"Ho 16 anni, vengo dall’Egitto e otto li ho trascorsi in Libia con la mia famiglia; tutto andava bene fino a quando avete cominciato a distruggere tutto, a bombardare, sparare, e noi neri siamo diventati il bersaglio preferito da tutti, libici e italiani". K. nonostante la sua giovane età, ha le idee abbastanza chiare, ed è un fiume in piena; ha voglia di vomitare la sua rabbia al nostro amico mediatore che è la prima persona che incontra e che lo capisce.
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| Sulle spalle di K., i segni delle torture subite in Libia |




