa a bordo della nave Golfo Azzurro. Respingimenti fotocopia che impongono l’allontanamento entro sette giorni dal territorio italiano dalla frontiera di Roma Fiumicino. Ancora una volta si ripete il copione assurdo con cui vengono implementate queste procedure illegittime ed incostituzionali, riconducibili ai respingimenti collettivi per cui l’Italia è stata condannata anche dalla Corte Europea per i diritti dell’Uomo.

La nave Aquarius al porto di Catania

venerdì 24 marzo 2017

Recuperi o salvataggi? Criminalizzazione dei soccorsi e altre stragi in mare

È di alcune ore fa la notizia relativa all’ultimo terribile naufragio al largo della Libia, nel quale avrebbero perso la vita circa 240 persone, secondo il racconto dell’ong Pro-activa Open Arms, che ha recuperato cinque cadaveri trovati vicino a due gommoni vuoti. Il 20 marzo scorso erano stati accertati altri 38 morti al largo delle coste libiche. I migranti viaggiavano a bordo di due gommoni alla deriva che sono stati “soccorsi” dalla Guardia Costiera Libica. 

La nave Ocean Carrier arriva a Pozzallo

giovedì 2 marzo 2017

Per non restare in silenzio

Pozzallo, Augusta, Catania, Lampedusa, Palermo: in Sicilia continuano gli arrivi via mare dalla Libia. Al largo delle coste si susseguono soccorsi, naufragi e morte. Migranti morti nei camion frigo che li trasportavano come merce, quali sono diventati, dalle regioni desertiche fino alla costa libica, da dove probabilmente avrebbero tentato la traversata verso l’Italia. Quelli ritrovati e menzionati dalla cronaca una settimana fa sono solo una minima percentuale delle migliaia che vengono trafficati ogni giorno, e che giunti in Italia cercano di spiegarci l’orrore che hanno visto, rimanendo troppo spesso inascoltati.

L'arrivo della nave Golfo Azzurro al porto di Pozzallo

giovedì 5 gennaio 2017

Minori in tendopoli e hotspot. I casi di Pozzallo, Augusta, Catania e Messina

Il 2016 si conclude con altri arrivi, morti, dispersi. Il 2017 si apre con la proposta di nuovi centri di detenzione ed ulteriori limitazioni della libertà di movimento per i migranti. Le politiche criminali della Fortezza Europa necessitano sempre più di nuovi discorsi e pratiche di memoria e solidarietà attiva. Il 24 dicembre sono sbarcati a Pozzallo 111 migranti, ma la cronaca dà conto solo dell’immediato arresto dei due presunti scafisti, che fa salire a 200 quelli fermati nel 2016 in provincia di Ragusa. 

L'hotspot di Pozzallo - Ph. Lucia Borghi

giovedì 22 dicembre 2016

Messina: una megatendopoli per migranti nella ex caserma 'Gasparro'. Il bando già sulla Gazzetta Ufficiale. Appalto da 1.932.000 euro. E intanto…


Qualche mese ancora e l’ex caserma “Gasparro” di Messina (rione Bisconte) sarà trasformata in uno dei maggiori centri in Italia per l’“accoglienza” forzata dei migranti in attesa che le autorità decidano su una loro eventuale ricollocazione in altre strutture per richiedenti asilo in Europa o – per la stramaggioranza di essi – la deportazione manu miliari ai paesi d’origine. Decine di tende e container saranno installati accanto all’edificio della “Gasparro” dove da tre anni circa sono stipati contemporaneamente sino a 200 giovani migranti, consentendo di triplicare e forse quadruplicare il numero degli “ospiti” e riprodurre a due passi dal centro storico della città dello Stretto il famigerato e fallimentare modello “Mineo” della malaccoglienza.

Ph. Enrico di Giacomo - stampalibera.it

mercoledì 21 dicembre 2016

Rifugiati a distanza. Nuove vittime nel complice silenzio della Fortezza Europa

“L’Europa parla dei migranti come rifugiati solo quando sono distanti, ancora nei paesi di transito o dove imperversa la guerra. Quando riusciamo ad oltrepassare le frontiere diventiamo subito delle cifre e di noi si discute solo come di un problema”. L. viene dal Senegal e ha poco più di venti anni, di cui gli ultimi cinque spesi in viaggio per raggiungere la Fortezza Europa, dove è arrivato tre anni fa. Scandisce le parole del suo discorso cercando di mantenere compostezza e calma, anche se il tono concitato fa trasparire la rabbia, la frustrazione ed il dolore che quotidianamente si trova ad ingoiare.

martedì 15 novembre 2016

Merce di scambio: minori in fuga senza alcuna tutela

“Sono scappato dall'Italia. Ora sono in un Paese sicuro”. Ci arriva nelle prime ore del mattino il messaggio di A., giovane ragazzo eritreo che abbiamo conosciuto a Pozzallo e poi seguito nei suoi primi mesi di permanenza in un centro per minori del Siracusano. Appena arrivato A. continuava a ripetere la prima frase sentita in italiano al momento dell’approdo: “Sei in Italia, un Paese sicuro”.

lunedì 31 ottobre 2016

Campagna #overthefortress: un viaggio di due mesi dalla Sicilia a Roma dentro e oltre la rotta del Mediterraneo centrale


40 tappe, 3.400 chilometri, un camper: partecipa al viaggio e sostieni il crowdfunding.

Il camper di #overthefortress dal Porto di Igoumenitsa sbarca nel sud Italia per un’azione di inchiesta e comunicazione indipendente al fianco dei migranti e delle realtà locali, per mettere in discussione luoghi comuni e narrazione dominante, per fare spazio alle politiche di buona accoglienza, solidarietà e impegno civile.


Perché continuare a morire

Poco più di cento euro e qualche settimana di attesa. Queste sono le modalità ed il prezzo da pagare per ogni cittadino italiano che vuole avere un passaporto. Chissà in quanti, chiedendo o usando i propri documenti, sono consapevoli che per migliaia di persone un’operazione ormai banale e di routine, non è mai stata e non è ancora possibile. Chissà se i cittadini europei pensano almeno un istante che per avere la stessa libertà di circolazione ci sono persone ancora oggi costrette a pagare con la propria vita, a consumarsi in prigione per mesi e a vendere il proprio corpo.

mercoledì 26 ottobre 2016

Migranti, sbarco a Pozzallo: “Centri improvvisati e stracolmi, le frontiere chiuse mandano in tilt l’accoglienza”


Paola Ottaviano, di Borderline Sicilia, un'associazione di legali molto attiva nell'assistenza ai migranti, spiega così la situazione dell'hotspot siciliano: "Il sistema italiano di assistenza ai migranti non è stato riorganizzato né rimodulato per gestire flussi così consistenti di persone".

lunedì 10 ottobre 2016

La memoria di pochi, il silenzio di molti. A Pozzallo tre sbarchi e 29 salme.

“Sono partito dopo aver passato 40 giorni chiuso in un casermone in Libia. Sono stato minacciato di morte, derubato dei miei documenti, preso a cinghiate e bastonate. Ho perso la cognizione del tempo, la capacità di distinguere il giorno dalla notte. Solo quando sono arrivato in Italia ho capito effettivamente quanto tempo era passato e guardandomi facevo fatica a riconoscermi”.

La nave del MOAS Topaz Responder, a Pozzallo

martedì 13 settembre 2016

Minori non accompagnati: quando l’accoglienza rimane una sfida

“New guys arrive but their problems are not over”, così commentano l’approdo di nuove persone alcuni migranti fuori dall’hotspot di Pozzallo. “Sono arrivati nuovi ragazzi, ma i loro problemi non sono finiti”. Ieri nuovo sbarco di 286 migranti al porto ibleo, tra cui una ventina di minori non accompagnati. Ragazzi di 15, 16, 17 ma anche 13 anni o meno, come quelli a cui ci siamo appena presentati. Giovedì scorso una delegazione dell’OSCE (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) ha visitato l’hotspot di Pozzallo, dopo aver fatto tappa al Cara di Mineo. Nelle ore precedenti abbiamo assistito ad un gran numero di trasferimenti dall’hotspot presso i centri vicini. Tra i migranti in uscita anche diversi minori non accompagnati, che per una coincidenza abbastanza prevedibile erano quindi presenti in minor numero durante la visita istituzionale.

venerdì 9 settembre 2016

Più vulnerabili, meno tutele. Trattenimenti prolungati a Pozzallo ed Augusta

Quindici migranti morti in mare, tra di loro donne e bambini. 
I bollettini di morte nel Mediterraneo sono sempre più frequenti e lapidari, e lasciano alle immagini dei soccorsi e degli sbarchi il minimo spazio funzionale a chiamare in causa le responsabilità europee e ad encomiare le operazioni italiane. Volti e corpi che scompaiono velocemente, destinati spesso ad una sepoltura lontana da sguardi amici o ad una faticosa sopravvivenza in un paese che si rivela sempre meno democratico ed accogliente.