Visualizzazione post con etichetta carta di Lampedusa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta carta di Lampedusa. Mostra tutti i post

martedì 15 aprile 2014

CALTAGIRONE, CONVEGNO SULLA CARTA DI LAMPEDUSA

Il Sette e Mezzo – Si è tenuto durante il pomeriggio del 10 aprile, presso lo spazio “Condivido”, il Convegno su “La Carta di Lampedusa: un impegno per liberare i nostri territori dalle basi militari e dai centri di detenzione dei migranti”. Hanno preso parte all’iniziativa Il Prof. Fulvio Vassallo Paleologo dell’Università di Palermo; Antonio Mazzeo giornalista ed attivista NoMuos; Teresa Modafferi, portavoce Cobas Scuola di Catania; Anna Di Salvo, La Città Felice e rappresentanti di associazioni calatine: Mamme No MuosAstra, Arci Amari. L’incontro è stato coordinato da Alfonso Di Stefano della Rete Antirazzista catanese.

venerdì 14 marzo 2014

Per un movimento euro-mediterraneo a partire dalla Carta di Lampedusa

La Sicilia da avamposto militare di guerra e frontiera Sud della fortezza Europa. A Ponte di Pace e cooperazione fra i popoli. 
Catania, giovedì 20 marzo 2014, ore 16:30 aula magna della Facoltà di Scienze Politiche, seminario su: "Per un movimento euro-mediterraneo a partire dalla Carta di Lampedusa"

venerdì 21 febbraio 2014

DIECI GIORNI A LAMPEDUSA

Nei giorni precedenti e successivi all’iniziativa della Carta di Lampedusa siamo stati sull’isola per cercare di capire meglio la situazione generale sull’isola. E’ interessante notare come, nell’arco di due settimane con gli arrivi dei migranti soccorsi da Mare Nostrum, la situazione sia già cambiata.
Infatti, solo qualche settimane fa il Cpsa di Lampedusa non era ancora operativo e nessuno sapeva quali fossero le sorti. Questa è la “fotografia” che abbiamo scattato durante la nostra breve permanenza sull’isola cercando di comunicare con diversi interlocutori rappresentativi dell’isola: dalla gente comune agli incaricati istituzionali.

giovedì 6 febbraio 2014

PER LA CHIUSURA DEL CARA DI MINEO E DI TUTTE LE GALERE ETNICHE

Giorno 16 Febbraio alle ore 10 manifestazione e presidio di fronte al Cara di Mineo

Dopo i tragici naufragi che nella prima metà di ottobre scorso hanno causato circa 600 vittime, il governo ha disposto, con l’operazione “Mare Nostrum”, nuove procedure di soccorso e identificazione sulle navi della marina militare. Su queste navi decidono chi è meritevole di protezione internazionale e chi no. Arrivati in Sicilia, i migranti considerati non “idonei” per l’avvio della domanda d’asilo , vengono o forzatamente rimpatriati nel loro paese d’origine (vedi tunisini ed egiziani), o rinchiusi in un CIE.

lunedì 3 febbraio 2014

La nascita della Carta di Lampedusa, racconto della tre giorni sull’isola.

In questa tre giorni Borderline Sicilia ha partecipato alla stesura definitiva della Carta di Lampedusa, un documento che si propone di affermare una nuova geografia delle libertà.
I lavori si sono aperti nel pomeriggio di venerdì 31 Gennaio con la presentazione di tutte le realtà giunte sull’isola per partecipare all’iniziativa. Le realtà presenti comprendevano associazioni e gruppi nazionali ed internazionali. Il primo intervento è stato quello del Sindaco di Lampedusa seguito dalle testimonianze dell’associazione degli imprenditori dell’isola e del collettivo Askavusa.

Lampedusa - Voci contro i Cie e le strutture detentive per migranti

Carta di Lampedusa: Voci contro i CIE. Dalla Sicilia parlano Borderline Sicilia, Forum Antirazzista di Palermo, No Muos e la Rete Antirazzista Catanese.

martedì 17 dicembre 2013

Il lager di Lampedusa - Migranti denudati nel centro di contrada Imbriacola

meltingpot.org - Denudati, messi in fila, umiliati, sottoposti a disinfestazione. Sono le immagini girate dal tg2 nel centro di contrada Imbriacola, a Lampedusa; scene che richiamano un passato lontano che nessuno avrebbe voluto più vedere. Donne, uomini, eritrei, somali, siriani, ghanesi, kurdi, spogliati nel cortile del centro di prima accoglienza e soccorso per poi essere raggiunti dal getto di una pompa per debellare una malattia che gli viene attribuita quasi da protocollo, ma che in realtà, nella quasi totalità dei casi, viene contratta solo una volta giunti in Italia proprio a causa delle condizioni di "accoglienza" a cui sono sottoposti. La stessa Unhcr, in un comunicato di poche ore fa denuncia le condizioni del centro e la mancanza di traferimenti.