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lunedì 8 gennaio 2018

Libia: ecco cosa succede nei centri di detenzione per migranti

Asgi.it - Ecco le motivazioni della sentenza del 10 ottobre 2017 con cui la Corte d’assise di Milano ha condannato all'ergastolo un cittadino somalo ritenuto responsabile di gravissimi fatti di violenza commessi nei primi mesi del 2016 in un campo di raccolta dei migranti in Libia (cfr. comunicato dell’11 ottobre).

domenica 7 gennaio 2018

In Libia picchiati, uccisi e venduti come schiavi. Le immagini che Minniti finge di non vedere

Meltingpot.org - Una testimonianza video girata il 14 gennaio del 2017 in Libia a Grigarage uno dei quartieri più pericolosi di Tripoli. "Tutti i libici possiedono delle case in cui stanno i neri. Siccome sei stato pagato, sei stato comprato, sei obbligato a consegnarti a loro, hai sempre un’arma puntata contro", racconta il testimone che ha girato il video e ci ha chiesto di pubblicare queste immagini. "Avevo promesso ai miei amici che, se fossi entrato in Europa, avrei reso pubblico quanto accaduto il 14 gennaio, una data che resterà impressa nella nostra memoria".

venerdì 15 dicembre 2017

Non siamo scafisti

Vita.it - Hanno lavorato giorno e notte per realizzare la casa di Babbo Natale. Chi ha spaccato la legna, chi ha verniciato la slitta o l’albero, chi ha raccolto le foglie per delle piccole composizioni, chi il muschio e le pietre per fare la grotta. Tra la visita di un avvocato e la telefonata con i genitori in Senegal o in Ghana che fino a poco tempo fa, quando erano in carcere, li credevano morti. Tra una parola di speranza e un’altra. Prima di firmare dai carabinieri, come fanno ogni pomeriggio in attesa di tornare in prigione.

martedì 5 dicembre 2017

Politiche migratorie e disumanità

"La sofferenza dei migranti detenuti in Libia è un oltraggio alla coscienza dell'umanità”. A fare questa dichiarazione non è un attivista, ma un rappresentante dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani dell’ONU.

venerdì 1 dicembre 2017

Decisioni e priorità imposte che non valutano i rischi

Lunedì 27 novembre la nave Aquarius è sbarcata a Catania con 421 persone, la maggior parte eritree. Erano presenti anche cinque uomini provenienti da Egitto, Bangladesh, Etiopia, Pakistan e sud Sudan. Molto alta la percentuale di donne -  il 40% -  di cui 7 in stato di gravidanza, e di minori - in totale 98 - tra cui 60 non accompagnati. Durante lo sbarco tre persone sono state trasferite in ospedale, tra cui una donna al nono mese di gravidanza alla quale si erano rotte le acque.

Migranti, l'ong accusa: soccorsi in mare fermati anche da Roma

Redattoresociale.it - Soccorritori di "Sos Mediterranee" costretti a restare 4 ore senza intervenire a largo della Libia mentre due barconi rischiavano il naufragio: lo denuncia la stessa organizzazione. A intimare alla nave Aquarius di "restare a distanza" per via della presenza della Guardia costiera di Tripoli sono state anche le autorità italiane.

Foto di SOS Mediterranee

mercoledì 18 ottobre 2017

La confusione regna sovrana, mentre i migranti muoiono

La guerra ai migranti miete sempre più vittime, senza discontinuità, vittime sempre più giovani di politiche frutto delle scelte di un'Europa sempre più chiusa in se stessa. Un'Europa in perenne sindrome da assedio, che rende la vita delle persone un inferno, come per le 606 persone arrivate venerdì scorso a Palermo a bordo della nave di SOS Mediterranee, che da tutti i giornali è stata ribattezzata come la nave dei bambini. 


La nave di Sos Mediterranee al porto di Palermo

lunedì 9 ottobre 2017

Nessuno lo deve sapere

Nell'ultimo vertice di Parigi i rappresentanti di Francia, Italia, Germania e Spagna, e delle istituzioni dell’Unione Europea, hanno confermato la comune linea politica che prevede la cooperazione con stati dittatoriali, diventando di fatto il bancomat di milizie sanguinarie il cui compito è, e sarà sempre più, quello di bloccare le partenze a qualunque costo. Importante non far trapelare niente, di quello che avviene in Africa, all'opinione pubblica, e su questo Minniti e il governo italiano hanno fatto il lavoro sporco, eliminando occhi indiscreti di mezzo, attraverso l’esclusione delle navi delle ONG dal Mediterraneo, unici testimoni scomodi.


Tunisini respinti alla stazione di Palermo

giovedì 5 ottobre 2017

Le rotte dei migranti: mappa online costruita coi racconti, tra torture e abusi

Redattoresociale.it - Si chiama Esodi ed è stata realizzata da Medici per i diritti umani che ha messo insieme i racconti di oltre 2.600 persone che hanno attraversato il deserto, le atrocità delle carceri libiche e il Mediterraneo per raggiungere l’Europa. Barbieri: “Non solo numeri. Vogliamo far comprendere quello che affrontano queste persone”.

venerdì 1 settembre 2017

“Italyisverygood!”

Sono giorni veramente caldi e non solo per la temperatura costantemente intorno ai 40 gradi, ma perché la violenza del sistema attuale si sta manifestando in tutto il suo carattere discriminatorio e assassino. Sì, perché è criminale riportare in Libia migliaia di persone per bloccare gli arrivi in Italia, facendo accordi con milizie colluse con i trafficanti. Si tratta di respingimenti collettivi, di cui l’Italia si è già macchiata in passato e per i quali è stata condannata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo.


Un'immagine ripresa durante lo sgombero in via Curtatone, a Roma - Ph. La Repubblica

mercoledì 30 agosto 2017

Migranti, racconto dell'inferno libico: "Venduti come schiavi, picchiati e poi costretti a imbarcarci"

Repubblica.it - Lunghi mesi di violenze e soprusi in una condizione di schiavitù senza alcun contatto con organismi internazionali fino alla partenza coatta per le coste italiane: hanno questo in comune i racconti di tre africani approdati sulle coste italiane nei mesi precedenti all'estate e ora assistiti all'interno del progetto OpenEurope di Oxfam, Borderline Sicilia e Diaconia Valdese. 




Uno degli intervistati ci racconta dell'assoluta arbitrarietà a cui i migranti 'neri' sono sottoposti in Libia: "Ci bagnavano per filmarci e mandare il video all'Unione Europea (ma è probabile che il ragazzo si confonda con UNHCR o altro organismo, ndr) per fargli credere che ci avevano soccorsi in mare. E ci minacciavano che se provavamo a parlare a quelli dell'Unione Europea ci avrebbero ammazzati, e così è successo ad un ragazzo sudanese, picchiato a morte per aver osato parlare".

Il video di Fabio Butera e Filippo Marranconi.


mercoledì 2 agosto 2017

L'accoglienza ad Agrigento, Trapani e Palermo, tra disorganizzazione, caos e abbandono

Il gioco al massacro non si ferma, l’Europa ha intrapreso un via senza uscita, la cui unica conseguenza è la morte di un'intera società. Il ritornello che sentiamo quotidianamente è “invasione” e “aiutiamoli a casa loro”, ritornello che ha contribuito a far ritornare i rigurgiti di un razzismo strisciante con episodi che si susseguono nelle nostre città, da Aosta a Palermo, come testimoniano le ultime proteste a Castell’Umberto e a Porto Empedocle.


Protesta dei commercianti di Porto Empedocle (AG) contro l'apertura di un centro per minori

venerdì 21 luglio 2017

Catania: conferenza stampa contro l'approdo della nave nera C-Star

Le organizzazioni antirazziste che hanno promosso la lettera aperta per impedire l’approdo della C-Star indicono una conferenza stampa per ribadire che Catania è città aperta all'accoglienza dei migranti e che respinge l'arrivo della nave dei fascisti di Generazione Identitaria, esprimendo invece solidarietà alle ONG che salvano vite in mare, colpite, negli ultimi mesi, da una feroce ed ingiustificata campagna denigratoria.

L'appuntamento è per domani, sabato 22 luglio, ore 10:00, al porto di Catania, a fianco del varco 08. 

Illustrazione di Guglielmo Manenti

giovedì 6 luglio 2017

Oxfam, Borderline Sicilia, MEDU: “Abusi, torture e detenzioni illegali nell'inferno libico”

Un nuovo rapporto denuncia le brutalità all'ordine del giorno sui migranti in Libia da parte di milizie locali, trafficanti e bande criminali. Appello urgente per la revoca dell’accordo tra Italia e Libia e per un cambio di rotta della politica UE per il controllo dei flussi migratori.

Sbarco in Sicilia - Ph. Alessandro Rota, Oxfam

giovedì 22 giugno 2017

Sulla pelle dei più piccoli

"Ho 16 anni, vengo dall’Egitto e otto li ho trascorsi in Libia con la mia famiglia; tutto andava bene fino a quando avete cominciato a distruggere tutto, a bombardare, sparare, e noi neri siamo diventati il bersaglio preferito da tutti, libici e italiani". K. nonostante la sua giovane età, ha le idee abbastanza chiare, ed è un fiume in piena; ha voglia di vomitare la sua rabbia al nostro amico mediatore che è la prima persona che incontra e che lo capisce.


Sulle spalle di K., i segni delle torture subite in Libia

lunedì 1 maggio 2017

Giorni di populismo giudiziario. Cosa si vuole nascondere dietro la criminalizzazione della solidarietà

A-dif.org - La polemica sulle esternazioni del procuratore di Catania Zuccaro sulle connivenze tra ONG e trafficanti di esseri umani sta raggiungendo i più alti vertici istituzionali. Non è bastato che venisse dimostrato come la fonte stessa delle prime insinuazioni, l’agenzia Europea Frontex, fosse stata largamente fraintesa e poi le abbia sostanzialmente ritrattate. Come ha osservato l’ex Presidente del Consiglio Enrico Letta, se si tratta di contrastare fattori di attrazione (pull factor), che non si traduce certo nella contestazione di un reato, lo stesso attacco rivolto oggi alle ONG venne sferrato da Frontex, alla fine del 2014, contro l’operazione Mare Nostrum ed i vertici della Marina e della Guardia Costiera italiana.

venerdì 24 marzo 2017

Recuperi o salvataggi? Criminalizzazione dei soccorsi e altre stragi in mare

È di alcune ore fa la notizia relativa all’ultimo terribile naufragio al largo della Libia, nel quale avrebbero perso la vita circa 240 persone, secondo il racconto dell’ong Pro-activa Open Arms, che ha recuperato cinque cadaveri trovati vicino a due gommoni vuoti. Il 20 marzo scorso erano stati accertati altri 38 morti al largo delle coste libiche. I migranti viaggiavano a bordo di due gommoni alla deriva che sono stati “soccorsi” dalla Guardia Costiera Libica. 

La nave Ocean Carrier arriva a Pozzallo

mercoledì 15 marzo 2017

Le deportazioni italiane con il sostegno di Frontex

Nonostante il fallimento del sistema degli hotspot sia sotto gli occhi di tutti, il governo rilancia l'apertura di altri centri: secondo le dichiarazioni del capo della polizia Gabrielli i prossimi saranno a Messina e Mineo. La Sicilia continua così a subire il pesantissimo processo di militarizzazione anche attraverso la detenzione di migliaia di migranti. 

Capitalismo - Illustrazione di Francesco Piobbichi

martedì 14 marzo 2017

Lettera di una madre

Le barbarie subite dalla maggior parte dei migranti che cercano soltanto di vivere una vita dignitosa, creano delle ferite indelebili molto più profonde di quelle fisiche, che si acuiscono con le violenze spesso inferte dal sistema di accoglienza italiano. In tantissimi ci raccontano quotidianamente le esperienze tragiche della Libia, del deserto, della traversata, momenti in cui molti perdono per strada qualcuno. Un viaggio in cui la morte è sempre presente e che crea solchi profondi dentro le anime di queste persone. 

Illustrazione di Francesco Piobbichi

domenica 19 febbraio 2017

Dalla tratta al carcere: gli scafisti “forzati”

Terzo evento del progetto internazionale “Controversie nella politica migratoria europea – La concessione della protezione contro la sicurezza dei confini (KideM)”.

Lunedì 27 Febbraio 2017, ore 16.30 - Palazzo della Cultura, Via Vittorio Emanuele 121, Catania.

Come si arriva a chiedere protezione in Europa in un momento storico in cui i diritti umani e le libertà fondamentali entrano in conflitto con le politiche securitarie e la legislazione europea? L’evento in programma per il 27 febbraio a Catania, è il terzo incontro organizzato da Borderline Sicilia e borderline-europe nell’ambito del progetto transnazionale europeo “La concessione della protezione contro la sicurezza dei confini (KideM)”.