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venerdì 24 novembre 2017

Ex caserma Gasparro e Rione Bisconte: nel degrado dell’abbandono

Sempre più degrado all’ex caserma Gasparro del Rione Bisconte di Messina, soprattutto ora che, da fine settembre, al preesistente CAS è stata aggiunta una struttura di container e prefabbricati ufficialmente funzionante secondo l’approccio hotspot. 

Messina - Il complesso dell'ex caserma Bisconte

sabato 29 aprile 2017

Centro di prima accoglienza per minori a Giarre: parlano i ragazzi

Giarre, comune alle pendici dell’Etna di circa 27.000 abitanti, ha ospitato negli ultimi anni diverse comunità per minori non accompagnati. Progetti di cui abbiamo avuto modo di denunciare le criticità, chiusi in seguito all’intervento dei Servizi Sociali per poi essere riaperti dagli stessi gestori altrove, obbedendo a logiche di potere e di business che si rivelano decisamente difficili da estirpare.

Il centro di prima accoglienza per minori stranieri non accompagnati, a Giarre (CT)

martedì 4 aprile 2017

Trapani, tra monitoraggio, sbarchi e incontri

La scorsa settimana a Trapani il clima era abbastanza teso, per via degli sbarchi e della situazione complessiva nei territori della provincia. Noi ci trovavamo lì per monitorare due strutture di accoglienza di Marsala: “Borgo della Pace” e l’ex Ipab “Giovanni XXIII”.

La Vos Prudence al porto di Trapani 

martedì 6 dicembre 2016

Sosta forzata, il tempo che non scorre ad Agrigento

Abbiamo trascorso una giornata con i migranti presenti nel Villaggio Mosè ad Agrigento, incontrando ragazzi ed enti gestori. Dinamiche e prassi che ci sono familiari visto che il sistema le ha consolidate, e le ha rese in molti casi non idonee a far vivere una vita degna alle persone. La nostra visita ha avuto inizio dal CAS  “La mano di Francesco” che si trova sul Viale Cannatello, la strada che dal Villaggio Mosè porta alle spiagge. Quindi, tranne qualche negozio e supermercato nella zona non c'è niente. 

martedì 15 novembre 2016

Merce di scambio: minori in fuga senza alcuna tutela

“Sono scappato dall'Italia. Ora sono in un Paese sicuro”. Ci arriva nelle prime ore del mattino il messaggio di A., giovane ragazzo eritreo che abbiamo conosciuto a Pozzallo e poi seguito nei suoi primi mesi di permanenza in un centro per minori del Siracusano. Appena arrivato A. continuava a ripetere la prima frase sentita in italiano al momento dell’approdo: “Sei in Italia, un Paese sicuro”.

martedì 13 settembre 2016

Minori non accompagnati: quando l’accoglienza rimane una sfida

“New guys arrive but their problems are not over”, così commentano l’approdo di nuove persone alcuni migranti fuori dall’hotspot di Pozzallo. “Sono arrivati nuovi ragazzi, ma i loro problemi non sono finiti”. Ieri nuovo sbarco di 286 migranti al porto ibleo, tra cui una ventina di minori non accompagnati. Ragazzi di 15, 16, 17 ma anche 13 anni o meno, come quelli a cui ci siamo appena presentati. Giovedì scorso una delegazione dell’OSCE (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) ha visitato l’hotspot di Pozzallo, dopo aver fatto tappa al Cara di Mineo. Nelle ore precedenti abbiamo assistito ad un gran numero di trasferimenti dall’hotspot presso i centri vicini. Tra i migranti in uscita anche diversi minori non accompagnati, che per una coincidenza abbastanza prevedibile erano quindi presenti in minor numero durante la visita istituzionale.

giovedì 1 settembre 2016

Non preoccuparti papà, io muoio contenta perché almeno voi siete vivi

Non posso che provare dolore di fronte alla morte di una persona innocente, ed il sol pensiero che possa essere un tuo caro a perdere la vita in modo ingiusto mi fa percorrere un brivido lungo la schiena. La notizia che un padre ha dovuto lasciare il corpo della propria figlioletta morta in mare per cercare di salvare altre vite durante l'ennesima strage frutto delle politiche omicide europee, mi sconvolge. Cosa possiamo fare per aiutare un padre disperato che ha perso moglie e figlia?

Le 5 salme arrivano al porto di Trapani - Ph. Giorgia Mirto

martedì 23 agosto 2016

San Michele di Ganzaria: cronaca di una violenza quotidiana


“Qui a San Michele c’è una situazione insostenibile, dovete aiutarci a fare qualcosa”. È la metà del mese di luglio, e un assessore del piccolo comune di San Michele di Ganzaria, situato a pochi chilometri da Caltagirone, ci contatta per parlarci delle condizioni in cui si trovano decine di minori da poco ospitati in una struttura gestita dalla Cooperativa San Francesco.

Foto di Lucia Borghi

mercoledì 3 agosto 2016

Quell'ex albergo a Geraci Siculo

Geraci, famosa per l'acqua che sgorga pura dalla vicina sorgente, è sede di un CAS, sin dal 2011. I proprietari dell'ex hotel Ventimiglia, durante l'emergenza Nord Africa hanno deciso di cambiare mestiere e da albergatori/ristoratori sono diventati cooperativa che gestisce - prima sotto la protezione civile e poi con la prefettura - un centro di accoglienza straordinaria. E nonostante dal 2011 la situazione non sia cambiata nei numeri e nelle dinamiche, a Geraci Siculo c'è un clima di piena emergenza per via di uno Stato cieco che abbandona chi ha deciso di vivere con l'accoglienza.

domenica 31 luglio 2016

Quell'accoglienza per minori chiamata INFERNO

La sensazione che viviamo in Sicilia è di totale sconforto rispetto alle pratiche messe in campo dalle istituzioni, da chi dovrebbe tutelare tutte le persone, ed in particolare i minori, in osservanza delle normative nazionali ed internazionali.


                      Momenti della protesta dei minori a Salemi - Ph. Alberto Biondo

sabato 9 aprile 2016

Cas di Gela: l'isolamento degli ospiti di "Villa Daniela"

A partire dallo scorso dicembre a Gela è attivo un CAS gestito dalla Cooperativa "Progetto Vita", la stessa del l'accoglienza per minori in questa località e in altri due Cas di Caltanissetta, per un totale di circa 250 ospiti nella provincia nissena.

martedì 20 ottobre 2015

Centro di altissima specializzazione per accoglienza minori di Mazara del Vallo: si puo’ davvero qualificare tale?

Il centro di prima accoglienza minori attivato nell'ex hotel Conte Ruggero II, dallo scorso giugno di quest'anno è gestito dalla cooperativa Fiori di Pesco, autorizzato alla primissima accoglienza di minori, in qualità di centro di alta specializzazione, con decreto regionale del 25 maggio e con nota favorevole del comune di Mazara del Vallo.

giovedì 25 giugno 2015

Un pomeriggio alla Villa Cordova di Caltanissetta : le condizioni del CARA di Pian del Lago

Lo stesso pomeriggio, alla villa Cordova, abbiamo avuto modo di parlare con un cospicuo gruppo di giovani richiedenti asilo, ospiti del CARA di Pian del Lago.
Il primo problema di cui ci parlano è l’interminabile attesa della convocazione in commissione territoriale. Sono arrivati più di 8 mesi fa e sono loro stessi a dirmi, che di certo, dovranno ancora attendere almeno altri 3 mesi.  
Mi dicono che è troppo difficile passare così tanto tempo senza sapere se avranno i documenti o no e nel frattempo non sanno cosa fare. Questo è per loro il vero problema, il resto passa in secondo piano.

venerdì 22 maggio 2015

Chi è costretto a pagare?

Le notizie di cronaca riguardanti i migranti e la loro accoglienza in Sicilia non mancano quasi mai di fare riferimento all’aspetto economico della questione. Finanziamenti, ritardi, anticipi, mancati pagamenti e proteste sono ormai all’ordine del giorno. Solo qualche giorno fa, il sindaco di Pozzallo dichiarava tutto il suo rammarico e il suo sdegno nel venire a conoscenza dei 20mila euro ricevuti da Lampedusa dal Cipe mentre nessuno stanziamento è stato previsto per il Comune ibleo. Nel corso di un’intervista, sempre il primo cittadino pozzallese, si è detto intenzionato a proseguire con fermezza nella sua protesta, e di imporsi affinchè al Cpsa non si superino in questo caso le 200 presenze.

lunedì 27 aprile 2015

A Pergusa richiedenti asilo attendono da un anno e mezzo che venga esaminata la loro richiesta d’asilo

Lo scorso venerdì abbiamo visitato il CAS sito a Enna nella Frazione di Pergusa.
Si tratta di un CAS allestito nella struttura dell’ex Villaggio del Fanciullo gestito dal “Centro Accoglienza Anziani Santa Lucia di Enna”.
Al suo interno vivono cento giovani richiedenti asilo, tutti di origine africana, provenienti principalmente da Gambia e Mali e di età compresa tra i venti e i trent’anni.
Quasi tutti loro si trovano in questo centro dallo scorso due luglio e solo in venti hanno già avuto l’audizione in Commissione, mentre la maggior parte di loro è in attesa da un anno e mezzo della convocazione da parte della Commissione territoriale.
La ragione di un’attesa tanto lunga, che supera la già inaccettabile media di attesa che si aggira tra gli 8 e i 12 mesi, è riconducibile ai continui trasferimenti da CAS in CAS che hanno interessato l’ accoglienza di molti di loro, i quali sono stati sono stati trasferiti da due o più strutture dalla provincia di Trapani, Palermo ed Enna.

lunedì 23 febbraio 2015

Quando la negazione dei diritti sfocia nell'illegalità e abusivismo

La scorsa settimana quattro richiedenti asilo ospiti del centro di accoglienza di Pian del Lago sono stati denunciati dalla Guardia di Finanza, perché sorpresi a rivendere le sigarette distribuite nel centro, al mercatino adiacente. Questo non è un fenomeno nuovo in città e un’analisi approfondita delle dinamiche che conducono a questa situazione aiuta a leggere meglio questa notizia e a trovare altri responsabili di questa situazione.

lunedì 29 settembre 2014

VISITA AL CENTRO SPRAR “ARETUSA ACCOGLIENZA” DI SIRACUSA. DOPO LA PROTESTA DI CHI CONOSCE E CONTINUA A DIFENDERE I PROPRI DIRITTI

E’ del 15 settembre la notizia di una protesta di una ventina di richiedenti asilo, ospiti del centro SPRAR  “Aretusa Accoglienza”, che hanno bloccato per alcune ore il traffico automobilistico, stanziandosi con alcune sedie a ridosso della rotatoria che collega la strada statale di contrada Spalla a Belvedere e allo svincolo autostradale. http://www.siracusaoggi.it/video-esclusivo-dentro-il-centro-dove-e-nata-la-protesta-dei-migranti/. Il fatto non ha destato grande attenzione nei media locali, ma soprattutto manca all’appello della cronaca un approfondimento, anche minimo, delle motivazioni che hanno portato i migranti ad inscenare questa dimostrazione.