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mercoledì 19 luglio 2017

Il business dei migranti da 143 mila euro al giorno gestito dall'arcipelago delle coop

Palermo.repubblica.it - L'ex assessore regionale alla Famiglia che dirige l'Ippocrate di Enna: "A noi restano solo 3 euro per ospite".

Davanti al cancello dell’ex hotel Canguro, i cittadini di Castell’Umberto puntano l’indice soprattutto contro di loro: le cooperative. "Loro si fanno i soldi e noi ci prendiamo i migranti", è la frase che passa di bocca in bocca.

Migranti ospiti dell'albergo di Sinagra (lapresse)


venerdì 2 giugno 2017

Palermo: in attesa delle elezioni l'accoglienza va a rotoli

A Palermo i giochi politici sono entrati nel vivo: si respira atmosfera di grandi parole, grandi promesse da parte dei soliti politici più concentrati su loro stessi che sul benessere della collettività. Va in scena l’attacco all'avversario di turno senza mai parlare del proprio programma, si dice tutto e niente, tanto fumo negli occhi e tanta finta buona volontà che puntualmente non si traduce nei fatti. E a pagare le conseguenze dell'immobilismo pre-elettorale sono soprattutto i migranti, che subiscono le conseguenze delle prassi illegittime messe in atto dagli attori istituzionali. 

La lapide senza nome sulla tomba di una vittima del mare nel cimitero di Valderice (TP)

lunedì 28 novembre 2016

L’accoglienza che conviene a pochi. Visita al Centro di Prima Accoglienza per minori di Castiglione di Sicilia

“Stato di emergenza”, “misure eccezionali”, “provvedimenti straordinari”: parole che spesso sono associate a prassi illegittime e fuori da ogni controllo ma che sembrano essere le uniche a guidare da anni il cosiddetto sistema di accoglienza italiano. Ne sono un esempio i CAS, centri di accoglienza straordinaria, e i centri di prima accoglienza che rientrano ormai da anni nella ”ordinarietà” del sistema di recezione dei migranti, per i quali scompare sempre più la possibilità di un accompagnamento da parte di figure professionali nella procedura di ottenimento dei documenti e nell’inserimento all’interno della comunità di approdo. 

martedì 16 agosto 2016

Uomini a metà

Sono le sette di sera ma il sole batte ancora forte. Non c’è un filo d’ombra sulla statale che taglia i campi per collegare il piccolo centro di Marina di Modica alle cittadine dell’interno. 
S. sfreccia davanti a noi sulla sua bicicletta, madido di sudore, con uno zaino sulle spalle ed una gran fretta di portare a termine il prima possibile la sua corsa obbligata verso il centro. Come altri 27 migranti, S. è da poco alloggiato in uno dei nuovi CAS della provincia di Ragusa, appena aperto dalla Cooperativa Azione Sociale, fino al mese scorso ente gestore dell’hotspot di Pozzallo e di uno Sprar nella città di Modica.

Ph. Lucia Borghi