Tante, troppe telefonate nello scorso fine settimana. Troppi messaggi da parte di padri e madri, sorelle e fratelli che vogliono avere informazioni dei propri cari, prigionieri della nostra battaglia contro i migranti. Una battaglia che miete vittime ogni giorno: le ultime sono, anzi dovrebbero essere, quelle della scorsa settimana, e di preciso del weekend tra il 13 e il 15 gennaio, in cui le politiche europee hanno ucciso circa 200 persone.
siciliamigranti è una finestra sulla situazione dei migranti in Sicilia. E' il blog di un progetto di monitoraggio e pronto intervento in risposta alle politiche migratorie, contingenti ed emergenziali, messe in atto dal governo italiano per gestire l'arrivo dei profughi provenienti dalla regione del Maghreb e dalla Libia.
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martedì 24 gennaio 2017
Signora, mi dispiace, ma devo confermare che suo figlio è stato ucciso
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venerdì 9 dicembre 2016
Migranti, Ue rivaluta impegno dell'Italia negli hotspot. Attivisti: «Raccolta impronte? Un fallimento generale»
La commissione europea ha archiviato i procedimenti di infrazione contro il nostro Paese e la Grecia, in merito alle presunte carenze nei centri di identificazione. Le associazioni, però, rimarcano i pochi risultati della relocation. «L'attuale normativa imprigiona i richiedenti asilo», dichiara Paola Ottaviano di Borderline Sicilia.
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| Ph. MeridioNews.it |
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venerdì 4 novembre 2016
Le difficoltà ad accogliere: Agrigento
Dagli ultimi dati raccolti, sembra che la prassi dei respingimenti sia di nuovo in voga nelle questure siciliane. Ad Agrigento, la scorsa settimana sono stati respinti 26 marocchini e 3 algerini dopo essere arrivati a Porto Empedocle con il traghetto proveniente da Lampedusa. Con loro ha viaggiato anche un tunisino arrestato come “presunto scafista”. Dalla nave di collegamento fra le Pelagie e la Sicilia sono scesi anche una ventina di MSNA (minori stranieri non accompagnati) che vanno ad aggiungersi all’esercito dei minori alloggiati nelle tantissime comunità alloggio della provincia agrigentina, che vanta anche il record del numero di centri di prima accoglienza per minori, aperti al solito in emergenza.
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lunedì 31 ottobre 2016
Perché continuare a morire
Poco più di cento euro e qualche settimana di attesa. Queste sono le modalità ed il prezzo da pagare per ogni cittadino italiano che vuole avere un passaporto. Chissà in quanti, chiedendo o usando i propri documenti, sono consapevoli che per migliaia di persone un’operazione ormai banale e di routine, non è mai stata e non è ancora possibile. Chissà se i cittadini europei pensano almeno un istante che per avere la stessa libertà di circolazione ci sono persone ancora oggi costrette a pagare con la propria vita, a consumarsi in prigione per mesi e a vendere il proprio corpo.
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mercoledì 26 ottobre 2016
Migranti, sbarco a Pozzallo: “Centri improvvisati e stracolmi, le frontiere chiuse mandano in tilt l’accoglienza”
Paola Ottaviano, di Borderline Sicilia, un'associazione di legali molto attiva nell'assistenza ai migranti, spiega così la situazione dell'hotspot siciliano: "Il sistema italiano di assistenza ai migranti non è stato riorganizzato né rimodulato per gestire flussi così consistenti di persone".
lunedì 3 ottobre 2016
Carne da macello
Sono seduto ad un tavolo con due operatori di un CAS di Trapani, per discutere di alcune problematiche che si ripetono silenziose dentro i centri, non soltanto del trapanese, con uno sguardo verso delle possibili soluzioni pratiche e l'analisi che in questi contesti viene fuori in tutta la sua crudezza: "Sono carne da macello, adulti o minori, uomini o donne, non c'è nessuna attenzione da parte di molti, a cominciare dalle istituzione per finire agli operatori stressati e confusi. Episodi di stress in cui il colpevole è sempre il migrante, in cui a pagare è sempre lo stesso protagonista; operatori che sono sempre più lontani dai bisogni delle persone che accolgono perché non pagati e pressati dalle richieste senza risposta dei migranti, che finiscono in un tritacarne, senza possibilità di uscire incolumi".
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venerdì 2 settembre 2016
Chi muore, chi arriva e chi rimane. A Pozzallo hotspot stracolmo
“Quello che in Europa non si riesce a capire è che per i migranti arrivati in Libia è meno rischioso tentare la fuga via mare che cercare di ritornare nei propri paesi di origine”, dice A., giovane senegalese arrivato in Italia due anni fa. Come tanti suoi connazionali segue le operazioni di soccorso in mare alla tv, pervaso da una sensazione di sollievo momentaneo che si alterna ad impotenza e rabbia. “Chi non è stato in Libia non può nemmeno immaginare cosa significa sopravviverci. Come ogni europeo ha un cellulare, così ogni libico, di qualsiasi età, gira con un arma a portata di mano. Ma queste cose qui in Italia nessuno vuole starle a sentire.”
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| Il mercantile Jaguar St. John’s al porto di Pozzallo - Ph. Lucia Borghi |
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giovedì 1 settembre 2016
Non preoccuparti papà, io muoio contenta perché almeno voi siete vivi
Non posso che provare dolore di fronte alla morte di una persona innocente, ed il sol pensiero che possa essere un tuo caro a perdere la vita in modo ingiusto mi fa percorrere un brivido lungo la schiena. La notizia che un padre ha dovuto lasciare il corpo della propria figlioletta morta in mare per cercare di salvare altre vite durante l'ennesima strage frutto delle politiche omicide europee, mi sconvolge. Cosa possiamo fare per aiutare un padre disperato che ha perso moglie e figlia?
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| Le 5 salme arrivano al porto di Trapani - Ph. Giorgia Mirto |
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domenica 31 luglio 2016
Morti: il mare non ne può più
I morti sono talmente tanti che il mare li risputa nelle spiagge della Libia, lì dove tanti partono per cercare una nuova vita, fino a quel momento negata, sia a donne che ad uomini di qualunque età. Nell'ultima settimana alcuni sono stati recuperati anche dalle navi umanitarie come Acquarius e Dignity di Msf. Gli ultimi, in ordine di tempo, sono 22 salme di giovani donne sbarcate la scorsa settimana a Trapani. Donne e minori che muoiono per primi nel corso delle traversate dalla Libia all'Italia, a causa delle loro posizione all'interno delle imbarcazioni.
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mercoledì 22 giugno 2016
Cara di Mineo di nuovo al centro di indagini. E intanto aumentano le presenze
Proseguono le indagini sul Cara di Mineo nell'ambito dell’inchiesta di “Mafia Capitale” con nuovi avvisi di garanzia ed investigazioni per falso ideologico e truffa aggravata anche in merito alla falsificazione delle presenze dei migranti al centro. Presenze che continuano ad aumentare in queste ultime settimane, con nuovi trasferimenti, successivamente agli sbarchi, non solo dal porto di Catania ed Augusta, ma pure da Pozzallo,Trapani e Reggio Calabria. La struttura ad oggi vede la presenza di circa 3500 al suo interno e si registra l’espletamento di tutte le procedure di identificazione e selezione proprie dell’approccio hotspot e sembra utilizzata anche come hub, visti i recenti e massicci trasferimenti di cittadini eritrei che hanno aderito alla relocation. Un luogo sotto indagine ma al quale vengono affidate quindi nuove e molteplici funzioni, svolte non solo senza una regolamentazione giuridica chiara ma anche e soprattutto senza assolvere al dovere di tutela dei diritti dei migranti. Un ghetto in mezzo al nulla, al cui esterno si moltiplicano di settimana in settimana I mezzi di esercito e polizia.
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mercoledì 8 giugno 2016
Da Pozzallo a Mineo passando per Ventimiglia. Migranti trattenuti, deportati ed isolati sul territorio
Sono immagini di uno stato di polizia quelle che da una settimana ci giungono da Ventimiglia e da Genova: pestaggi, sgomberi, rastrellamenti, deportazioni in aereo, identificazioni forzate a danno di centinaia di migranti comprese donne incinte, minori e vulnerabili. Identificazioni, trattenimenti in caserma e fogli di via recapitati anche a numerosi attivisti o cittadini solidali “colpevoli” di avere dato assistenza, informazioni sul loro status giuridico e solidarietà ai profughi accampati sulla spiaggia. Al confine francese si sta scrivendo un altro dei capitoli bui della storia italiana, perché, che lo vogliamo o no, la violazione dei diritti, la repressione e l’implementazione di politiche liberticide riguarda tutti noi.
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venerdì 3 giugno 2016
Confermato l’Hotspot a Messina. Garantirà 2800 posti insieme al Cara di Mineo
A fine febbraio uscì la notizia dell’intenzione del Ministero di spostare il progetto di creare un centro Hotspot da Augusta a Messina. Quattro mesi dopo la notizia è confermata: il Viminale e la Commissione UE sulle politiche migratorie puntano alla creazione di due nuovi Hotspot in Sicilia a Messina e Mineo. Confermato l’Hotspot a Messina. La città figura accanto a Mineo per la creazione di due nuovi Hotspot in Sicilia. Se arriva la conferma ufficiale, ribattuta dalle principali agenzie nazionali, il fatto in sé non si può dire una novità. Era fine febbraio quando Vladimiro Polchi, sul quotidiano La Repubblica annunciò, per la prima volta, che questa era l’intenzione di Viminale e Commissione UE e Tempostretto.it riprese come prima testata a livello locale la notizia, avendo avuto riscontri positivi in tal senso. Allora, però, la notizia fu accolta dal più assoluto silenzio da parte di Istituzioni e Enti Locali.
Foto di Eleonora Corace
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