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mercoledì 23 settembre 2015

3 ottobre 2013-3 ottobre 2015 Mai più naufragi! No a Frontex! Chiudiamo il Cara di Mineo!

Il 3 ottobre del 2013 a mezzo miglio dalle coste di Lampedusa vicinissimo al porto, un barcone naufragava con a bordo 540 persone circa, la maggior parte di nazionalità eritrea, provocando 366 morti accertati e circa 20 dispersi. Pochi giorni dopo la tragedia veniva votato al Parlamento Europeo “Eurosur”, un sistema di sorveglianza delle frontiere marittime e terrestri dell’Ue con uso di droni. In pochi mesi veniva lanciata la missione militare Mare Nostrum, alla quale avrebbe fatto seguito la missione Triton, coordinata dalla famigerata agenzia Frontex, con sede centrale nella nostra città . Da allora le tragedie nel Mediterraneo e nei paesi europei  si sono moltiplicate ( non dimentichiamo la morte di 800 persone la notte del 18 aprile scorso); una nuova apartheid sta blindando i confini della fortezza Europa e le criminali politiche di guerra Usa-Nato-UE (vedi Irak, Afghanistan, Libia, Siria…), si stanno estendendo ai migranti, costretti alla fuga proprio da queste guerre .

martedì 7 ottobre 2014

Lampedusa. I risvolti della commemorazione ufficiale del 3 ottobre: denunciati i soccorritori del naufragio

Pubblichiamo l'appello dell'associazione Askavusa di solidarietà ad Alessandro Marino e Grazia Migliosini, soccorritori del naufragio del 3 ottobre denunciati per aggressione verbale dal giornalista Valerio Cataldi.

​In questi giorni si è sentito tutto su Lampedusa e il 3 Ottobre. qui vogliamo chiarire alcune cose rispetto alla nostra contestazione al Tg2 e alla polemica, sfociata in denunce, da parte del giornalista Valerio Cataldi nei confronti di due dei soccorritori del naufragio del 3 ottobre 2013 davanti le coste di Lampedusa.

venerdì 3 ottobre 2014

Dal Mediterraneo alla Svizzera. Il nostro tre ottobre.

di Pinuccia Rustico e Mattia Lento
Il 3 ottobre di quest’anno ricorre un tragico anniversario. Esattamente un anno fa 368 persone hanno perso la vita in uno dei naufragi peggiori della storia contemporanea del Mediterraneo. Un peschereccio partito dalla Libia con a bordo persone provenienti dal corno d’Africa è colato a picco a poche centinaia di metri dalla costa di Lampedusa e a niente sono valsi i soccorsi della guardia costiera italiana arrivati, per alcuni, con colpevole ritardo.
Il 3 ottobre è però solo una delle tante ricorrenze possibili: un’altra data da non dimenticare è quella dell’11 Ottobre del 2013; anche quest’anno, il 19 febbraio, il 12 maggio, il 30 giugno, il 19 luglio, il 2 e il 28 agosto, abbiamo avuto decine di morti in mare, addirittura 800 nelle acque libiche e maltesi nella sola seconda settimana di settembre. Non c’è niente da commemorare perché la tragedia continua, ogni giorno.

giovedì 2 ottobre 2014

Il nostro 3 ottobre. Ad un anno dalla strage di Lampedusa. Non il giorno della memoria ma una giornata di mobilitazioni

L’anniversario del 3 ottobre, quando 368 donne, uomini e bambini persero la vita nel naufragio di Lampedusa, trova un mondo dilaniato dal diffondersi di conflitti asimmetrici inediti e dall’acuirsi di quelli che da decenni segnano il pianeta. Da Guantanamo ai tagliagole in Iraq, passando per le decine di migliaia di morti in Ucraina, a Gaza e in Siria, per la nuova guerra civile in Libia e il perpetrarsi delle dittature sanguinarie del Corno d’Africa, la stessa cultura dell’odio e del calcolo economico, che mai dà priorità alla vita e ai desideri delle persone, si sta materializzando in un orizzonte di devastazione e guerra probabilmente senza precedenti per l’intensità e le modalità globali.

Sulla rotta della vergogna, il naufragio di Lampedusa un anno dopo

da Repubblica
Il documentario sui naufragi di migranti dopo la strage di Lampedusa del 3 ottobre 2013 in cui morirono 363 persone. Immagini, come quelle dell’hangar della morte, che appartengono alla memoria collettiva. Nonostante i numerosi salvataggi in mare realizzati grazie all’operazione Mare Nostrum, il numero dei morti nel Canale di Sicilia quest’anno è aumentato. Dal tre ottobre scorso a oggi risultano infatti oltre tremila migranti dispersi in mare. Qui sono ripercorsi gli ultimi e più significativi naufragi dopo quella tremenda strage. Con uno sguardo alle storie che, chi era presente in quei tragici eventi, non potrà mai dimenticare. Il diportista che ha salvato 47 vite, il falegname che realizza le croci con il legno dei barconi, il pianto delle donne eritree a Porto Empodocle, la colletta per una degna sepoltura nel paesino di San Biagio Platani, fino ai naufragi più recenti
Video
(di Alessandro Puglia, montaggio di Orazio Cristaldi)

mercoledì 1 ottobre 2014

Comunicato Collettivo Askavusa per il 3 ottobre

A Lampedusa il 3 ottobre assisteremo all'ennesima farsa. Vedremo ancora una volta figure di ogni parte del mondo, da Roma a Bruxelles, affrettarsi per calcare una passerella rosso sangue.
Una giornata che doveva essere di silenzio e riflessione verrà utilizzata per propaganda politica e per attuare le strategie di militarizzazione e spettacolarizzazione dell'isola di Lampedusa.

lunedì 18 novembre 2013

Strage dell'11 ottobre: bimbi e genitori dispersi

Espresso - Questi sono i sorrisi, gli sguardi, la vita di decine di bambini siriani, delle loro mamme, dei loro papà di cui i capi di Stato e di governo dell’Unione Europea non hanno voluto occuparsi. Sono i volti e i nomi dei profughi dispersi nel naufragio dell’11 ottobre, a 60 miglia a Sud di Lampedusa, in un tratto del Canale di Sicilia profondo tra gli 80 e i 100 metri. Sono soltanto alcuni dei 242 corpi abbandonati in mare: “Li hanno dati in pasto ai pesci”, protesta uno dei parenti. E’ raccapricciante pensarlo, ma è andata proprio così. Queste fotografie ricordano le vittime dell’11 ottobre nella loro quotidianità. E non sono tutte le vittime, ma solo quelle segnalate: più di settanta persone di cui non si sa più nulla.

giovedì 31 ottobre 2013

Sbarco fantasma a Lampedusa, dove si susseguono le iniziative per non dimenticare le stragi in mare

Notte movimentata a Lampedusa, dove alle prime ore di oggi, 31 ottobre, ha avuto luogo presso il molo commerciale dell’isola uno sbarco di 170 eritrei in circostanze anomale. Dopo l’avvistamento di un barcone a sud di Lampedusa, i cui migranti a bordo sono stati poi trasbordati in una nave militare diretta in Sicilia, sembrava che la notte trascorresse senza ulteriori segnalazioni. Ma intorno alle 3 di notte circa, è stata data l’allerta per la presenza di circa 116 migranti presso il molo Commerciale dell’isola, giunti già sulla terraferma senza che dell’imbarcazione vi fosse più traccia. 

martedì 22 ottobre 2013

Proteste pacifiche dei superstiti eritrei per il divieto di assistere alle commemorazioni delle vittime della strage di Lampedusa

Il 21 ottobre è stata una giornata di trasferimenti e di proteste a Lampedusa. Rimasti ormai in pochi gli ospiti del CSPA, poco più di 100, per la maggior parte provenienti dall’Eritrea insieme a pochi subsahariani dell’Africa occidentale. Trasferiti ieri adulti e nuclei familiari di origine siriana con un aereo speciale partito intorno alle 14.00, proprio mentre si stava svolgendo in altri punti dell’isola una manifestazione organizzata dai superstiti eritrei rimasti ancor al centro di prima accoglienza di Lampedusa.

domenica 20 ottobre 2013

Il mare di Lampedusa continua a restituire cadaveri. L’amarezza del sindaco per la commemorazione delle vittime dirottata su Agrigento

Diminuisce il numero degli ospiti al CSPA di Lampedusa, sceso ieri intorno a 500, comunque ben oltre la capienza massima che è di circa la metà. Miste le nazionalità degli ospiti: non più infatti solo Eritrei e Siriani, ma molti anche i Subsahariani, in particolare Nigeriani e Ghanesi, arrivati via mare lo scorso 15 ottobre.

Caltanissetta: i funerali di 10 vittime della strage di Lampedusa

LAMPEDUSA 165   LAMPEDUSA 335   LAMPEDUSA 332  LAMPEDUSA 320   LAMPEDUSA 199  LAMPEDUSA 203   LAMPEDUSA 162   LAMPEDUSA 164  LAMPEDUSA 265   LAMPEDUSA 333

All’esterno dei loculi in cui sono state collocate le salme delle vittime della tragedia del 3 ottobre scorso, si leggono incisi nella calce ancora fresca, i numeri che sono stati loro associati…unico segno di identificazione: LAMPEDUSA.

mercoledì 16 ottobre 2013

Lampedusa: le condizioni dei migranti ed aggiornamenti sui naufragi

Aggiornamenti sui naufragi. Tutte le salme, sia quelle dell’incendio del barcone del lo scorso 3 ottobre che quelle del naufragio di giorno 11, hanno lasciato l’isola di Lampedusa già da 48 ore. La nave militare Cassiopea ha infatti completato il compito per il quale è stata attraccata per giorni al molo commerciale dell’isola, finendo di caricare domenica le ultime bare delle vittime eritree e le 21 salme dei siriani morti durante il naufragio in acque maltesi.

lunedì 14 ottobre 2013

La cronaca dell'arrivo delle salme delle vittime e dei vivi a Porto Empedocle

15 minuti di immagini dure. 15 minuti per comprendere il fallimento di questo Paese e di tutta l'Europa. 15 minuti per riflette se restar fermi o re-agire. 
Enrico Montalbano

Il video

Strage di Lampedusa: le salme approdano in Sicilia. I familiari attendono di conoscere la destinazione definitiva

Foto di Manlio Fiore
Si è conclusa ieri nel tardo pomeriggio il trasferimento delle prime bare delle oltre 300 vittime del terribile 
naufragio dello scorso 3 ottobre, trasferite da Lampedusa a Porto Empedocle su di una nave della Marina militare italiana. Pubblichiamo alcune foto che testimoniano le procedure di trasbordo delle bare su alcuni tir, alla presenza di circa 300 persone, tra le quali anche familiari dei migranti morti, che hanno voluto rendere omaggio alle vittime del peggiore naufragio di tutti i tempi.

domenica 13 ottobre 2013

Porto Empedocle: 300 attivisti ad accogliere le prime bare provenienti da Lampedusa

Da circa 30 minuti è giunta a Porto Empedocle la nave militare con a bordo le prime 70 salme delle vittime del terribile naufragio consumatosi lo scorso 3 ottobre sulla costa di Lampedusa.
Ad attenderla per rendere omaggio alle vittime, quasi 300 persone (italiane e migranti) provenienti da tutta la Sicilia: associazioni antirazziste, cattoliche, gruppi scout, Amnesty International e i rappresentanti di diverse comunità di immigrati, in particolare quella eritrea (nazionalità della maggior parte delle vittime).

Arrivano a Porto Empedocle i suprestiti del naufragio, si attendono le bare

Agrigento Notizie - E' salpata da Lampedusa la nave "Cassiopea" con a bordo 150 bare delle vittime; nell'hangar ne rimangono più di 200, ma bisognerà effettuare più di un trasferimento visto che sull'imbarcazione militare non ci sono posti per tutti i feretri.
Sono arrivati a Porto Empedocle, a bordo della nave "Libra" della Marina Militare, i 236 migranti, tra cui anche i superstiti del naufragio dell'11 ottobre e altri profughi soccorsi in varie operazioni. Sulla banchina, dove ad attenderli c'erano i pullman per il loro trasferimento a Trapani e Mineo, c'erano anche diversi attivisti di associazioni umanitarie.