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mercoledì 2 settembre 2015

Palagonia: la rabbia, l'insicurezza e le facili strumentalizzazioni

È pesante l’aria che si respira camminando tra le strade di Palagonia, soffia un vento di rabbia
e si respira il bisogno di sfogare questo malessere contro qualcuno. Non è il momento per le analisi lucide ma si tende a sparare nel mucchio. Quanti più possono essere considerati colpevoli, meglio è, visto che le persone che hanno bisogno di sfogarsi sono tante e una persona sola non sarebbe sufficiente per tutto questo rancore. 
L’omicidio del 29 agosto a Palagonia, che ha visto la tragica morte dei coniugi Solano, per il quale è indagato un giovane ivoriano ospite all’interno del CARA di Mineo, è stato la causa scatenante dei sentimenti che stanno investendo gli animi dei suoi abitanti intervistati ieri sera dalla trasmissione “Parallelo Italia” in onda su Rai Tre. 

“Il Cara di Mineo è un posto folle. Ridurre le presenze non serve a nulla”

Tornata al centro delle polemiche con lo scandalo di Mafia capitale, la struttura di Mineo è di nuovo sui giornali per via del duplice omicidio di Palagonia, che vede come principale sospettato un ospite del centro. Vicenda che ha riacceso le polemiche sul Cara che secondo il Viminale potrebbe passare dalle 3 mila presenze a circa 2 mila. Ipotesi che però non soddisfa chi sul territorio si occupa di accoglienza da anni. “Duemila presenze? È assurdo. Mille? È sempre assurdo – spiega Iovino -. Noi siamo contrari ad ogni tipo di ghettizzazione perché il posto dove è situato il Cara di Mineo è semplicemente folle. È un posto che andava bene per gli americani, non per chi viene buttato lì come in una riserva indiana senza alcun tipo di scambio. Sono destinati a creare problemi”.

venerdì 5 settembre 2014

DA UNDICI MESI NEL CENTRO SPRAR DI PALAGONIA: L’ACCOGLIENZA CHE SI FA CARCERE SENZA CATENE

M. è originario del Gambia, è arrivato in Italia lo scorso ottobre e, dopo aver passato un paio di settimane in un centro di prima accoglienza nei pressi di Agrigento, è stato trasferito nel centro Sprar di Palagonia, in provincia di Catania, dove tuttora vive.
Mi viene incontro lungo via Vincenzo Bellini, sorride, ha voglia di sfogare tutta la frustrazione dovuta ad un’attesa che inizia a credere non avrà mai fine. Palagonia è un piccolo centro di circa 16.000 abitanti, nascosto tra i filari di aranci; la campagna tutto intorno non offre molte possibilità di svago, mi fa notare il giovane mentre ci accomodiamo all’ombra di un parchetto desolato.