Domenica, 28 maggio 2017, sono stati di scena a Palermo la Morte e la Disperazione, a seguito dell’attracco del rimorchiatore italiano Vos Thalassa, sul quale si trovavano 1.040 persone, uomini, donne e bambini, ammassati come animali. I migranti soccorsi sono rimasti sulla nave per 4 giorni, con un solo servizio igienico a loro disposizione, senza scorte di cibo sufficienti, dormendo all'addiaccio bagnati fradici, viaggiando fianco a fianco con le sette salme recuperate, visto che la nave non è attrezzata per il recupero dei morti in mare.
siciliamigranti è una finestra sulla situazione dei migranti in Sicilia. E' il blog di un progetto di monitoraggio e pronto intervento in risposta alle politiche migratorie, contingenti ed emergenziali, messe in atto dal governo italiano per gestire l'arrivo dei profughi provenienti dalla regione del Maghreb e dalla Libia.
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sabato 3 giugno 2017
mercoledì 30 luglio 2014
Cancello chiuso al Cpsa di Pozzallo mentre alla succursale di Comiso è concesso vagare nel nulla.
Sul sito del Ministero dell'Interno, nella sezione “I centri dell'immigrazione” è riportato che i Centri di Primo Soccorso e Accoglienza “sono strutture allestite nei luoghi di maggiore sbarco, dove gli stranieri vengono accolti e ricevono le prime cure mediche, vengono fotosegnalati, viene accertata l'eventuale intenzione di richiedere protezione internazionale e vengono smistati verso altri centri.
Dalla fine dell'anno scorso, e fino a poco tempo fa, il CPSA di Pozzallo ha svolto una funzione ben diversa da quella sopra descritta. I trasferimenti verso altri centri sono stati disposti molto lentamente e spesso verso i vari centri emergenziali/straordinari – senza alcuno stato giuridico - sparsi sul territorio siciliano. I migranti sono rimasti all'interno della struttura anche per mesi e data la condizione di costante e massiccio sovraffollamento si è consolidata la prassi, per ovvie ragioni di ordine interno, di consentire l'uscita diurna dal centro.
Dalla fine dell'anno scorso, e fino a poco tempo fa, il CPSA di Pozzallo ha svolto una funzione ben diversa da quella sopra descritta. I trasferimenti verso altri centri sono stati disposti molto lentamente e spesso verso i vari centri emergenziali/straordinari – senza alcuno stato giuridico - sparsi sul territorio siciliano. I migranti sono rimasti all'interno della struttura anche per mesi e data la condizione di costante e massiccio sovraffollamento si è consolidata la prassi, per ovvie ragioni di ordine interno, di consentire l'uscita diurna dal centro.
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mercoledì 15 gennaio 2014
Da Lampedusa a Pozzallo gli Eritrei sopravvissuti al naufragio del 3 ottobre.
Domenica 12 gennaio, dopo più di 100 giorni trascorsi al CPSA di Lampedusa, sette eritrei (sei uomini e una donna) sopravvissuti al naufragio del 3 ottobre, hanno finalmente lasciato l’isola. Partiti in mattinata a bordo del traghetto sono giunti a Porto Empedocle intorno alle ore 20. Lunedì sono stati accompagnati al Tribunale di Palermo per essere ascoltati durante l’incidente probatorio del procedimento contro il presunto scafista. Al termine dell’udienza sono stati condotti, senza esserne avvisati, presso il CPSA di Pozzallo.
domenica 10 novembre 2013
Eritreo investito dopo il tragico sbarco di Sampieri il 30 settembre
Il 30 settembre scorso nel drammatico sbarco sulla spiaggia di Contrada Pisciotto, a Sampieri (http://siciliamigranti.blogspot.it/2013/09/migranti-morti-sampieri-rg.html), trovarono la morte 13 persone. Immediatamente dopo lo sbarco molti migranti si diedero alla fuga, ma la corsa di un giovane 25enne eritreo si arrestò brutalmente sulla SP 43 Modica-Marina di Modica dove un’auto lo travolse lasciandolo sul suolo.
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mercoledì 6 novembre 2013
Naufragio dell’11 ottobre: i Libici, armati dall’Italia, sparano sui profughi
Asciugate le lacrime dopo il
dolore dei naufragi dato in pasto ai media, ed una volta spenti i riflettori
sui morti, i mezzi di informazione e l’opinione pubblica ritornano sui loro
binari e nessuno si chiede che fine abbiano fatto i vivi, i superstiti.
Borderline Sicilia aveva raccontato da Lampedusa il naufragio dell’11 ottobre e nei giorni scorsi ha incontrato
un uomo siriano, che chiameremo Hamed, scampato a quel naufragio in cui una
parte di lui è comunque definitivamente morta, visto che quel giorno ha perso
la moglie, la figlia, la nuora e la nipote.
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