“L’Europa parla dei migranti come rifugiati solo quando sono distanti, ancora nei paesi di transito o dove imperversa la guerra. Quando riusciamo ad oltrepassare le frontiere diventiamo subito delle cifre e di noi si discute solo come di un problema”. L. viene dal Senegal e ha poco più di venti anni, di cui gli ultimi cinque spesi in viaggio per raggiungere la Fortezza Europa, dove è arrivato tre anni fa. Scandisce le parole del suo discorso cercando di mantenere compostezza e calma, anche se il tono concitato fa trasparire la rabbia, la frustrazione ed il dolore che quotidianamente si trova ad ingoiare.